Casamìcciola

In Turchia succede casamìcciola. Superando la ripugnanza che suscita affrontare una qualsiasi testata del regime, non più tardi di ieri il gentile dr. Scalfari siglava l’ennesima dimostrazione del teorema di Buddenbrook, teorema che afferma non essere mai l’ora del redde rationem, che le banche sono virtuose suore, e che se si lima l’imu tout va très bien purché napolitain, superata dunque questa sorta di nausea cautelativa si apre la paginetta che riguarda la Turchia; è solo un esempio. In Turchia succede ciò che in occidente non accade, la rivolta degli spartachi e non la manifestazione presidiata e autorizzata nella pausa pranzo; in Turchia come in occidente, avviene che la guardia catafratta del regime, arrivi e randelli, anzi usi il gas mostarda aut similia. I regimi, tutti uguali e tutti variabili democratici, tranne quelli che hanno la faccia di bronzo di mostrarsi autoritari, il loro volto nemico in toto e non in parte, hanno tutti una polizia che è politica al pari dell’okrana. Credo che alle operazioni investigative, di giustizia e tutela, si dedichino ormai pochi montalbani, con un’automobilina e quattro baiocchi di bilancio. Il resto par proprio milizia privata dei cesari. Dreigroschen Caesaren dalla pelle cerea per mancanza d’aria ed eccesso di grassi saturi, e parlamenti senza la gravità pensosa di un senato latino così come a noi è stato tramandato dai film con charles laughton. Ebbene si clicchi sul video di un qualunque fatto importante e subito si aprirà una comunicazione, così si chiama ciò che avviene a senso unico, io barla du askolta: il comunicato riguarda la tua assicurazione, la tua auto nuova, il tuo, il tuo il tuo, pubblicità; non ho visto ancora video di efferati delitti ai danni di minori o video post stupro preceduti dal commercial di un tampone intravaginale. Non ancora ma occorre ricordare che per la mia generazione l’anno 2000 era pensato come la linea di confine verso un mondo di favola, tutto governi mondiali di saggi letterati e meraviglie della medicina, e invece, eccoci qui tredici anni dopo l’anno fatato ma negli stessi bilocali con angolo cottura. Orizzonti nemmeno di gloria, salvo, come dice un tale con gli occhiali azzurri, salvo comprare o possedere già un sògno.

Il pensiero è bello che fatto, la pubblicità garantisce il potere di sapere, vuoi sapere o vuoi vedere il blindato turco, chissà che non sia di fabbricazione italiana, che schiaccia un uomo a Istambul, bene, prima però devi osservare un altro uomo, mascella volitiva e aria da primate sicuro del proprio futuro alla guida della sua petrolette da 25 punto zero zero zero euro, dotata di tutto, navigatore, spazio per gli spazi, coppia di bimbi con la tablet e volto sorridente di bionda, 35 anni, taglia 40 sul sedile del passeggere. La pubblicità determina la notizia, lo stipendio di uomini pensosi dietro una scrivania da tre punto triplo zero euro, la vita della carta nell’impresa giornalistica. In più accanto alla foto in  lacrime dell’orchestra nazionale greca garantisce la rassegna di talloni a spillo e di nuovi modelli di bombardieri: i paesi democratici risparmiano in archetti ma non in archi e frecce per i loro bravacci. Tout va très très trois très fois bien M. Scalfari.

Nessuno pensa che la stampa debba perire nell’indigenza anche se non sarebbe male ogni tanto vedere fallire il peggio dei suoi rappresentanti. Ciò che induce a riflettere è invece un trisillabo elementare che una collega amica mi ricorda con affetto, così come si ricordano le muse o le driadi, etica. Se ne parla a sproposito per solito, si confonde con il suo surrogato prescrittivo, morale. Etica è però, grosso modo si dirà, un pensare a misurarsi in equilibrio tra proprio e altrui, tra il sé e l’Altro e l’altro. A commisurare l’esistenza con la relazione. Essere etici è uno sforzo. Non facile da esercitarsi. Non sempre messo in atto, a volte messo in forse. Lo sappiamo. Ma provare è domanda che interroga. L’altro trisillabo fondamentale è pudore.

