The short Penny Pencil

Dear Pasquale D’Ascola, 

Special thanks for your contribution to our “Call for art to maintain imagined humanity”. We are delighted to inform you that your contribution has been selected with other artists around the world and will be published by Tamer Institute in a book aiming to help Palestinian children maintain an imagined life were they feel safe, the book is called “Little Kiss On The Cheek”…..

Qui sopra un estratto della lettera con cui il Tamer Institute di Gaza mi annuncia quanto chiunque può leggere, avendo voglia di superare la soglia della prima riga. Sempre avendone voglia ecco qui l’incipit della  storia di Penny nell’originale inglese e, a seguire, un remind della stessa storia nella sua versione italiana, Titta Matti, apparsa in questa pagine il 12 agosto 2014.

Hey, I am a thinking device, to writing devoted. My name in short is Penny, but I am not always too short. Family name, Pencils. I am – or shall I say we are – I am very old, so old that no one of us seem to pay attention to it.  I am a clever, friendly but silent companion. No needs of electronics. No needs of other power except your mind…          

Eccoci qui ciao. Vi domanderete chi sono, bene, io sono un aggeggio per pensare ma devota alla scrittura. Mi chiamo Titta, alle corte, ma questo non vuol dire che io sia sempre corta, cognome bizzarro, Matti. Sono, dovrei forse dire siamo, ma insomma sì sono piuttosto vecchia, tanto, ma nessuna di noialtre parenti e affini sembra farci caso. Perché sono sempre di buona compagnia, acuta, soprattuto silenziosa, niente elettronica e niente energia, a parte quella per pensare. So lavorare duro invece, dovunque, in ogni modo, quando si vuole…

http://www.tamerinst.org/

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About dascola

D'Ascola Pasquale fa l’insegnante in una autorevole istituzione dello Stato ed è un qui pro quo che, privato da un’anagrafe lombarda dell’apostrofo meridionale, di questa privazione ha fatto il suggello della propria forzata quanto desiderata eteronimìa; l’intuizione di questa possibilità si è andata configurando a seguito della scoperta di avere troppe origini per adattarsi a una sola che però, riassunta con termine francese, gli assomiglia, déraciné, sradicato, dolente aggettivo ma non tanto da impedirgli di ritrovarsi infine a suo bell’agio tra "monti sorgenti dall’acque ed elevate al cielo cime ineguali", là, tra i confini che meglio definiscono le possibilità di un carattere al limite; a motivo di ciò o, per dirla alla Cioran, con la tentazione di esistere, egli scrive; ciò è.
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8 Responses to The short Penny Pencil

  1. dascola says:

    I plausi autentici sono sempre importanti Diego; altrimenti chiamansi adulazioni al meglio, ruffianerie, al peggio. Puzzano subito ai nasi sensibili. ‘Scolta, però già avevi espresso il tuo consenso ad agosto. Troppa grazia santantonio.
    Ho trovato perfetta la misura della tua osservazione sulla manutenzione di una barca. Allora adesso prenditi il tuo tempo e passa all’anno prossimo nel migliore dei modi. Quanto al dopo mi aspetto per te che tu ottenga qualche soddisfazione che vorresti avere. Un abbraccio. P.

  2. diegod56 says:

    giocoso, elegante, poetico, è bello navigare nella continua personificazione della matita, il racconto è intensamente adatto ai fanciulli, per quella inclinazione naturale che hanno all’attribuire intenzione ed anima agli oggetti, che diventano soggetti

    oltre a tutto le matite, così umili, possono scrivere sempre, anche quando manca la corrente, anche quando si vive precariamente sotto assedio, sono tenaci

    il mio sincero plauso, grande Pasquale, un plauso non importante, ma vero come il tratto d’una matita

  3. marinabo43 says:

    Bellissima la notizie, a ancora più bello quando si riesce a fare qualcosa, per piccola che sia. Trovo deliziosa la traduzione di Titta Matti in Penny Pencil! Buon inizio del 2015, e prosecuzione il più possibile indolore, quanto meno……

    • dascola says:

      Grazie Marina, ma per la verità è Titta Matti traduzione di Penny Pencil; è in inglese l’originale e non il contrario; non avrei mai potuto tradurmi.E del resto tradurmi è abbastanza difficile mi hanno detto due bravissimi traduttori inglesi, geniali e bilingui perfetti.Il bando del TI, peraltro, chiedeva un testo in inglese, per forza di cose. Questo successo effimero mi porta a pensare di lavorare sul mio inglese per poterlo usare, chissà, verso gli ottantanni. Intanto batto lo scout, anzi lo scaute del valdarno ed è non poca soddisfazione. Un caro abbraccio a te e alla gatta. P.

  4. lcln18 says:

    Complimenti e auguri ! Marina

    Inviato da iPhone

    >

  5. Dario Barezzi says:

    Veramente eccezziunale!!!

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