L’ElzeMìro di Martedì 16 ottobre

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G.B.Tiepolo (1696-1770) Cappella del S.Sacramento – Udine, Duomo

In Gli amanti dei libri a cura di Barbara Bottazzi, l’ElzeMìro

da Martedì 16 ottobre

Stradella – Auto sacramental giocoso

http://www.gliamantideilibri.it/?p=70518

BA 10

Desideria Guicciardini – L’omino-macchina per scrivere -coll.privata
Immagine guida e compagna di viLLEGGIATURA dell’Elzemìro
In Bambino Arturo et son voFabulaire hors de l’ordinaire, Booksrepublic Isbn 9788853440457 – 2012. Cfr. http://www.mondoscrittura.it/?p=4186

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Nel nome di Picone

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Jan Van Eyck (1390 – 1441) – Polittico del mistico agnello

Soprattutto perché mi manca la esse davanti, stante l’apostrofo dietro, non sono così snob dunque da non essermi informato sul chi è la signora Ferrigni la cui somiglianza con la signora Maria Elena del Bosco, che con quel binomio per dame di compagnia di qualche reginetta Leopolda infatti o invece risultò savoiarda ma intinta nel vin santo, me la rende antipatica totale. Di fatto l’una e l’altra mi sembrano appartenere alla stessa razza, allo stesso stile virtuale, di gente che sa contare e conta altroché – non smetteremo di stupirci di quanta strada riesca a percorrere la stupidità pur di arrivare lontano – ma che quando scrive una frase completa di soggetto, predicato complemento gioisce à son goût per avere girato la boa dell’emoticon; gente che ti annuncia, Ho letto un libro, col fare di un quartetto Checcentra, Luca Marco Matteo e Giovanni, che annunciasse l’ultima sua novità editoriale, The Vangelo. Insomma l’estate passata sono stato edotto sulle caratteristiche, l’esistenza in vita, i miracoli  della signora che tuttavia al confronto con la sua sosia aretina può dire di non essere un robot Captcha, datosi che almeno per partorire ha dovuto adattarsi, non so come, al clistere cautelativo che rende lo sgravarsi meno mistico di quanto Van Eyck si aspettasse dal suo agnello, e la puerpera poco attraente, nonostante il rosso Dior delle unghie. Tuttavia non ne avrei fatto oggetto di sfuggevole trattazione se non fosse intervenuto Picone. Ho rivisto, Mi manda Picone, il filmetto del bravo Nanni Loy autore di stazza sarda e altezza olandese, oh me lo ricordo, una prima volta mi pare al Festival di Venezia e poi in visita al Dams di Bologna; gli parlai gentile e simpatico lui, un po’ malinconico come la capra di Saba. Non ha mai concluso ne credo avesse la pretesa di fare operette immortali ma i suoi film si rivedono con piacere perché, per quanto dimessi nello stile, pietroso, lievemente brullo, un Gennargentu, non furono girati a vuoto. Insegnano oggi forse più di ieri. Come questo Picone che, di là dalla perfetta sincronia e sintonia tra il Giannini di allora e l’incredibile Lina Sastri, donna di rara bellezza, per forza, è del Sud, lì nascono di carattere, Sofia Loren, o caratteriste, Tina Pica, Tu non sei ambosesso tu sei donna, https://www.youtube.com/watch?v=sb9FcR-ovXc, il film mi è sembrato il canto o il contrappasso di tutti quei cigni come la Ferrigni, che non sapendo fare niente, che so, attraccare a Shanghai con un cargo da 20.000 tonnellate, riparare i pistoni di un transatlantico, cantare Puccini, suonare Chopin, coltivare tè e riso in Giappone, no, niente qualifiche, niente di niente per carenza di un Don Milani patrono rovesciato e dunque di scuole adeguate ad esaltare l’analfabetismo planetario…dominante egemone…come i tanti Salvatore Cannavacciuolo, Giancarlo Giannini nella finzione scenica, costretti a Napoli a rincorrere e inventarsi un ruolo coerente con il mondo dove ai più vivere è negato. Sono, queste ferrigne, le  scugnizze,  le moschille, le missingitaly, le arrangione che lo specchio influencer del quotidiano, proclama le più belle di un regno di Napoli globale, una Napoli Vanity Fair, ma sempre vedi Napoli…a una certa età i tatuaggi si afflosceranno sui flosciami della pelle…e poi muori.

