Ţara arde şi baba se piaptănă

Un simpatico proverbio romèno canta, il mondo brucia e madame si fa i ricci, ţara arde şi baba se piaptănă. Mi spiace ma sono allegramente sordo al mio rifiuto di occuparmi di bassezze, ma affiché la mia valvola tricuspide non si schianti sono costretto a ridere pubblicamente. Rito catàrtico e catantàrtico.

Leggo infatti per sbaglio, sbaglio verso me stesso, che il sindaco di malanno, la città dove vivo in confino semi-coatto, in parte dovuto alla sindrome di stoccolma che colpisce un poco tutte le vittime consapevoli di esserlo, leggo per sbaglio che in risposta all’apertura del registro delle coppie di fatto in comune, la curia tuona con lo stesso tono di un tale,  ossesso di varese che minaccia il presidente di questa repubblichina pizzaiola con la frase, al nord fanno i fucili, insomma la curia tuona avvertendo sul pericolo della poligamia. Argomenta anche le proprie ragioni, fatto che peggiora in luogo di migliorare la posizione dei signori della curia. Argomentare il proprio delirio questa bizzarra religione burocratica lo fa da sempre, è la sua forza, sembra così motivato e motivazionale l’argomento, del resto hitler era inoppugnabile, avrei aderito anch’io, portava bene la divisa, il nero si addice al biondo e il bruno ai bruni, il rosso sta bene su tutto, fa sangue; è straordinario il ragionamento; per i forti di stomaco vale la pena leggere i giornaletti quotidiani per adulti per documentarsene, sono tutti rigorosamente pornografici, nel senso che eccitano senza concedere nulla alla fantasia e al gioioso contatto dei corpi. Ebbene mi concedo di esprimere lo stupore mio fronte a una gerarchia religiosa che da due millenni è ossessionata dalla lunghezza del  pène di cui si è fatta convinta di essere stata castrata. Il mondo del potere si allinea e blatera di temi etici e spread senza soluzione di continuità. Madrid brucia şi baba se piaptănă.

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About dascola

D'Ascola Pasquale fa l’insegnante in una autorevole istituzione dello Stato ed è un qui pro quo che, privato da un’anagrafe lombarda dell’apostrofo meridionale, di questa privazione ha fatto il suggello della propria forzata quanto desiderata eteronimìa; l’intuizione di questa possibilità si è andata configurando a seguito della scoperta di avere troppe origini per adattarsi a una sola che però, riassunta con termine francese, gli assomiglia, déraciné, sradicato, dolente aggettivo ma non tanto da impedirgli di ritrovarsi infine a suo bell’agio tra "monti sorgenti dall’acque ed elevate al cielo cime ineguali", là, tra i confini che meglio definiscono le possibilità di un carattere al limite; a motivo di ciò o, per dirla alla Cioran, con la tentazione di esistere, egli scrive; ciò è.
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3 Responses to Ţara arde şi baba se piaptănă

  1. Thx for your post, I really enjoy your blog. Long time lurker, first time commenter, you know the drill. I tried to share this one time before, I don’t think it posted correctly…hopefully it will this time!

  2. esalvi says:

    Viviamo in un momento estremamente difficile ed è incredibile come chi potrebbe orientare i modelli sociali all’apertura e alla condivisione proclama invece come assoluti modelli che isolano, escludono. Banalmente anche solo ecnomicamente sarebbero più vantaggiosi.
    Non aggiungo altro perchè terreni ardui e competenza e cuore non possono bastare per legittimare un commento, l’individualismo, e la logica consequenziale solitudine, sono imperanti e stranamente condivisi dai più.

  3. emanuela says:

    Ma almeno loro se li fanno i ricci? Che li abbiano sotto le mitre?

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