Eco déco

Sentirsi lodare così bene e da così tanti tra pezzenti e gazzettieri di tanto poca o solo semi ottica, insospettirebbe anche l’articulo mortis. E insospettisce il vivo in permesso, sentire bavardare di epopea che se ne va, di amici miei, di romanzeria excelsa come una pasticceria milanese. Ognuno ha un motivo per farsi fotografare accanto al morto così da dire almeno, io Cero.

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About dascola

P. E. G. D’Ascola Ha insegnato per 35 anni recitazione al Conservatorio di Milano. Ha scritto e adattato moltissimi lavori per la scena e per la radio e opere con musica allestite al Conservatorio di Milano: Le rovine di Violetta, Idillio d’amore tra pastori, riscrittura quet’ultima della Beggar’s opera di John Gay, Auto sacramental e Il Circo delle fanciulle. Suoi due volumi di racconti, Bambino Arturo e I 25 racconti della signorina Conti, e i romanzi Cecchelin e Cyrano e Assedio ed Esilio, editato anche in spagnolo da Orizzonte atlantico. Sue anche due recenti sillogi liriche Funerali atipici e Ostensioni. Da molti anni scrive nella sezione L’ElzeMìro-Spazi della rivista Gli amanti dei libri, diretta da Barbara Bottazzi, sezione nella quale da ultimo è apparsa la raccolta Dopomezzanotte ed è in corso di comparizione oggi, Mille+Infinito
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3 Responses to Eco déco

  1. Se fossi credente accenderei un cero, appunto, perché qui se c’è un morto grave è l’umanita’ inutile. E io cero/c’ero. … purtroppo.

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  2. Biuso's avatar Biuso says:

    Eh sì, caro Pasquale. Uno degli effetti più grotteschi della Rete è il lutto universale che incoraggia “qualunque idiota” -per dirla appunto alla Eco- a unirsi all’universale dolore per il defunto. Che si tratti di David Bowie, di Steve Jobs, di Lucio Dalla, di Umberto Eco e di altri, è tutto un irrefrenabile condogliare.

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