 

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L’ElzeMìro di Martedì 9 ottobre

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Sara Roberts – The meeting place – olio su tela

 

In Gli amanti dei libri a cura di Barbara Bottazzi, l’ElzeMìro

da Martedì 9 ottobre

Il feudo incantato del nobile Manfredo 

Auto sacramental-melodrammatico

 http://www.gliamantideilibri.it/?p=70441 

BA 10

Desideria Guicciardini – L’omino-macchina per scrivere -coll.privata
Immagine guida e compagna di viLLEGGIATURA dell’Elzemìro
In Bambino Arturo et son voFabulaire hors de l’ordinaire, Booksrepublic Isbn 9788853440457 – 2012. Cfr. http://www.mondoscrittura.it/?p=4186

 

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Cenerentola a Parigi

220px-Funny_Face_1957Ouverture https://www.youtube.com/watch?v=vqj2RQvnMfY. Cenerentola a Parigi. Chissà dove, a che pozzo di scemenze attingevano e attingono tuttora talvolta i traduttori italiani. Dal titolo di una musical molto noto almeno in America, Gershwin, George & Ira, Funny face, Audrey Hepburn e Fred Astaire, https://www.youtube.com/watch?v=9xo1onGh3us. Inutile parlare troppo della pellicola di Stanley Donen, chi era costui, ineffabile, presentata nel 1957 a Cannes, ci informa il bravo Gianni Canova, e che nemmeno chi scrive  aveva visto prima di ieri sera. Si trova in Amazon, for rent o a 13.99 € in acquisto. Non si tratta di un capolavoro assoluto, dico forse, ma lo è nei fatti. Nell’uso impeccabile e mai invasivo dell’armamentario tecnico, gru, dolly, carrelli, morbidi e ben oliati come panini con un nonnulla di sale e pepe quando si ha fame, niente compiacimenti, montaggio implacabile, opera perfecta. Ma poi è la recitazione a dominare, come dovrebbe essere sempre, di Audrey Hepburn, https://www.youtube.com/watch?v=7FznWwWrOIQYo si sa era un genio; al maschile, non esiste la genia ma la genìa dei coglioni che cambiano le desinenze; di Fred Astaire, anche lui, genio, angelo, nunzio, di una Key Thompson https://www.youtube.com/watch?v=neaSsFwBKk0 incredibile caratterista, capisca chi capisce, non faccio divulgazione, e di una squadra di utili comprimari, tutti scomparsi o decrepiti al giorno d’oggi. Così ci s’imbroda con i passi parlanti della danza, Fritz Nietzsch se ne sarebbe invaghito più che  della Carmen, della sincronia e delle sincopi, del gesto, del contesto, del tempo che è trama e ordito dell’arte, performativa direbbero adesso, tempo, signori miei, solo tempo e lucidità di fraseggio, fraseologia, prosodìa e dizione, limpida che nemmeno l’acqua minerale. Oggi stanno in pochi cestini di uova -put all your eggs in one basket, it’s enough-  gli attori che non ruttano, incespicano sulle consonanti, che non parlano palermitano come il Michelangelo infinito in arrivo, https://www.youtube.com/watch?v=Y3y0ND7YVLE che non saltano o sfiatano le vocali emesse dalle loro grandi labbra; uomini e donne a pari demerito. Tant’è vero che se ne sbandierano i successi e gli eccessi su ogni tabloid, pagina di regni e repubbliche, o tovaglioli di ristorante…l’ho messo qui, l’ho messa lì,/dove mi parea ogni dì/sicché  voilà guardate qui. Mica capiscono che recitare è un arte, cioè una finzione, la creazione dell’altro mondo; poi dicono che sono veri, e a mmia che mme ne importa, anche lo schizofrenico è vero, nel suo mondo, anche interessante, ma arte per carità, qui si confonde ancora espressione con arte. L’espressionismo non sarebbe esistito senz’arte. Cioè senza l’abilità di manipolarsi con gli strumenti del mestiere. Non lo dice me, leggere Gottfried Benn, Io non sono né crudele né romantico, soltanto senza illusioni, soprattutto su me stesso. Valutare le distanza, calcolare a fondo ogni millimetro, esattezza anche nei desideri e nei sogni, anzi proprio in essi: questo principio dell’essere artista, nel senso superiore, vale per me da anni anche nella vita. Solo così si può resistere quando si deve lavorare, guadagnare denaro, e intanto per di più si vive di visioni, Principio economico. In “Pietra, Verso, Flauto” Adelphi pag. 48.  Così in un filmetto che in fondo è l’anticipo di un altro but a bit more pompous work che fu Il diavolo veste Prada, si sta lì inebetiti dal meccanismo a orologeria dell’azione, del danzare tra attori, tecnici e macchina da presa; la sequenza sulla torre Eiffel https://www.youtube.com/watch?v=J6XZjNiZjsg e il numero centrale di Astaire, allora sessantenne, https://www.youtube.com/watch?v=0oTVHYuIjFY sono da guardare e riguardare; chi avesse desiderio di cercarsi il film in italiano c’è anche dint’o tiubbo a 8,99;  e infine lo script che era la forza, qualche volta ancora lo è di Hollywood, oggi solo Allen, che però è blacklisted nell’attuale stagione di caccia allo stregone aperta dalle toomuchformetoo anche come streghe. Altro che Macbeth, quelle sì che sapevano farci, Tre volte miagola la gatta in fregola –Verdi-Boito, Macbeth- queste giuggiolano con la migliore stampa compiacente. Ai tempi una strega doveva affrontare il terrore degli altri fino al rogo, e mica solo, ma che carattere. Si legga Michelet. Insomma un film bellissimo perché fa parlare l’arte. Che per lo più si mette da parte e, Curtain –sipario- You are very very happy, Why must will happy,  Because I  say you will  https://www.youtube.com/watch?v=kFv12M98Q_g

