Battiati

 

C’è un articolo abbastanza competente su Battiato, in El Paìs di oggi https://elpais.com/cultura/2021-05-19/los-utimos-anos-de-battiato-en-el-etna.html?autoplay=1.

Siccome non ascolto i giornali radio italiani (come mio nonno che nel ventennio ascoltava radio Monteceneri e radio Parigi) e non leggo la stampa italiana (tranne Il Post) non ne so ma immagino i coccodrilli e gli ha accompagnato nei/nel momento più buio della – vita in genere – me/una/alcune generazioni . Di Battiato non saprei che dire se non che fu un musicista capace di coniugare con furbizia e un certo grado di esaltazione il tiro del rock, con lo sprechgesang e i melismi arabi classici; tutto avendo in capo le canzoni di Bellini. Ascolto dopo ascolto questa fu la mia impressione. Sommaria come tutte le esecuzioni sul campo. Di lui, evento rarissimo, comprai a suo tempo alcuni album, mi piace e continua a piacermi. 

Con Battiato ebbi in comune un amico caro, Dario Barezzi di cui da queste parti esiste un necrologio. Dario di Battiato fu assistente nel cinema di cui il musico ignorava tutto, mentre Dario tutto sapeva. Quando l’anno scorso di questi tempi Dario morì, si dice prematuramente, telefonai a Catania per darne notizia, ma rispose una segreteria. Una morte insegue l’altra. Dario era parmigiano (so che si dice parmense lo so) anzi di Busseto – il cognome racconta una parentela con chi si indovini – e per vocazione e cultura aveva il gusto della burla. Aveva anche un orecchio mostruoso, e una totale capacità di mimesi vocale. Ricorderò che per un mio compleanno mi regalò il doppiaggio di una scena di Qualcuno volò sul nido del cuculo: doppiava Nicholson con la mia voce dicendo stupidezzi, e il medico con la voce del doppiatore del film. Poteva doppiare ogni cosa e inventare qualsiasi voce. In conservatorio dove venne a fare qualche seminario dava esempi di doppiaggio  in diretta, ovvero davanti a una platea di studenti dalle orecchie sgranate. Battiato fu il bersaglio di  due magnifiche burle del doblador de Busseto. Due telefonate. 

La prima. Con la voce di un vecchio milanese isterico chiamò FB per dirgli che niente la 128 blè era pronta da due settimane, freni frecce, olio, gomme, frizione tutto a posto ma che lui ( FB) se la venisse a ritirare o gli avrebbe imputato il parcheggio. Franco fu colto da tutto, per parecchi minuti non seppe come affrontare la cosa. Dopo parecchio tempo contestò di non avere la patente. Dario replicò che a lui non gliene fregava niente di chi guida la macchina. La macchina era lì da ritirare. Franco provò a dire che abitava a Catania. Dario gli replicò che si prendesse un aereo o mandasse qualcuno a ritirare la macchina e pagasse il conto. La telefonata andò avanti per minuti e minuti con Battiato che non sapeva come cavarsi  d’impiccio perché, mi disse Dario, Non gli piaceva essere scortese ed era pronto a riconoscere di avere la patente e di possedere una 128 blè piuttosto di disgustare un bravo meccanico milanese.

La seconda. Barezzi chiamò Battiato con la voce di un assassino alla cultura ( di Gela mi pare, ovvio di Forza Italia, ovvio in tanfo di mafia, ovvio del tutto ignorante – è un edile, mettiamolo alla cultura –). Battiato non riconobbe la voce imitata. L’assessore Barezzi ci comunicò al maesctro che causa diveggenze in seno consigliare, il previsto vosctro coccerto dell’estate ggelana ( potrebbe essere n’è vero) era stato cancellato per pressioni, Sapete la moglie del sindaco ci piace Pupo e noi con Pupo l’abbiamo sostituita maesctro. Battiato andò sulle furie, armò tutte le sue armi, il contratto, gli avvocati, vi rovino. Pronto a chiamare il sindaco per rivoltarlo. Lì Barezzi ebbe l’intuito di rivelarsi per non scatenare una tempesta politica. E si dichiarò.

Battiato reincarnato o in in lista d’attesa, comunque ride ancora credo per Dario, e piange la, Povera patria, e il, Perduto amor,  piaccia o non piaccia. Buon ascolto

About dascola

Pasquale Edgardo Giuseppe D'Ascola, già insegnante al Conservatorio di Milàno della materia teatrale che in sé pare segnali l’impermanente, alla sorda anagrafe lombarda ei fu piccino privato come di stringhe e cravatta dell’apostrofo (e non di rado lo chiamano accento); col tempo di questa privazione egli ha fatto radice e desinenza della propria forzata quanto desiderata eteronimìa; avere troppe origini per adattarsi a una sola è un dato, un vezzo e forse un male, si assomiglia a chi alla fine, più che a Racine a un Déraciné, sradicato; l’aggettivo è dolente ma non abbastanza da impedire il ritrovarsi a Bell’agio proprio tra monti sorgenti dall’acque ed elevate al cielo cime ineguali, là dove non nacque Venere ma Ei fu Manzoni. Macari a motivo di ciò o, per dirla alla Cioran, con la tentazione di esistere, egli scrive; per dirla alla lombarda l’è chel lì.
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2 Responses to Battiati

  1. Paolo Prato says:

    Mi dispiace di non aver conosciuto Barezzi. Battiato lo ascolto volentieri. I miti richiedono tempo, o fulmini, o entrambi per costituirsi. Quiéti, per favore.

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    • dascola says:

      Barezzi fu un tipo specialissimo, professionista super, con tratti di genialità marcati e ottimo insegnante. Quando fu impiegato a Brera per una cattedra in storia del cinema in pochissimo tempo si trovò ad affrontare un aula gremita di duecento ( c’ero anch’io) forse più studenti che disertavano le altre lezioni per sentirlo parlare ( divino) e vedere le meraviglie che lui presentava(aveva una cineteca personale con migliaia di titoli)e sezionava e discuteva. Di lui erano pazzi. Suscitò un putiferio di odii e invidie. Resse poco, al primo cambio di direzione lo fecero saltare. È rassicurante vivere in un paese di men che mediocri che comandano. Sai che non si può fare niente né farci niente.Una palude di zanzare dove essere intelligenti e capaci è un atto di coraggio resistenziale.

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