Secondo me è un capolavoro

https://www.youtube.com/watch?v=kQFhNdSBiXk&list=PLrrrLOu1whQy5Kk6P5GcVe3D0gwSwp9rw&index=25

Ed è AMARGA NAVIDAD di Pedro Almodóvar. Mi riprometto di rivederlo in spagnolo, e c’è una ragione che dico. Rivederlo in spagnolo è importante perché i film di Almodóvar sono, finalmente, anche film da ascolto, recitati sempre nella forma redonda di una lingua che rappresenta, né più né meno, il rigo del canto in una partitura ( ci sarà qualcuno che ricorda il monologo di Agrado in Todo sobre mi madre : tetas, dos…)

https://www.youtube.com/watch?v=s11D4G7WyTc

Recitati e diretti bene. Niente di buttato via a giudicare dal doppiaggio. Buttare via per intenderci è lo stille attuativo del cinema moderno, italiano, americano, che ignora o dimentica o rifiuta l’articolazione del suono in bocca come necessità e fattore determinante del dire qualcosa. Buttare via in sintesi estrema corrisponde al mugugnare, biascicare, bisbigliare, far parlato, che rende molti lavori, all’orecchio, un non so che, un non facciamolo sapere al pubblico o lo va a ripetere in giro (il nostro Giallini è uno specialista e ci ha costruito sopra uno stile). Qui in Amarga navidad abbiamo dicevo una linea del canto, all’inizio proprio costituita da due citazioni della Chavela Vargas

https://www.youtube.com/watch?v=rNurASQ3JSc&list=RDrNurASQ3JSc&start_radio=1

che canta in primissimo piano La Llorona. Al rigo inferiore abbiamo la linea propriamente orchestrale di Alberto Iglesias con una frase bellissima che torna e ritorna come un leitmotiv e in contrappunto con i righi intermedi delle immagini. In sintesi una costruzione tipicamente armonica, con episodi per immagini, ricorsivi o alternati che, è evidente per me, sono il corrispondente visivo della costruzione orchestrale. Architettura e l’architettura è la forma plastica della musica. Non so se rendo l’idea per chi non ha dimestichezza con la musica ma, proprio adesso mentre sto scrivendo, io vedo molto in chiaro le pagine della partitura di Amarga Navidad. Che, uguale a una partitura, è costruito, non sul racconto, ma su un tema : il dolore. Punto. Se si ama la musica andare a vedere.

https://www.youtube.com/watch?v=8U1D_6xWDGg

La Agra

Unknown's avatar

About dascola

P. E. G. D’Ascola Ha insegnato per 35 anni recitazione al Conservatorio di Milano. Ha scritto e adattato moltissimi lavori per la scena e per la radio e opere con musica allestite al Conservatorio di Milano: Le rovine di Violetta, Idillio d’amore tra pastori, riscrittura quet’ultima della Beggar’s opera di John Gay, Auto sacramental e Il Circo delle fanciulle. Suoi due volumi di racconti, Bambino Arturo e I 25 racconti della signorina Conti, e i romanzi Cecchelin e Cyrano e Assedio ed Esilio, editato anche in spagnolo da Orizzonte atlantico. Sue anche due recenti sillogi liriche Funerali atipici e Ostensioni. Da molti anni scrive nella sezione L’ElzeMìro-Spazi della rivista Gli amanti dei libri, diretta da Barbara Bottazzi, sezione nella quale da ultimo è apparsa la raccolta Dopomezzanotte ed è in corso di comparizione oggi, Mille+Infinito
This entry was posted in Al-Taqwīm. Bookmark the permalink.

Leave a comment