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Inattuali si nasce

 

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Sandro Botticelli – La calunnia

Con il professore Alberto Biuso ci siamo scambiati, e spesso ci scambiamo qualche impressione sui Tempi moderni, il loro stile, il loro aver asservito, infettato ogni cellula del quotidiano con gironalismo – non è un refuso – & pollitica – altro non refuso. Ultimamente e in particolare, sulla disposizione che Avaaz, organismo per molti aspetti sospettabile di fare il Gioco dei potenti, adotta sulla propria scacchiera  per le pedine dei suoi proclami, appelli, richiami. Per il godimento dei pochi lettori forse attenti a questo genere di cose, e lontani da Facebook, mi sono preso la briga di scoprire alcune considerazioni su cui vado rimuginando da tempo. È un gioco. Ecco quanto.

Non sono capace di parlare Alberto…pochi che mi conoscono sanno che anche per iscritto  parlo…di parlare a ragion veduta che di pochi argomenti che girano intorno a questioni estetiche. Per il resto dovrei tacere ma mi capita però, come a molti che lavorano altre realtà, metti Proust, Benn, Fritz Nietzsch, nel mucchio dei soliti ignorati, di trovarmi a osservare sconcertato, perplesso, non di rado timoroso e terrorizzato, le cose di un mondo che trovo sempre più orribile e terribile, pericoloso e con un grazioso gusto per la morte, la propria soprattutto. Non ne faccio una questione di the way we were; dal punto di vista delle comodità, delle libertà individuali e delle scoperte utili, la penicillina per esempio e i film con Alec Guinness, come disse quel tale ci troviamo, Nel migliore dei mondi possibili, l’Europa occidentale. Altrove, con qualche eccezione, pare Tartarìa o Far West. Più in là i pozzi neri d’Africa e India. Poi un tipo di Occidente diverso mi pare stia a Oriente, Cina, Giappone e Corea, che conosco un poco. Ma tutto questo benessere, tramutato in folle corsa al divertimento, alla distrazione, al disertare l’intelligenza, alla vacanza o, al contrario, a un lavorare schiavo di sé, gira voce tra i dottori in scienze dure che finirà presto in un brulotto di plastica, se non si inverte la rotta adesso; e ho la sensazione che con un po’ di riguardo e senza andare in Groenlandia si possano osservare i sintomi della débâcle anche qui a Lecco. Ciascuno di noi peraltro è, in piccola misura rispetto ai grandi corsari delle magnifiche sorti e progressive, responsabile dell’andazzo devastatore; alzi la mano chi non ha pensato almeno una volta, ai suoi tempi, che le buste di plastica per la spesa fossero un vantaggio e una rivincita sul filet di corda o sui borsoni di cuoio che usava mio zio di Barletta, appunto per la spesa. Amen.

