Premio Letterario Internazionale Indipendente 2018 –

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Premio Letterario Internazionale Indipendente 2018

Associazione Culturale “Orizzonte Atlantico”, www.plii.it

Siamo un’associazione culturale italiana apolitica e senza fine di lucro.

Riconoscendo il ruolo centrale della creazione letteraria come espressione di identità, esperienze e visioni del mondo al contempo individuali e collettive, promuove la proiezione internazionale di letterature contemporanee e l’incontro libero e liberale fra scrittori di differenti nazionalità e culture come mezzo per favorire una multiculturalità sostenibile.

Pasquale_DAscola.jpg Pasquale D’Ascola 

Idillio toscano con fiori, ovvero La bimba che mangiava le rose

[…] non fosse che la maestra non crede ai suoi occhi, non crede che l’arte sia la parte di cui s’impara la parte e poi ci si mette da parte, quella crede che tutto sial’applicazione di solerti istruzioni, di tecniche miste, d’etichette d’un programma fittizio, d’un negozio precotto, non di quei grilli che abitano teste e cervelli ma non s-cervellati da non dar ordini al caos. […]

Vorrei sottolineare, di questo squisito Idillio toscano con fiori, una ben misurata, e affatto ingenuamente ottimista, poetica dell’intuizione, di cui la bambina è incarnazione più che consapevole e che si oppone a una sorta di presbiopia universale.

Immediatamente, infatti, la bambina implode, si contrae, diventa ironico punto di fuga che, ben ancorato al basso rappresentato dalla terra e dalle radici che ospita, rivela l’alto di un’artificialità distratta ed incosciente della sua stessa incomprensibilità. Vediamo così, più in alto rispetto alla bambina, una maestra che insegna a coprire la realtà con “tutti dei bei così-è fabbricati con la riga e la squadra sul piano di quaderni ordinati da un’ordinatrice”, e due ragazzini (significativamente invisibili agli occhi di quella stessa bambina, che tuttavia appare loro come una disarmonia) che “mangiano sempre impudenti quei due, le loro schifezze gommose del così detto libero mercato, non cocomeri ardenti, dal color peperone, ridenti…” e che, questo va detto, “non sono a puntino cattivi, diremmo piuttosto in sintesi estrema e definitiva, che degli umani sono il cliché”. 

Ora, questa poetica dell’intuizione, parrebbe avvertire D’Ascola, non va assolutamente pensata né come atto intellettuale, né come specchio di qualche trascendenza, bensì solo come naturalismo (arcaico o post-intellettuale?). Quest’aspetto mi pare saldamente garantito, in primo luogo, dalla stessa bambina, che resiste al colonialismo presbiopizzante della maestra mantenendo viva la legittimità di fluttuazioni coscienti fra registri evolutivamente lontani della rappresentazione (quando “non sa seguitare con le parole ecco, disegna a suo modo fili d’erba“); in secondo luogo, dal padre giardiniere, del quale è detto che è un signore, e come tale “comincia dai piedi sicché, le sue scarpe pulisce da sé” (sic!); e infine nuovamente dalla bambina, che apprende a mangiare le rose perché “chi ne mangia simile ai fiori diviene, gradito alla loro complicata bellezza”.

Cuspide di questa poetica è però senz’altro un geniale slittamento esistenziale: si noti infatti che, in senso stretto, ciò che D’Ascola fa non è ritrarre la bambina nell’idillio campestre, bensì, al contrario, ridurre il campo a momento dell’idillio infantile (naturalismo arcaico, dunque, non post-intellettuale). Idilliaco non è dunque il campo, non sono i fiori, bensì proprio la bambina, che è campo e fiori, pura emergenza umana, e per ciò stesso realtà transpersonale che resiste a ogni diaspora pseudo-umanizzante.

Alberto Asero

Premio Letterario Internazionale Indipendente © 2013 – 2018

Associazione Culturale “Orizzonte Atlantico”, ITALIA

About dascola

Pasquale Edgardo Giuseppe D'Ascola, già insegnante al Conservatorio di Milàno della materia teatrale che in sé pare segnali l’impermanente, alla sorda anagrafe lombarda ei fu piccino privato come di stringhe e cravatta dell’apostrofo (e non di rado lo chiamano accento); col tempo di questa privazione egli ha fatto radice e desinenza della propria forzata quanto desiderata eteronimìa; avere troppe origini per adattarsi a una sola è un dato, un vezzo e forse un male, si assomiglia a chi alla fine, più che a Racine a un Déraciné, sradicato; l’aggettivo è dolente ma non abbastanza da impedire il ritrovarsi a Bell’agio proprio tra monti sorgenti dall’acque ed elevate al cielo cime ineguali, là dove non nacque Venere ma Ei fu Manzoni. Macari a motivo di ciò o, per dirla alla Cioran, con la tentazione di esistere, egli scrive; per dirla alla lombarda l’è chel lì.
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6 Responses to Premio Letterario Internazionale Indipendente 2018 –

  1. Carla Regina says:

    Contentissima di questo premio ma contentissima di leggerti sempre. Ti devo una mail “explanatoria” del delirio artistico che mi avvolge in questo momento. Delirio bello ma sempre delirio e’! A prestissimo dunque! Con affetto C

    • dascola says:

      Carissima Carla, sono lieto della tua letizia; attendo lettera; mi fa piacere avere lasciato qualche po’ di eredità di palcoscenico in giro per il vasto mondo. Grazie ancora per la partecipazione. Un caro abbraccio. Psq.

  2. Davide Galassi says:

    Braverrimo!!!
    Indipendente dal Premio, un letterario augurio ti invio.
    Mit einem lieben Gruss
    Davide

    • dascola says:

      Ach wie nett, Geherter, tankescen tankescen bitter…stavo pensandoti in queti scorsi giorni con l’intenzione di telefonarti ma poi la revisione del libro che deve andare in stampa e l’Elzemiro, più qualche lavoro domestico che adesso posso fare…sono in pensione carissimo e la casa grida di occuparsi di essa lei da almeno un anno. Sai cosette, ho aperto un tunnel sotterrano e un bunker volante. State bene, scrivimi notizie in tedesco soltanto. Bis bald, Psq
      p.s. sto guardando una serie tedesca dal titolo Deutschland ’86 che mi piace. Ho un po’ voglia di emigrazione adesso.

  3. gransole@gransole.net says:

    Bravissimo e poliedrico amico! Inviato dal mio dispositivo mobile Huawei

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