L’isola che c’è ed è di plastica

C’è un’isola in mezzo al pacifico, che resiste a tutte le tempeste pare, è di plastica infatti, grande quanto il texas, texas is a state of mind is an obsession*, una stella solitaria e galleggiante, oh numi possenti km e km di quadrati, sei-cento-novanta-seimila-duecento-quarantuno per essere precisi, un enorme patrimonio, anche a calcolarlo in centesimini di dollaro o di euro o di lire turche, di sacchetti e pezzettini di tutte le plastiche immaginabili, qualcuno persino si può supporre derivato, il pezzettino, la particola, dal grasso petrolio texano per cui, viene fatto di pensare, è come se esso di nuovo affiorasse nella sua epifania definitiva, l’angelo o il cavaliere non previsto da Giovanni l’apocalittico, il sacchetto di plastica. Si sono riuniti, è questo il fatto curioso e non si sa, si fa fatica a immaginare come si siano trovati, quale attrazione fatale si sia esercitata tra loro, come sia stato facile ai sacchetti quanto sarebbe difficile non solo tra uomini, persino tra maschi e femmine che costituiscono la maggioranza relativa della specie, ma anche tra formiche; o c’è da credere che esista una così enorme solidarietà tra le plastiche, la stessa che coalizza le cavallette.

 *La frase, completa di virgole e maiuscole, di John Steinbeck suona, Texas is a state of mind. Texas is an obsession. Above all, Texas is a nation in every sense of the word

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About dascola

Pasquale Edgardo Giuseppe D'Ascola, già insegnante al Conservatorio di Milàno della materia teatrale che in sé pare segnali l’impermanente, alla sorda anagrafe lombarda ei fu piccino privato come di stringhe e cravatta dell’apostrofo (e non di rado lo chiamano accento); col tempo di questa privazione egli ha fatto radice e desinenza della propria forzata quanto desiderata eteronimìa; avere troppe origini per adattarsi a una sola è un dato, un vezzo e forse un male, si assomiglia a chi alla fine, più che a Racine a un Déraciné, sradicato; l’aggettivo è dolente ma non abbastanza da impedire il ritrovarsi a Bell’agio proprio tra monti sorgenti dall’acque ed elevate al cielo cime ineguali, là dove non nacque Venere ma Ei fu Manzoni. Macari a motivo di ciò o, per dirla alla Cioran, con la tentazione di esistere, egli scrive; per dirla alla lombarda l’è chel lì.
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