Detto questo navigo la tua onda, dicendoti che questo modo allusivo, in bilico perenne tra l’opinione vestita di garbo o rozzamente travestita e l’ipse dixit, l’affermazione, la dichiarazione su qualsiasi argomento spogliato, verrebbe da dire derubato, in questo caso di riferimenti puntuali mi pare che domini la scena della così chiamata comunicazione. In sintesi che Facebook e il pettegolezzo, ne siano il paradigma. Mi cascano tutti i bibelots a Tripoli, quando sento cinguettare signore di epoche dabbene o chi, a mio giudizio, dovrebbe avere il pudore di avere almeno quarant’anni, sendo impaziente di superarli, e che invece si lascia andare con entusiasmo agli, Ho visto, letto, incontrato, mi ha scritto questo o quello, ha attinto insomma, nel bidone dell’indifferenziata di Facebook, come se avesse appena scoperto una lettera di Newton alla Biblioteca Nazionale. Tu mi parli di Avaaz, ci torno più avanti, ma ora ti riporto a un esempio quotidiano; avrai notato la bordata di attacchi portati da tutti, cariatidi inappagate e preti e giornalisti, che ho il dubbio siano preti transgender, a qualsiasi atto o detto del governo italiano. So che gli attacchi arrivano da chi teme bellamente e con rabbia di perdere i privilegi cui era abituato da anni o non si spiega il livore e la stupidità mascherata da saggezza, in posa stile dagherrotipo 1860. Si scrivono articoli accattivanti, quello di Lucia Annunziata in Huffington Post, longa manus, di chissà quai banchieri o benedetti dal dio dei jamesbonds, sui danni della manovra economica del governo ma questo prima che essa venga illustrata e giustificata in parlamento, solo sul sentito dire, niente dati e nessuna confutazione dovuta a una conoscenza anche elementare della materia; si afferma e con qualche eleganza pennivendola si confezionano teoremi, allarmati, polemici sì ma privi dei dati che i teoremi sono obbligati a esporre ed utilizzare. In sintesi come se fosse possibile discorrere di geometria fuori dal suo contesto, privata delle sue chiavi di lettura, lati, angoli, apiùbi. Cose così cosà, altrimenti esposte da qualcuno con sovrabbondanza di tecnicismi e anglicismi bocconiani. Fuori di metafora, si afferma a tutti i livelli che il governo sbaglia o fa danni, che M. di Maio è un cretino, che M. Conte è un Pupo, falso e bugiardo, che  M. Salvini è un fascista, ma lì va bene perché come si sa lo sono anch’io, te, tutti che non sono buoni e pieni d’amore, e che dunque non hanno votato pì dì sono fascisti e sfascisti…disfascisti… ma, hai notato, non i sostenitori di Fifì, tutti intonati invece, dalla cravatta alle scarpe, sul diapason pidìpipì chicchiricchì….e mi dispiace perché come spesso ho asserito una dittatura si distingue per la divisa e quella nazista le ha battute tutte in fatto di eleganza; mi offende dunque essere confuso con dei babbàni in orbace e buzza stretta nei pantaloni, per non dire in parrucchino e doppio petto. Noi che ci radiamo e cambiamo per andare a cena da chicchessia sappiamo quel che intendiamo. Può darsi non dico di no, che coloro siano tutto quello di cui li si accusa, per politica e politici ho da sempre la stessa diffidenza dei gatti per i cacciatori; zoòn politikòn per me fu un abbaglio greco e si traduce, oggi più mai in mascalzoòn e mi pare vero che il mondo tanto il politico quanto il finanziario siano non solo mali in sé ma che pervadano da troppo tempo il quotidiano seppellendo ogni indizio di kalokagazìa sotto palate di zoolatria; materia da veterinari insomma. Mi pare altresì che o si fa giornalismo investigativo e si mostra e dimostra e si rivela il marcio della Danimarca o al contrario, come tu dici, si fa della propaganda fidei. Con le dovute differenze mi sembra che i più scrìvano perché hanno in animo il malanimo di parroci cui si siano sottratti i pueri, la serpe in seno, la convinzione in malafede che s’è il cor che piange, hanno ragione quelli cui piange, le addolorate per ogni stagione o stagionali. In sostanza che basti asserire quassi cosa, è il caso delle denunzie per stupro a mezzo stampa, per trovarsi dalla parte dei giusti. Non gli uni ma la massa vince a prescindere. L’opera di Giordano, Andrea Chénier, illustra assai bene, forse meglio di La primula rossa, la piazza fatta tempio di giustizia. Sommaria. https://www.youtube.com/watch?v=GI_1zzoofVc. Di là dalle genuflessioni e dalle eiaculatorie pro amore nubendo, mi pare ad esempio che con il comunicato in circolazione circa le malefatte del governo russo sì, Avaaz, questa catena internazionale di appelli senza appello per qualcosa, volenterosa e di certo basata sulla buona fede dei piccoli esecutori, si riveli quel che dici tu, vero o falso in toto o in parte che sia, una furba centrale di manipolazione apodittica della realtà. Affermare che Putin, la cui somiglianza con la prua dei suoi sommergibili