Noli negligere

In questo scorcio di tempo di èdita violenza, assistiamo a tutto un tracimar d’orde non accostumate al più piccolo dei compromessi con il buon senso in nome della patria e della fede, cioè di ciò che li riconduce alla cultura ma del duce e delle ciocie. Si osserva in da per tütt un bel minuto d’odio quotidiano e non ce ne accorgiamo. Non c’è da temere il 1984, siamo già oltre. Gli Stati Uniti sembrano non essere mai stati così uniti nel titubare tra un parrucchiere, senza la virtù di essere bensì rosso e molto malpelo, iperbolico con gli aggettivi per compiacere una clientela poco affezionata alla sintassi; e una sciura Narcisa naturalmente americana, un po’ la Anna di De Sica in Ieri oggi domani ma deprivata del bello abbacinante di Sophia Loren, che tutti i giorni però va dalla nipote di Wanda Osiris a farsi pettinare i sogni rifatti. A che pro si sa, si tratta di istigare all’urlo, mica altro. Lo so, le immagini sono rivisitate e risapute, y es que en el mundo traidor/nada hay verdad ni mentira:/todo es según el color/del cristal con que se mira*; ma par proprio che non mutino che di poco le cose, stante che le persone negano la propria entropia riempiendosi ogni globulo di botulino. Dunque è la specie bipede, con l’esclusione di quelle volanti, galleggianti e becchettanti, che va alla rovescia rispetto a una natura così meticolosa nel mutare. E in questo paese per vocazione Furbo e Scapìno che, al pari di Freccia**, mostra sempre le altre mani al padrone e quelle posticce a chi si beve le notizie tra una spumador al bar e un immojito a Calafuria, in questo paese che ripudia la guerra ma non chi la fa e non aspetta a farla, anzi a farla sicci spinge, in questo paese così accostumato a sparare all’urbigna ai dejà morts, non si neglìgono accenti bellicisti da ora che siamo in guerra tanto vale starci, volenti al paperènzolo volante con tutte le sue annidiate. Di questo paese, una delle unzeitgemäße Betrachtungen***da rendere contrarie, atto non tanto di intelletto ma di buon senso appunto, più che di pacifismo retorico, sarebbe dichiararsi unilateralmente neutrale, chiamarsi fuori da qualsiasi ombrello protettivo nato e malnato, restituire il paperènzolo alla fabbrica della Chicco che l’ha ce l’ha gettato nella vasca mediterranea, assicurare compiti di difesa passiva ai soldatini, così che se ne stésseno tranquilli a puliziar le armi, e poi godersi in pace lo spettacolo dei bombardamenti tutt’intorno, meglio che per televisione. Prospettare sempre il vantaggio della vista mare ai turisti in cerca di forte pittoresco e compassionevole, inaugurando così una felice stagione di sfruttamento dell’attualità per le regioni meridionali. Con apposti amplificatori, dalla punta al tacco fino  da laggiù dalle tonnare trapanesi, si potrebbero ascoltare in diretta i groum groum dei carri, gli swish swosh dei bombardieri con la scia dolorosa dei loro broum broum, là dove depongono l’oro del loro tritolo. Amen.

*Ed è che in questo mondo traditore/verità e menzogna/si adeguano al colore/della lente di chi le sogna, in Las dos Linternas I, 9 di Ramón de Campoamor y Campoosorio (1817-1901) poeta del Realismo spagnolo.
** in L’Avaro di Molière (1668) Freccia è un servo di Arpagone, il protagonista. Da qui la citazione in aI/sIII
…FRECCIA
Va bene, esco.
ARPAGONE
Aspetta. Porti via qualcosa?
FRECCIA
Che cosa potrei mai portare via?
ARPAGONE
Vieni qua. Fammi vedere le mani.
FRECCIA
Eccole.
ARPAGONE
Le altre.
FRECCIA
Le altre?
ARPAGONE
Sì.
FRECCIA
Eccole.
ARPAGONE
E lì dentro, che cosa ci hai messo?
FRECCIA
Guardate voi stesso.
ARPAGONE (tastandogli la parte inferiore dei pantaloni)
Pantaloni così ampi sono il ricettacolo adatto per ogni refurtiva; vorrei tanto che avesse- ro fatto impiccare qualcuno.
FRECCIA
Ah! un uomo come questo meriterebbe che gli capitasse proprio la cosa che teme! e quanto mi piacerebbe derubarlo…
***Considerazioni inattuali – Friedrich Nietzsche-1876
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About dascola

D'Ascola Pasquale fa l’insegnante in una autorevole istituzione dello Stato ed è un qui pro quo che, privato da un’anagrafe lombarda dell’apostrofo meridionale, di questa privazione ha fatto il suggello della propria forzata quanto desiderata eteronimìa; l’intuizione di questa possibilità si è andata configurando a seguito della scoperta di avere troppe origini per adattarsi a una sola che però, riassunta con termine francese, gli assomiglia, déraciné, sradicato, dolente aggettivo ma non tanto da impedirgli di ritrovarsi infine a suo bell’agio tra "monti sorgenti dall’acque ed elevate al cielo cime ineguali", là, tra i confini che meglio definiscono le possibilità di un carattere al limite; a motivo di ciò o, per dirla alla Cioran, con la tentazione di esistere, egli scrive; ciò è.
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2 Responses to Noli negligere

  1. Pasquale says:

    Caro Diego, fosse peraltro solo per l’odio non si starebbe poi così male; grave è la la cogliomberaggine. Gelido sì, ma dal cuore ardente. Turandot

  2. diegod56 says:

    Si osserva in da per tütt un bel minuto d’odio quotidiano e non ce ne accorgiamo.

    è vero, l’odio penetra nell’humus delle coscienze piano piano, le radici delle piante più carnivore lo assorbono, e il tutto avviene nella cosiddetta normalità, è un fenomeno agghiacciante, ma il nostro magnifico cassandrascola vede, scrive, in assoluto gelido orrore

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