Biuso e Céline

In http://www.biuso.eu/2016/04/17/al-termine-della-notte/ di cui suggerisco la lettura, l’amico dr. Alberto Biuso ricorda due capolavori del ‘900, Cèline e la sua opera. E si veda per cusiosità, pure Voyage au bout de Cèline https://www.youtube.com/watch?v=Dz2QmHzkjYc&list=PLKOuKTFf7fXvDZAXDW4GVGvh0MbuA9f-d&index=5

Lessi il Viaggio, non ricordo più quando, da giovane mi pare, ammesso che il termine sia stato mai compatibile con me medesimo. In italiano. Più di recente in francese. E incontrare la passione del Biuso nel riferirne, appiccica una gran voglia d’en revenir au  Voyage ou du Voyage, secondo i punti di vista. Sapere che qualcuno che apprezzi, apprezza qualcosa che apprezzi fa sentire meglio. Per il resto Céline; non so, non ricordo se l’ho pensato io o qualcuno che mi pensa scrisse che Céline si immerse volontario nell’orrore. Senza essere né riconoscendo un cristo, in un divampante anelito alla redenzione per eccesso di visione, egli abbracciò senza assolverli i poveri cristi. Fino alla feccia dell’identificazione. Materia di clinica, volendo. Cassandra in fondo alla certezza della propria e altrui rovina si lascia violentare da Aiace invece di darsela a gambe, come qualsiasi ragazza in gamba avrebbe fatto, tale la morosa americana di Louis-Ferdinand. Tra i suoi detrattori, forse nessuno o pochi con cognizione di causa capirono, che se egli davvero avesse aderito, da carogna come altri mediocri fecero meritando il diritto di essere cancellati dalla lista dei viventi *, avesse aderito alle perversioni del XX secolo ( e a quel punto una-per-tutte-di-tutte-una, scelse con ogni probabilità la peggiore, le più peggiore, ovvero la più esteticamente ed antit-eticamente perfezionata e tale da essere la più abbracciabile ma per farne il proprio cammino penitenziale) avrebbe potuto giovarsene, se ne sarebbe giovato per esercitare per un po’ il diritto a fare la carogna. Exploité entre expoliteurs exploités. Lui no, si immolò sull’altare della visione devastata del mondo dalla quale non volle astenersi, per dirla con lui come una comune fighetta piangìna, un qualsiasi cunnìculo lugènte, e ben prima della guerra, ben prima di tutto. Cèline è l’antipaolo, o forse la sua epìtome; alla stregua di colui, colpito da una rivelazione dalla quale però, il nostro restò tanto fulminato da farla sua. L’altro appunto preferì prima la via di Damasco e poi della carogna, dell’exploitueur. Insomma della propria sedia elettrica Céline fece l’altare e la croce sopra la quale far risuonare la propria pelle di tamburo. Il suo canto. In ligno enim caro extenditur ut tympanum fiat: et ex cruce discunt suavem sonum gratiae confiteri.** Avvenne che l’autore coincidesse e si trasfigurasse con la prorpria opera. Con il proprio timpano. Evento raro. Parafrasando Totò*** potremmo dire che per un ateo morire da icona fu una grande soddisfazione.

* ma nessuno osò toccarlo, tranne che ne portafoglio e nel diritto, tutto sommato; nessuno avrebbe davvero mai avuto il fegato di toccare Caino, specie un Caino volontario, eroico, santo. E scrittore. Divino.
** Agostino di Ippona Sermo CCCLXIII, 37,  su un legno viene stesa la carne perchè timpano diventi; e dalla croce imparano a far risuonare il dolce suono della grazia
***I due Marescialli, Veda maresciallo per un ladro morire da carabbiniere è una grande soddisfazione
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About dascola

D'Ascola Pasquale fa l’insegnante in una autorevole istituzione dello Stato ed è un qui pro quo che, privato da un’anagrafe lombarda dell’apostrofo meridionale, di questa privazione ha fatto il suggello della propria forzata quanto desiderata eteronimìa; l’intuizione di questa possibilità si è andata configurando a seguito della scoperta di avere troppe origini per adattarsi a una sola che però, riassunta con termine francese, gli assomiglia, déraciné, sradicato, dolente aggettivo ma non tanto da impedirgli di ritrovarsi infine a suo bell’agio tra "monti sorgenti dall’acque ed elevate al cielo cime ineguali", là, tra i confini che meglio definiscono le possibilità di un carattere al limite; a motivo di ciò o, per dirla alla Cioran, con la tentazione di esistere, egli scrive; ciò è.
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2 Responses to Biuso e Céline

  1. dascola says:

    “La sua opera ne risplende”.
    Replico Alberto caro, per dovere d’ospitalità. Il resto, da par tuo, l’hai detto tu.E taccio. P.

  2. Biuso says:

    Caro Pasquale, tra tutto ciò che ho letto su Céline mai ho trovato un’ intuizione così profonda della sua persona sacra e della sua scrittura soteriologica. Sì, quest’uomo è stato Caino e Cristo insieme. La sua vita lo dimostra, la sua opera ne risplende.

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