è impressionante, stia facendo questo disfando quello, senza uno straccio di documento probatorio non è nemmeno fantasia, che non si chiede ai giornalisti, ma calunnia e senza possibilità di contraddittorio… tempo fa vidi un documentario… me ne ricordassi il titolo… sul disastro di Chernobyl basato sull’insistito ricorrere alle immagini di una enorme struttura metallica fuori dalla centrale, antenna, parabola per captare mediaset chissà, inspiegabilmente messa in relazione col disastro. Chiunque guardi un telegiornale dovrebbe sapere che quando il mezzobusto appare ad annunciare una nuova invasione, guerra, massacro, carneficina, alle sue spalle gli passano immagini, sempre le stesse di carri armati, case diroccate di dovunque, toyote corazzate, Libia, Siria, wherever whoever whatsoever, o soldati che potrebbero essere svizzeri in esercitazione tanto solo simili a se stessi. In sintesi è il mondo a essere una sferica fake news schiacciata ai poli. Citizen Kane fu in anticipo di un millennio. https://www.youtube.com/watch?v=oQYazeJA-Oo. Sterbini scrivendo l’aria di Don Basilio pel Barbiere di Siviglia, https://www.youtube.com/watch?v=_TgpsjbBnzo, ebbe più di una intuizione. E Karl Kraus quando denunciava Die Neue Freie Presse quale agenzia manipolatrice, provocatrice, della Grande guerra per esempio, vide lontano. Insomma l’umanità vuole liete novelle e colpevoli; non più profeti oggi, ma annunciatori filistei del telegiornale, non fatti, storielle consolatorie. Vangeli, talk and badge. https://www.youtube.com/watch?v=YVz211iI26o. Più terra terra, lo stile degli annunci di Avaaz, e in generale della pubblica comunicazione sta a metà via tra il ciclo-stile del Movimento studentesco, accidenti se me li ricordo, o della Brigate rosse, modus passa parola, proclama, autoaffermazione narcisa ripetuta all’infinito, o degli inserti pubblicitari in rete, sai, Nuovo dagli U.S.A., unico ritrovato per allungare il pene…sciogliere il grasso addominale…eliminare le varici, oggi in offerta prova a soli 65 euro la confezione da cento, approfittatene…e qui allegano intervista con un dottore pescato in qualche sedicente università dell’Alabama o di Vallo della Lucania. Io lamento da sempre la scarsa mia capacità di comprensione di cose numeriche, men che meno economiche ma così a occhio e croce mi domando che cosa ne sappiano di economia quelli che  scrivono con tanta orgogliosa sicurezza di borsa, di disavanzi, di mercati, Ma chi l’ha visto mai il mercato, tranne a Greve in Chianti il sabato, cose da pazzi. Guarda un amico mio che si trovò per un certo periodo della sua vita a fare l’agente di borsa, mestiere cui rinunciò consapevole, mi diceva, La borsa non ha niente di sicuro, aritmetico, esatto, sta tra il Monopoli e la  roulette russa…. allora non c’erano le tabaccherie trasformate in bische per miserabili …. in cui convergono le ripicche, gli imprevedibili cattivi umori e il dissennato buonumore dell’universo mondo; si compra e si vende, si vince e si perde per un sì e per un no, aggiungo io citando il Se questo è un uomo, con qualche sottile intendimento. Ora non c’è giornata che passi senza che qualche mezzobusto non proclami salti dello spread…. chi xelo, compagno de lo spritz…. aperture, indici, pollici, anulari del Nasdaq, stregonerie che a Colico non saprebbero. Ora a me pare che, specie in questa temperie taratattéra in cui ci costringono a vivere, sia subìta con gioia la pratica di farsi inondare dai mestrui di Brubrusell, Trebilondra, Nuova Orca, Tikititokio. Tutto il sistema economico politico mi pare si stia rivelando quello che è, una trappola meccanica o, per citare Satie, Un Piège de Méduse. Mi pare che il sistema economico sia stato creato per dare una grammatica dadaista al nonsense. Tutto sommato quando Salvini I, il Baüscia butta lì che dell’Europa se ne frega, un po’ di simpatia la provo. E quando la Repubblica, quella bancaria di cui sopra, sbava quanto nemmeno un rabbino a vedere un palestinese preso a randellate, annunciando che gli zapatisti del Messico… figurati la scuola del Messico che vive di fatto una dittatura da cento anni….hanno in pratica posto una taglia sul pericoloso Di Batista, fascista e razzista che sparge menzogne sull’America latina, mi viene voglia di dire, embè essere razzisti non è maggior reato che amare l’opera lirica e la pizza marinara. Come non è reato amare Kipling o Woody Allen. Ma un diritto. Del resto sul diritto al razzismo, alla prepotenza, al fottere senza chiagnere intere nazioni si fondano e si affondano. E qui i nomi li sappiamo, Israele, Stati Uniti, Francia, e chi più vuole più l’indovina. Insomma delle somme altezza cosa vuole, si canta nella Cenerentola di Rossini. Cumannari, è la risposta, la realtà che mi pare ci abbia imbarcati Sulla nave dei folli ma senza Vivien Leigh e Oscar Werner.

