Voices of America

 

Grant_DeVolson_Wood_-_American_Gothic

Capisco che è banale, è il premio Nobel di quest’anno funesto. Ma sialodeallaterizio vale. Vale la fatica per chi non lo conosce di leggerla in Inglese la signora. Sennò google translator signore e signori. In generale le traduzioni o si aggiungono con voce propria all’altra che si è  promossa voce di sé e diventano proprie a loro volta; o altrimenti le traduzioni valgono per le istruzioni della lavatrice. Siccome non mi sono azzardato e non ho avuto tempo di pensarci su, eccola qui la signora, in tutta la sua originalità; non la conoscevo; un mattone in più alla casa della mia ignoranza. Mi ha fulminato. Mi permetto soltanto di far notare l’uso dell’enjambement e questo da solo vale un Nobel. E infine i versi finali che si chiudono  come in Dante, mi pare, o appunto come lamine d’acqua  blue and permanent. Come usava dire Totò deglutendo tra complento e predicato verbale,  a me,,,, piace.

The Drowned Children

You see, they have no judgment.

So it is natural that they should drown,

first the ice taking them in

and then, all winter, their wool scarves

floating behind them as they sink

until at last they are quiet.

And the pond lifts them in its manifold dark arms.

 

But death must come to them differently,

so close to the beginning.

As though they had always been

blind and weightless. Therefore

the rest is dreamed, the lamp,

the good white cloth that covered the table,

their bodies.

 

And yet they hear the names they used

like lures slipping over the pond:

What are you waiting for

come home, come home, lost

in the waters, blue and permanent.

 

Louise Glück

About dascola

Pasquale Edgardo Giuseppe D'Ascola, già insegnante al Conservatorio di Milàno della materia teatrale che in sé pare segnali l’impermanente, alla sorda anagrafe lombarda ei fu piccino privato come di stringhe e cravatta dell’apostrofo (e non di rado lo chiamano accento); col tempo di questa privazione egli ha fatto radice e desinenza della propria forzata quanto desiderata eteronimìa; avere troppe origini per adattarsi a una sola è un dato, un vezzo e forse un male, si assomiglia a chi alla fine, più che a Racine a un Déraciné, sradicato; l’aggettivo è dolente ma non abbastanza da impedire il ritrovarsi a Bell’agio proprio tra monti sorgenti dall’acque ed elevate al cielo cime ineguali, là dove non nacque Venere ma Ei fu Manzoni. Macari a motivo di ciò o, per dirla alla Cioran, con la tentazione di esistere, egli scrive; per dirla alla lombarda l’è chel lì.
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