L’è’l dì di môrt, alègher

Poco fa ho avuto l’ultima delle infauste tra le notizie circa il clima del pianeta. Ovvero di come si proceda a devastarlo. Non sono giornalista e ciascuno di voi può farsi il piacere di documentarsi se ha modo ma ricordo qui che gli stolti di washington hanno cancellato poco fa tutte le previdenze o provvidenze previste da anni per cercare di ovviare al rilascio di CO2 nell’atmosfera. D’altro canto lo vediamo che queste son olimpiadi di primavera, altro che invernali, lo vediamo che quella che la maggioranza incosciente chiama con pervicacia bella stagione, arriva sempre più presto rispetto a quella che, nella vulgata è la brutta e che in realtà, voce di un meteorologo ascoltato stamane, è tuttalpiù la coda di un autunno, malvestito per l’occasione. Del resto sai, lo vedo molto bene qui in provincia che il negazionismo, come dato antropologico prima e politico solo dopo, sia connaturato (come il fascismo) : si getta il proprio sudiciume dovunque, i motorini sono la iattura sonora e gassosa su cui cavalcano allegramente i ragazzini con la complicità di genitori che definire stolti come quei di washington mi pare un regalo di sanvalentino in ritardo, ci si ferma alle cantonate a chiacchierare in macchina o a telefonare con il motore acceso. Ogni tanto mi capita di bussare ai finestrini per far notare : ma fatti i cazzi tuoi o si ha ragione lo so ha ragione, sono l’alfa e l’omega delle reazioni. La villanaggine è una delle forme dell’inquinamento. E credo che sia come l’immunda stultizia di washington : residuo di un mondo di vecchi che non si peritano di mollare l’osso del potere. Sì poi ci sono i coglioni, l’italia ne è occupata prima e governata come dato accessorio (uéi ma come ti permetti di insultare i coglioni, moderazione ci vuole moderazione, siamo tutti moderati, moderatamente intelligenti e misuratamte coglioni) e l’europa fa di tutto per favorirli inseguendo l’esempio americano. A monaco un imbecille con un cognome latino ha in pratica dichiarato che sì america ed europa sono legate da un patto di consanguineità… ma alle condizioni ddi quel loro palazzinaro da suburra ; anche come serie televisiva. Con ciò nutro una speranza manifesta ; lo so che non vedrò morire asfissiati o disidratati i miei figli, non li vedrò accatastati uno sull’altro in condizioni da hongkong nelle poche zone a clima temperato, morirò ripassando tutte le condizioni di una politica avida, stupida, miope e cieca, sordomuta… aggiungi attributi negativi a piacere… e tale che società sarà un termine rintracciabile soltanto nelle occorrenze del vocabolario della Crusca ( unica voce che meriti la maiuscola). Vedo bene dove stiamo andando perché siamo tutti trascinati da una corrente che tracima da tutte le categorie contenitive e certo, possiamo far poco, ma la domanda è perché si mette in dubbio che uccidere questi tiranni sia opera buona, perché : perché siamo tutti o vecchi o codardi ancorati ai telefonini. Vedo con favore l’idea che tra un po’ il suicidio dopo una certa età diventi obbligatorio. Qui mi fermo e dico quale speranza nutro, che il provocato disastro dei caporioni del mondo, e ci metto quel russo e quel miricano in primissi, e poi tutti a seguire con e senza turbante, tutto questo porti al punto in cui orrendi virus sorgano dalla tundra siberiani in disgelo, che spaventosi uragani cancellino la geografia degli stati uniti a partire dalla casabianca. E che di europa rimanga, magari qualche isola felice. Ridotta alle ossa, sì ma a questo noi siamo abituati, il passo scricchiola qui su femori e tibie. Camminiamo si ossari ben compattati da una storia truce. Ma dai, sta su. Guardati stasera in tivù chi si catapulta giù in un corridoio di neve artificiale. L’è il di di mort, alègher (Delio Tessa)

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About dascola

P. E. G. D’Ascola Ha insegnato per 35 anni recitazione al Conservatorio di Milano. Ha scritto e adattato moltissimi lavori per la scena e per la radio e opere con musica allestite al Conservatorio di Milano: Le rovine di Violetta, Idillio d’amore tra pastori, riscrittura quet’ultima della Beggar’s opera di John Gay, Auto sacramental e Il Circo delle fanciulle. Suoi due volumi di racconti, Bambino Arturo e I 25 racconti della signorina Conti, e i romanzi Cecchelin e Cyrano e Assedio ed Esilio, editato anche in spagnolo da Orizzonte atlantico. Sue anche due recenti sillogi liriche Funerali atipici e Ostensioni. Da molti anni scrive nella sezione L’ElzeMìro-Spazi della rivista Gli amanti dei libri, diretta da Barbara Bottazzi, sezione nella quale da ultimo è apparsa la raccolta Dopomezzanotte ed è in corso di comparizione oggi, Mille+Infinito
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