 

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L’ElzeMìro di Martedì 2 ottobre

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Francisco Goya – Saturno che divora i suoi figli

In Gli amanti dei libri a cura di Barbara Bottazzi, l’ElzeMìro

da Martedì 2 ottobre

Ciò che la Pomodòra rispose al Disessènti

 http://www.gliamantideilibri.it/?p=70348

BA 10

Desideria Guicciardini – L’omino-macchina per scrivere -coll.privata
Immagine guida e compagna di viLLEGGIATURA dell’Elzemìro
In Bambino Arturo et son voFabulaire hors de l’ordinaire, Booksrepublic Isbn 9788853440457 – 2012. Cfr. http://www.mondoscrittura.it/?p=4186

 

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L’ElzeMìro di Martedì 25 settembre

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Jean-Michel Basquiat – Riding with the death

In Gli amanti dei libri a cura di Barbara Bottazzi, l’ElzeMìro

da Martedì 25 settembre

Le Osmìze

http://www.gliamantideilibri.it/?p=70306

BA 10

Desideria Guicciardini – L’omino-macchina per scrivere -coll.privata
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In Bambino Arturo et son voFabulaire hors de l’ordinaire, Booksrepublic Isbn 9788853440457 – 2012. Cfr. http://www.mondoscrittura.it/?p=4186
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