Senza titolo

Alla domanda su quale sia la differenza tra uno di quei nuovi potentati barbarici dai nomi in -stan che popolano la collana di perle sul collo della russia cattolica ortodossa e il belpaese cui regnarono Guidi e Malatesta/cui tenne pure il Passator cortese re della strada re della foresta, rispondere diventa sempre più semplice, la differenza sta nel nome dei protagonisti. Sempre più cerati sultani tuttavia e sempre più grassi giannizzeri.

About dascola

Pasquale Edgardo Giuseppe D'Ascola, già insegnante al Conservatorio di Milàno della materia teatrale che in sé pare segnali l’impermanente, alla sorda anagrafe lombarda ei fu piccino privato come di stringhe e cravatta dell’apostrofo (e non di rado lo chiamano accento); col tempo di questa privazione egli ha fatto radice e desinenza della propria forzata quanto desiderata eteronimìa; avere troppe origini per adattarsi a una sola è un dato, un vezzo e forse un male, si assomiglia a chi alla fine, più che a Racine a un Déraciné, sradicato; l’aggettivo è dolente ma non abbastanza da impedire il ritrovarsi a Bell’agio proprio tra monti sorgenti dall’acque ed elevate al cielo cime ineguali, là dove non nacque Venere ma Ei fu Manzoni. Macari a motivo di ciò o, per dirla alla Cioran, con la tentazione di esistere, egli scrive; per dirla alla lombarda l’è chel lì.
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