Scorro le immagini dell’attacco al Venezuela, che si fatica a non considerare americano, salvo si tratti di un insurrezione militare interna. Dopo quello alla Nigeria, da un punto di vista esclusivo del diritto questo attacco, non solo è pari all’invasione dell’Ucraina, ma è la dimostrazione in vitro che domani Lisbona o Marsiglia o Lubecca o Stettino o persino Roma e Milano, nonostante gli sforzi del governo in carica per mostrarsi più fascista di quello americano, persino le due capitali del nostro paese potrebbero domani essere bersaglio di una punizione : per non essere fedeli o soltanto graditi, come vassalli e valvassori, all’imperatore.
Non ho nessuna simpatia per Maduro, non mi piacciono questi bolscevichi retard, ma mi auguro, con tutto il cuore, che gli americani conquistino come fanno sempre la capitale, una Caracas indifesa, inerme, inconsapevole, e la riempiano di postriboli, compounds blindati, centri di tortura e ricchi servi di un regime Quisling. Che la prendano e cozzino con una resistenza feroce di esercito e popolo nelle foreste. Che finalmente il Venezuela diventi un altro Vietnam. Fino alla cacciata di ogni marine a calci nei denti. Poi un Maduro si trova sempre.

Per i greggi zoccoletti quanto di interesse sono solamente giardinetti pieni di erbette. Qui che gli dai? Al massimo carbone ammuffito, ghiotto solo per ometti dalle membra piccole piccole che non annoverano di certo eserciti stellari. Pucciose le varie resistenze, come ideale dico, non vorrei mai vedere nessuno di noi con la pellagra tanto da diventare più pauroso di quel che è. E’ arcinoto che chi si è opposto alle bande pistolere oltremare ora non se la passi granchè. Accogliamo quindi a chiappe bene aperte l’inevitabile come obolo del sofà così da salire di qualche piolo e garantirci un pertugio per annusare. Sbirciare si è detto, giù gli zoccoli sporcaccioni.
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Il mistero involucra le tue parole. Chissà che cosa avrai voluto dire.
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