Advertisements

About dascola

D'Ascola Pasquale fa l’insegnante in una autorevole istituzione dello Stato ed è un qui pro quo che, privato da un’anagrafe lombarda dell’apostrofo meridionale, di questa privazione ha fatto il suggello della propria forzata quanto desiderata eteronimìa; l’intuizione di questa possibilità si è andata configurando a seguito della scoperta di avere troppe origini per adattarsi a una sola che però, riassunta con termine francese, gli assomiglia, déraciné, sradicato, dolente aggettivo ma non tanto da impedirgli di ritrovarsi infine a suo bell’agio tra "monti sorgenti dall’acque ed elevate al cielo cime ineguali", là, tra i confini che meglio definiscono le possibilità di un carattere al limite; a motivo di ciò o, per dirla alla Cioran, con la tentazione di esistere, egli scrive; ciò è.
This entry was posted in Osservazioni. Bookmark the permalink.

6 Responses to Casamìcciola

  1. diegod56 says:

    ho letto con interesse, è vera anche la questione di questo presente che non assomiglia per nulla a quel futuro candidamente sognato

    • dascola says:

      Appunto il bilocale resta bilocale. Sai, mi è capitato di perdere la strada in mezzo a un dedalo di vie periferiche molto periferiche, tempo fa, un sole impietoso a illuminare ciò che meglio sarebbe nascondere, o incenerire. La questione che mi interroga è come sia stato permesso uccidere la gentilezza povera ma non misera di certi sobborghi, l’ombra, il piccolo, il silenzioso, con il rumore, con la scorreggia prepotente di torri, cubi, falansteri e di villette a schiera alle cancellate delle quali bisognerebbe legare il costruttore e fustigarlo. Ciò che a me turba è la predominanza di una abbrutita bruttezza, destinata ai più, anche se se la devono comperare,e/o pagare cara. In altre parole perchè è stata permessa l’edificazione di Milano, per esempio. Le scuole non educano a niente che abbia a che vedere con etica ed estetica. Nel senso di aisthanomai. Non credo di essere chiaro questa volta.

  2. a.z. says:

    PUDORE tu dici? Ma esiste ancora? qualcuno sa che cosa mai possa essere?
    Guarda i TG (ti prego non mandarmi a catafottermi … ): i signori parlamentari (di qualsiasi risma) sorridenti, contenti del gruzzolo che GLI DIAMO e poi ci chiedono sacrifici, rinuncia allo stipendio, ritardo della pensione (ma sono o non sono soldi NOSTRI?).
    Ovviamente il tutto condito da pubblicità di tutti i tipi, dai pannoloni (mia figlia prende appunti: mi dice che mi serviranno!), assorbenti (non ho il PUDORE di fare altrettanto …) carta igienica, vetture (ma chi potrà mai permettersele?) assicurazioni, banche (e che ci lascio in banca? altro discorso, altra incazzatura: ma il governo -se così si può chiamare- continua a far loro regali, ovviamente a spese nostre).
    Mi fermo, sto andando fuori tema!
    Professore sia buono mi dia almeno un 6 (politico?) così mi ammettono alla maturità (ESAME DI STATO!)
    Ciao
    a.z.

    • dascola says:

      Sono sempre contento quando qualcuno commenta, stia o non stia al tema che, per la verità, mi è stato fatto notare a voce, questa volta non era chiaro o era sfuggente per eccesso di allusioni forse, o per eccesso di indignazione o per eccesso, punto. Grazie, ma lei sognava sa, lei la maturità l’ha già passata e anche il resto. In ogni modo le va bene 28?

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s