Stupidi o cretini

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A Short History of Modern Painting, 1982 – Mark Tansey ( 1949)

È con gran divertimento che pubblico il titolo che accompagna la notizia di  questa pirlata, coglionata, bischerata, cazzata, fesseria, minchionata, belinata, minchiata or ora giunta sull’ali segrete di Internet al mio indirizzo. Mi spiace per le pari opportunità che l’intero repertorio di epiteti negativi circa il granusalis sia riferito al masculo muscolo, mancando un termine che esprima la coglioneria al femminile; non mi pare che esista vulvata; figata è detto di solito per dire che bello, clitoriderìa sarebbe difficile da pronunciare, benché a quelli della mia generazione di universitari sia noto il motto, la lingua batte dove il clìto rìde; non so se fesseria si riferisca alla fessa, che sta per vulva appunto. Bon, Oréal. Non fosse che la pubblicità fa uso autorizzato della stupidità, bisognerebbe che l’intero gruppo dirigente Oréal venisse punito, e costretto a vedere a loop tutti i film di Totò previo corso rapido di vernacolo parte nopèo e parte napoletano, almeno un po’. Eziandio. No dico, per avere queste trovate e non perdersele questa gente guadagna come un bracciante in Puglia non riuscirebbe in trent’anni. Li pagano. È  da schiantarsi dal ridere. È. Ovvio che prima o poi dire stupido e cretino verrà sanzionato. Il vocabolario Treccani a stampa ha già provveduto a depennare poverette, molte parole considerate desuete. Se intelligenza e intelligente faranno la stessa fine, è domanda non risposta ancora. Questione di tempo. O di tampax.

L’Oréal supprime les mots «blanc», «blanchissant» et «clair» de ses produits

Cette décision intervient dans un contexte mondial de manifestations anti-racistes.

Par Le Figaro avec AFP
L'Oréal vient à s'ajouter à la liste des entreprises qui transforme leur stratégie marketing

About dascola

Pasquale Edgardo Giuseppe D'Ascola, già insegnante al Conservatorio di Milàno della materia teatrale che in sé pare segnali l’impermanente, alla sorda anagrafe lombarda ei fu piccino privato come di stringhe e cravatta dell’apostrofo (e non di rado lo chiamano accento); col tempo di questa privazione egli ha fatto radice e desinenza della propria forzata quanto desiderata eteronimìa; avere troppe origini per adattarsi a una sola è un dato, un vezzo e forse un male, si assomiglia a chi alla fine, più che a Racine a un Déraciné, sradicato; l’aggettivo è dolente ma non abbastanza da impedire il ritrovarsi a Bell’agio proprio tra monti sorgenti dall’acque ed elevate al cielo cime ineguali, là dove non nacque Venere ma Ei fu Manzoni. Macari a motivo di ciò o, per dirla alla Cioran, con la tentazione di esistere, egli scrive; per dirla alla lombarda l’è chel lì.
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4 Responses to Stupidi o cretini

  1. Leonardo Taschera says:

    Non so che dire. Si afferma che la SARS coV-2 colpisca altri organi, oltre ai polmoni. Può darsi che qualche testa non pensante dell’Oréal sia stata infettata. C’è da sperarlo, altrimenti fra poco verrà istituito l’Indice delle parole proibite. Negli anni ’60 si parlava di fabbrica del consenso. Sembra che abbia prosperato oltre ogni aspettativa. Ho letto che i Virus più sono letali e più si cacciano in vicoli ciechi. Purtroppo quello del politicamente corretto non è evidentemente letale perché si espande irrefrenabilmente e finirà col diventare endemico. Forse un modo per fermarlo potrebbe essere l’osservanza della regola del silenzio…

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  2. Alessandro says:

    Esimio Maestro,
    vorrei raccontarle due episodi in merito alla “correttezza politica” anti-razzista.
    1- Una gentil fanciulla Eritrea, regolarmente in Italia da molto tempo, felicemente coniugata con prole, di un bel colore marrone, suole dire: “sono arrabbiata nera” oppure “se mi arrabbio divento nera”. A sua indiscrezione, Maestro, posso fornirle gli estremi di questa simpatica signora.
    2- Un’altra graziosa fanciulla mi raccontava che ha partecipato a diverse missioni umanitarie nel cuore dell’Africa. La popolazione dei quei paesi la chiamavano “la donna bianca”.
    Conclusioni: la “correttezza politica” è a senso unico? Anche i “diversamente bianchi” intelligenti, si prendono in giro…
    Ultimo per l’appunto: trattandosi di ditta francese (penso) FESSE, come può ben leggere sul NOUVEAU PETIT LAROUSSE ILLUSTRE (non so mettere l’accento giusto!) ed. 230° del 1936, FESSE deriva dal latino fissus. Per cui penso sia opportuno parlare di “con” per gli autori e “connerie” (non ho trovato la grafia esatta) per il prodotto della loro fantasia!!!!!

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    • dascola says:

      Lustrisimo Dotor, come non apprezzare la goduriosa e irriverente, non riverente cioè della riverita comune e malintesa correttezza; diversamente bianco ve la copierò dottore. Adunque grazie. Per il resto, Vous avez bien dit du con, jamais en dire mal pour sûr, mais il y a que con c’est comme en sicilien nom masculin, donc doublement con. Voilà pour mieux vous délecter (source Le Robert)
      con, conne [kɔ̃, kɔn] nom et adjectif
      (vient du latin cunnus)
      I. nom masculin vulg. Sexe de la femme.
      II. fam. (de comme un con « mal »)
      1. nom Imbécile, idiot. Quel bande de cons ! C’est une conne. — Jouer au con. ➙ déconner.
      2. adjectif « Vous me croyez plus con que je ne suis, pour me servir d’une de vos expressions » (Mérimée, à Stendhal). Elle est très con (ou conne). — impers. C’est con : c’est bête.
      3. À la con locution adjective : mal fait, inepte. ➙ fam. à la noix.

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