Elogio del disconosciuto

In questo paese che un giorno lontano si è fermato a eboli, dove la principessa di- è assente giustificata, e che nell’oggi vicino bivacca in manipoli alla stazione prima, a figline valdarno per fare il bébé invertito di una balia dal visino di bambolotto plastico con naso dipinto da volpina per strafugnare al meglio tra il lusco e il bislusco della bank of scotland, in questo paese lugubre che papì satàn alé papì satàn alé oh oh oh oh ha lasciato andare la propria lingua a dialetto per grugniti calcistici e turistici… der’iz der’iz o’ plés…esiste, e gliene sono grato, un signore, tale Pietro Condemi, gli si addice il maiuscolo, che la passione per l’analisi e il fatto che mi pubblica accomuna; un signore, persino meridionale e di una terra ingrata, la calabria, in cui lo malo affare, di tra i peggiori, non appare, ché predilige nordici co’a’fune per strafare a cementificare; un signore senza sandali e bermudas anche d’estate che, tutto da solo e con l’aiuto di un grafico soltanto e d’un mastro di rete, intendano miei signori webmaster, sceglie, legge, edita, corregge, fa stampare in ecologia e diffonde, libri di pensiero circa l’antropopò e il suo piccolo mondo d’intorno, circa ciò che non torna e interiora assortite; uomo che ritrova opere di geni presto dimenticati come Lou von Salomé e Rilke e di contemporanei pensanti e analisti, e di teatranti che con l’antropopò hanno a che fare da un bel po’; consultare il catalogo per credere. Questo signore e la sua opra senza nome segnalo qui, inopinatamente, all’attenzione di chi attenzioni mantiene tuttora. Ossequi ed esequie.

http://www.ipoc.it

… Da giuntarci, a tanta lezione, un’altra ancora non meno vera circa la ebefrenica avventatezza del contubernio e della coorte pretoria: ed altra ed altre circa la demenza totale di un poppolo frenetizzato; che (presta)va le sue giovani carni , muscoli e petti in parata, a tutti i mimi imperiali del mortuario smargiasso, avendolo inargentato salvatore della Patria.  E vorrei  e dovrei pur essere frenologo di quelli da mille lire a consulto: vedutoché a valerci tanta destruzione di vite e delle fulgide cose la non è suta altra causa, o ratio, che la incontinenza alcolica di un bicchierante. Frenologo non essendo, e tanto meno sifilòlogo, farò icché potrò…

Carlo Emilio Gadda Eros e Priapo…chi eran costoro?

 

About dascola

Pasquale Edgardo Giuseppe D'Ascola, già insegnante al Conservatorio di Milàno della materia teatrale che in sé pare segnali l’impermanente, alla sorda anagrafe lombarda ei fu piccino privato come di stringhe e cravatta dell’apostrofo (e non di rado lo chiamano accento); col tempo di questa privazione egli ha fatto radice e desinenza della propria forzata quanto desiderata eteronimìa; avere troppe origini per adattarsi a una sola è un dato, un vezzo e forse un male, si assomiglia a chi alla fine, più che a Racine a un Déraciné, sradicato; l’aggettivo è dolente ma non abbastanza da impedire il ritrovarsi a Bell’agio proprio tra monti sorgenti dall’acque ed elevate al cielo cime ineguali, là dove non nacque Venere ma Ei fu Manzoni. Macari a motivo di ciò o, per dirla alla Cioran, con la tentazione di esistere, egli scrive; per dirla alla lombarda l’è chel lì.
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