Prodotti Perfetti

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Paul Kirchner

 

Naturale che venderanno, vendere e venderemo ma, attenzion battaglion, frequento la musica da anni 65, mese più mese meno. E ci ho lavorato assai con e proprio dentro. Lirica e non soltanto lirica, anche Jannacci, sì è vero, ho imparato da principoni come Gavazzeni e da maestri sostituti che suonavano a prima vista dalla partitura di Barbablù certo certo certo, sono un signorino snob diranno le pie donne, benché ascolti di tutto da sempre, una volta per mestiere adesso anche per piacere, o per abitudine, dalla Sposa venduta di Smetana a NTS, l’emittente musicale dove si può ascoltare il jazz giapponese e le solite ossessioni rap benché di Scicago. Ma che siano di Schischicago o della Barona-Trans-tevere( Milano-Roma) la un c’è la differenza: da ga dìga, dìga dàga, dàga dàga, dìga dagadà. Dipende da come ci si vuole imbrogliare o da che fede abbracciare – sinonimi sì. Ebbene ho ascoltato i Måneskin – chiaro di luna in danese informa la Treccani, sono già lì i ragazzi – e osservo che la metrica è quella che ho cercato di riportare con digadaga: un ibrido tra rap, reggae, punk, funk, kukù klan.

Osservo con le orecchie, allenate assai per fortuna, che a dispetto dell’intonazione – ma se stai in maggiore e ti abbassi di una terza o sali di una quinta stonare sarebbe da acrobati do la do sol do re – la canzonetta presentata a SRemo e poi nel contesto europeo di cui la capo ufficio relazioni estere della Rai dice essere piena di energia, metafora sotto la quale si nasconde la polvere di casa, la canzonetta è costituita da un una linea di canto aspecifica e da un batti e leva leva e batti in 2/4 delle percussioni ovvero pum-cià pum-cià nello stile che di sicuro chiunque ha sentito rimbombare nelle carrozzerie delle Yaris hybrid zeppe di ragazzi in  Satursday’s night mission. Non mi pare che il drummer tenti mai una rullata o un colpo di piatti, pum-cià ma mmetto che la ripetizione senza a-variazioni mi distrae però… La chitarre butta giù gli accordi guida (ma è play back, direi) il basso boh, è della  femmina del gruppo, Victoria. Questo è l’arrangiamento. E garantisco, ho ascoltato tutti i loro pezzi disponibili in Youtube – mi documento né – quindi  provare per credere. Kate Bush è Fiona Apple sono al confronto Mahler e Schubert. Paolo Conte sentire cosa vuol dire arrangiamento, che è orchestrazione. Ma Paolo Conte non è un prodotto è un artista. Evito di spingere il recently defunto sulla scala di mi-mitolgico. Non voglio citare i soliti Queen e Pink Floyd. Per non dire di più.

Mia moglie mi dice che i MK sono però un ottimo prodotto. Vendere e venderemo. Reggono la botta dell’estero. E vero e poi ah ah belli belli sì tutti, italiani, taliani, ciao ciao dicono loro un giornalista polonese e un altro mi pare lituasco, ed entrambi  per un istante prendono un po’ di abbronzatura. Damiano soprattutto, il front man benché un po’ gobbo sotto le bretelle di Etro, è più figa di Victoria la bassista con nel sangue ha il passo del cammello colpito da un raffica di schegge da attentato; in scena ma non la ferma nessuno, verso i cinquanta soffrirà di mal di schiena, però a quell’epoca la neurochirurgia farà più miracoli di adesso. Mia moglie mi dice che i MK sono però un ottimo prodotto, vendere e venderemo. Ben truccati – poco Amneris tuttavia, allungarli quegl’occhi mica fare le signorine e lo smalto nero sulle unghie trovo deprima l’incarnato; secondo me un vero uomo deve osare il rosso in tutte le sue gradazioni, al limite i glitter – ben immaginati dall’art director di un preclaro gruppo di creativi ( Claudio Santuccci per la Giòforma, Milano ha l’immagine in mano) e, prenderne atto, molto comunicativi; sono persino simpatici a modo loro e parlano inglese. Domani si dovrà parlare cinese forse ma per ora i giovini parlano, anche bene, l’inglese. Fanno sotto sotto liceo classico e british council più che cafeteria di Aberdeen(Washington-US città capodanno di Kurt Cobain) e la musica… la musica domanderà qualche imprudente, bah la sintesi è a little something for the gents in the audience eh o o o alla Landini di oggi alla conferenza della CGIL. 

https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/05/23/landini-a-un-anno-dalla-pandemia-torniamo-al-lavoro-precario-e-alle-liberalizzazioni-e-una-presa-per-il-culo/6207569/

About dascola

Pasquale Edgardo Giuseppe D'Ascola, già insegnante al Conservatorio di Milàno della materia teatrale che in sé pare segnali l’impermanente, alla sorda anagrafe lombarda ei fu piccino privato come di stringhe e cravatta dell’apostrofo (e non di rado lo chiamano accento); col tempo di questa privazione egli ha fatto radice e desinenza della propria forzata quanto desiderata eteronimìa; avere troppe origini per adattarsi a una sola è un dato, un vezzo e forse un male, si assomiglia a chi alla fine, più che a Racine a un Déraciné, sradicato; l’aggettivo è dolente ma non abbastanza da impedire il ritrovarsi a Bell’agio proprio tra monti sorgenti dall’acque ed elevate al cielo cime ineguali, là dove non nacque Venere ma Ei fu Manzoni. Macari a motivo di ciò o, per dirla alla Cioran, con la tentazione di esistere, egli scrive; per dirla alla lombarda l’è chel lì.
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5 Responses to Prodotti Perfetti

  1. Tina Messineo says:

    “il Maestro è nell’Anima e per sempre nell’Anima resterà”!
    Nulla da aggiungere.

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    • dascola says:

      Il Maestro è Gavazzeni immagino; un grande. Passando sotto la casa di Donizetti una sera con l’amico Celibidache, all’interrogazione di quest’ultimo che, leggendo la targa commemorativa sul portone del palazzo, si domandava, “Chissà Gianandrea che cosa scriveranno un giorno sui nostri portoni”, il Gianandrea rispose sicuro, “Sul tuo non so, sul mio Affittasi.”

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  2. Paolo Prato says:

    Non mi toccare i Maneskin (ma non era un prodotto di cartoleria?) con i quali condivido la frequentazione di una boutique dell’usato in corso di Porta Ticinese (MI). E come ti permetti di trovare da dire alle bassiste? Punto

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