Il governo italiano ha fatto una dichiarazione di guerra a quello spagnolo. Non me intendo abbastanza ma mi pare che si sospende un trattato quando si voglia andare allo scontro. Il giudizio dell’atto è politico, lo ha emesso in Repubblica Massimo Giannini sabato ultimo scorso, Il virus del nazionalismo che infetta l’europa ; comincia con queste parole : Abbagliate e organizzate dal trumpismo, le destre post-occidentali hanno resuscitato dal cimitero della Storia del Novecento l’idea di Nazione, ne hanno fatto il feticcio di una nuova semina d’odio, l’hanno eretta a totem di un’identità superiore da scagliare contro l’altro, il diverso, lo straniero. E fa pensare a due cose : 1, il governo italiano non si è reso conto, il caldo, forse un malfunzionamento dei condizionatori a palazzo Chigi ha fatto il resto ; 2, il governo italiano, in scienza e coscienza, ha deciso di sferrare, appunto, un attacco di guerra ibrida a un alleato. Per conseguenza 3, il governo ha pensato di mettere finalmente fuori il Paese non solo dal trattato di Shenghen, percepito come opzione ad uso governativo, ma dall’Europa, cioè da quello che ne resta, una baraccòpoli in tailleur. Se questa è, come pare, l’intenzione, bingo, operazione riuscita. Il paese tanto pensa alle ferie, chi può, fioriscono gli ombrelloni, perché i fiori veri bruciano al caldo. Non si ha percezione che dovremmo vergognarci e indignarci e, fuori dai denti, incazzarci bellamente. A motivo di ciò, ecco qui, siccome il bel paese tutto nel suo campo più largo ciabatta in pareo e tace, tacere bisognava andare avanti, ho scritto e spedito questa lettera. In tre lingue a tutti i destinatari indicati
10 agosto 2026
Alla cortese attenzione di:
On.le Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana
On.le Antonio Tajani, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
Per conoscenza:
Sig. Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica Italiana
On. Ignazio la Russa, Presidente del Senato della Repubblica Italiana
Sig. Pedro Sánchez, Presidente del Governo del Regno di Spagna
S.M. Felipe VI, Re di Spagna
Ministero degli Affari Esteri del Regno di Spagna
Sig.ra Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea
Organi competenti dell’Unione Europea
El País (Madrid) e Redazioni della stampa italiana
Oggetto: Protesta formale per la sospensione dell’accordo di Schengen nei
confronti della Spagna
Signora Presidente del Consiglio, signor Ministro,
con la presente intendo esprimere, come cittadino italiano, la mia ferma protesta per la
decisione del Governo di sospendere l’applicazione dell’accordo di Schengen nei
confronti dei cittadini di Paesi terzi provenienti dalla Spagna, a seguito dei fatti di Ceuta.
Ritengo tale misura sproporzionata rispetto ai fatti che l’hanno motivata, e la giudico
dannosa sotto tre profili:
Sul piano giuridico, la misura appare eccedere quanto necessario e proporzionato ai
sensi del Codice frontiere Schengen, come rilevato dalle stesse autorità spagnole e da
esponenti delle istituzioni europee. Ceuta gode di un regime di frontiera speciale
all’interno dello spazio Schengen, circostanza che le autorità italiane non possono
ignorare.
Sul piano politico, la decisione ha prodotto un’escalation con un Paese alleato e membro
fondatore dell’Unione Europea, culminata nell’introduzione di contromisure speculari
da parte spagnola. Un simile scontro tra due Stati membri, in un momento di fragilità
della solidarietà europea, danneggia l’immagine dell’Italia e indebolisce la coesione
dell’Unione nel suo complesso.Sul piano umano ed economico, la misura colpisce indiscriminatamente cittadini,
lavoratori e viaggiatori che nulla hanno a che vedere con la crisi migratoria di Ceuta, in
piena stagione estiva.
Chiedo pertanto al Governo italiano di revocare senza ulteriori indugi la sospensione
dell’accordo di Schengen nei confronti della Spagna, di riaprire un canale di dialogo
istituzionale con Madrid nel rispetto reciproco dovuto tra Paesi alleati, e di chiarire
pubblicamente, in Parlamento, i criteri con cui è stata assunta una decisione di tale
portata.
Confido che questa protesta, condivisa per conoscenza con le istituzioni italiane,
spagnole ed europee, possa contribuire a un rapido rientro della tensione nell’interesse
dei cittadini di entrambi i Paesi.
Distinti saluti,
[Pasquale Edgardo Giuseppe D’Ascola]
[Lecco], [08.10.2026]
+39 320 44 68432
daspeg@proton.me







