Favolette brechtiane 3- Il fratello dei Grimm
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in www.gliamantideilibri.it a cura di Barbara Bottazzi
Desideria Guicciardini-L’Elzemiro alla sua tastiera

È un vero peccato che un paese di vivaci intelligenze come l’Italia, e di bravi artigiani in ogni ambito dell’invenzione e del sapere, sia avvilito da intellettuali con gli stivali, che si accapigliano come si sono accapigliati per un anno a far data dall’avvio della pandemia, per dimostrare l’indimostrabile e farsene vanto e ottenere il risultato cercato, l’oggi che opprime; e sconciato, tradito, pugnalato, sempre il paese, da bravi e basta con le mani in pasta e teppisti manco a farlo apposta col zuffo e la kefiah di moda a Rignano e la messa in piega alla bella brescianella quali sono i quanti lo heavenly shepherd Dragomiro ha messo insieme in un sacco letale; sapete quei in cui si legavano le streghe un tempo insieme con galli e gatti e cani inferociti e poi patapùm a fiume; o a lago ad libitùm; fossero sopravvissute, Deus volebat. Ecco fosse vero che Deus vult un quaicoss in any time occorrerebbe sottoporre lui a un impeachment perpetuo, altro che storie, e di capi d’accusa, hai voglia, da impedirgli l’accesso al Capitol e in tutti gli altri cinemi in saecula saeculorum. Se queste son le provvidenze, oh Alessandro Manzoni, i destinatari sono vittime. In fondo riflettere se un po’ di Birmania sarebbe o no meglio di questa pace a tutti i costi, e che costi. Pim Pam Pumm.
p.s.questa è solo l’ostensione pubblica o quasi di un sentimento di disfatta e cataclismica inutilità.
In Italia la politica è propaganda in sé, amata come il calcio. Tutti ne parlano, almeno quelli che sembrano tutti; i tutti ne leggono ( o sono costretti a leggerne) perché, tranne il Post, i quotidiani non hanno altro scopo che propagandare i fasti della classe politica, un acrocoro di fannulloni che mangiano la pappa in capo a tutti, come i calciatori: che tuttavia almeno sudano. Dalla politica tutti sono angustiati per opposti motivi, e tutti ne sanno più dei giocatori in campo, tutti sono allenatori, tutti hanno risposte a domande mal poste, tutti ostentano una passione devastante per un attività che non ha niente a che vedere con il bene collettivo, ma con lo sfrenato individualismo e narcisismo dell’Italiano, ala o mediano, macchietta truce o adolescente senza fissa dimora. Qualcuno ricorderà Gassman borgataro.
In Germania ci sono cinquanta orchestre stabili, un numero indefinibili di cori e orchestre amatoriali, si studia musica come materia di base. Qui i musicisti adesso crepano e nessuno che trovi il tempo di parlarne, eppure sono figli, non di rado incompresi ( ma io pensavo che volevi studiare economia aziendale), di quelli che si accapigliano contro Conte o contro l’Innominabile o contro i contro così per essere contro. Il paese di Rossini se ne frega di Rossini. Infatti ha coniato il motto. Impara l’arte e mettila da parte. Sic. Quanto a me che ho scritto queste righe… che noia. Perché mai. Giusto per. Riamen.

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Politics has made a mess of our lives
Valerie Sonneschein/Rosemary Harris 2:44:30
in Sunshine– István Szabó,
(Au Can Gb Hun 1999)

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È arrivata la felicità – James Stewart – ho bisogno di una valigia grande così
Dopo un tentativo di impeachement subito e un altro annunciato in articulo mortis contro Trump, mi pare di osservare che tuttavia il Parlamento in America ha ancora quello che qualcuno chiama senso dello Stato, altri come gli pare ma, il succo è che le istituzioni onorano il proprio nome e le persone il loro incarico tirando su il capino e dando o tentando di chiamare il mascalzone col suo nome e gli assaltatori con il loro. Ci hanno messo ripeto quattro anni, il paese è quello che è sempre stato, metà accozzaglia di slandroni, megalomani, individualisti ossessivi con fucile al posto di tutto, e metà isole di civiltà, ovvero le grandi città dell’est e dell’ovest, che a leggere il NYT si sono ribellate a quest’ultimo carosello fognario. Fuori di lì l’America fa paura anche al cinema e più o meno come un hooligan ubriaco. Ma può essere grandissima.
Guardando al nostro paese dal Pianeta Proibito osservo invece un Parlamento del tutto succube di un, boh di un verme con tutta la mela avvelenata intorno, di un aborto della bambola di una puttana, di un ranocchio con la piorrea, mi rimetto a chi vuole trovare epiteti più adatti ( perché per meno e con minore rabbia in passato mi sono trovato una denuncia e costoro sono accaniti coltivatori di querele e voraci razziatori di soldi) allo sgurattone che aveva asserito si sarebbe dimesso dalla politica. Parlamento codardo, constatazione e che dire di più, connivente forse. Tutto intorno una valse musette di commenti tra il blasé e il patetico, mancano i richiami alla metafisica, ma uno, dico uno che sia un levati dalle palle o ti facciamo male scintillante come cometa per traverso al transatlantico, nemmeno di striscio. A margine si sa che dalla destra desta alla sinistra salpingica tutti destri nel pigolare sui massimi sistemi e libertà libertà e no la mascherina gnornò gnornò, tutti concorrono a volere fuori questo governo di Noncemalaccio, per instaurare un vero governo ungaropolacco e confindustriale ( cielo perché tutte le miserie qui da noi), così poi gli uni a fare le pre-fiche accodate al Manifesto e gli Unni, come si suole in Bombardia, giù a fare preventivi per varianti di valico. Come ho detto in passato, sono troppo vecchio per discutere e sono disarmato.
Va bene il ricoveri fund finanzierà le cliniche private, le scuole cattoliche, parrocchie e spaccio di vaccini e il ponte di MeSina. E a Bruxelles, ci andrà a trattare Salvini parlando brianzolo. O catanese. La somma dei prodotti fa sempre il totale. E non cambia. Maremma maiala.

