Diversamente trump

Trump s. asso, briscola, tromba 
Trump to, trumped trumped v.trans e intrans. – vincerla su, sbancare
Trump, volg. ingl. scoreggia/are

Osservo che in Corea son confluiti da tutto il paese nella capitale, per gridare, Vattene, a un primo ministro ritenuto infame coram populo. Oltre un milione dicono. E non finirà a tarallucci e vino, ma credo a bastonate, strumento di consenso dominato che le democrazie hanno ereditato con gioia dalle tirannidi. Ma non mi accódo né m’accòro, si tranquilli il lettore, con il coro di commentatori dei commentari di fatti lontani. Osservo solo quel dato, uno; la deriva smemorata della questione grave e unica del moderno, la fine del mondo per autocombustione, due; e un altro qui appresso.

Che di qua s’agitano non poche candide e poco affidabili animelle che si stupiscono per distrarsi e si indignano per l’elezione, molto più simile all’erezione tardiva, ne sono al corrente alla mia età, di un vecchino peraltro accasato a una slavata virago dagli occhi a mènnula, che di sicuro lo fa sognare e poco concludere, tanto da non restargli altro godimento che mostrarle le meraviglie di una cappella bianca, marmorea ma funebre come il monumentale commendatore in Don Giovanni. Chi si indigna di quello, a mio avviso fa come dice il proverbiòlo che oppone il trave alla pagliuzza nell’occhio. Ed eccole qua las animulas vagulas a pensare che fine farà la democrazia là in America mentre la si smantella per benino nel suo LI (51°) staterello pulcinella o territorio d’oltremare ed asservito, l’Alitalìa. Qua, dove un omìfide uno e trìfide con adietro tutto il suo partìtulo dalla solida vocazione autoritaria, fascista per dirla, il vecchio pi.ki.i, rivestiti ma nemmeno tanto di nascosto i panni che gli sono propri, cioè di manganellatore, si appresta e lo è già, basta leggere i sintomi nei bollettini quotidiani, a sbancare, to trump, il banco alla briscola della democrazia. In sintesi a consolidare il progetto di Gelli e Berlusconi grazie al conSìenso stesso di un popolo imbelle, l’italicum, non meno e forse più camicianegra dei suoi capoccia.  Ma, benché in difesa di persone e di princìpi non altri da quelli del capitalismo finanziario, almeno in America il popolo è ribelle. Almeno. Ma è poco. A meno che, seguendo la loro esemplare vocazione, i Miricani non scatenino un’altra, e dovrà essere devastante per essere efficace, guerra civile.

Se deve essere catastrofe e non vedo come potrebbe essere altrimenti, lo sia in grande adesso, sicché com’ebbe a dire Gengis Khan, Lasciate che a me vengano i deserti e si struggano i ghiacci, pur qualcosa mi resta. Habemus papam. Pace, amen, gloria.

Animula vagula blandula
hospes comesque corporis
quae nunc abibis in loca
pallidula rigida nudula
nec ut soles dabis iocos . Publio Elio Traiano Adriano

 

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About dascola

D'Ascola Pasquale fa l’insegnante in una autorevole istituzione dello Stato ed è un qui pro quo che, privato da un’anagrafe lombarda dell’apostrofo meridionale, di questa privazione ha fatto il suggello della propria forzata quanto desiderata eteronimìa; l’intuizione di questa possibilità si è andata configurando a seguito della scoperta di avere troppe origini per adattarsi a una sola che però, riassunta con termine francese, gli assomiglia, déraciné, sradicato, dolente aggettivo ma non tanto da impedirgli di ritrovarsi infine a suo bell’agio tra "monti sorgenti dall’acque ed elevate al cielo cime ineguali", là, tra i confini che meglio definiscono le possibilità di un carattere al limite; a motivo di ciò o, per dirla alla Cioran, con la tentazione di esistere, egli scrive; ciò è.
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4 Responses to Diversamente trump

  1. Massimo says:

    Ciao Pasquale. Quando mia moglie trasecolava all’idea che Trump fosse anche solo arrivato alla candidatura, io le dicevo ‘secondo me vincerà.’ Ora, improvvisamente, penso che vincerà il SÌ, al referendum perché molto centrodestra, che finge di opporsi al governo, ne sosterrà l’ovvio piano. Sarà divertente seguire, per la prima mezza giornata, le ‘analisi’ dei commentatori che un po’ alla volta ‘scoprono’ che il SÌ non può aver vinto senza voti del centrodestra.

    • dascola says:

      Ma sai, caro Massimo, centrodestra e centrosinistra mi son sempre sembrate distinzioni da avvocati, legulei, personaggi da opere buffe salentine, se non fossero tragedie. Di fatto mi pare che le due definizioni non definiscano altro che una sovrapposizione di mezze figure, anche meno. Quaquaraqua. Conservatori nel nostro paese non ce n’è mai stati per via della vocazione codina del paese. Per conferme di prima mano che ho dalla mia personale finestra sul cortile da dove osservo la debâcle, è naturale che quanti si sono identificati con il baraccone allestito vent’anni e più orsono voteranno Sì. Votare No per essi risulta di sinistra, estrema persino ( mi è stato detto) e Renzi non lo è. Lo hanno capito, loro. Gli iscritti no. Ciondolano come Cupet-lo in una piucheperfetta malafede. L’ingenuità eventuale è una colpa o una patologia senza remissioni. Cari saluti. P.

  2. dascola says:

    Già. Per quanto riguarda l’esito del referendum sono invece dell’opinione, alimento della certezza, che stravincerà il Sì. Il rapporto di forze è troppo impari. Vorrei il contrario, naturalmente, ma non vedo come sia possibile. Non credo, in assoluto dico. Ma fronte ai miracoli potrei, per lo meno, dire che sono inspiegabili.
    Caro Alberto un saluto. P.

  3. Biuso says:

    Come tutti gli imperi, anche quello degli Stati Uniti d’America tramonterà. Condivido la tua ipotesi, Pasquale, di una implosione per guerra civile. La mescolanza etnica non sembra infatti funzionare in un contesto ferocemente competitivo come quello del capitalismo USA.
    In ogni caso, “nel cuore degli uomini non c’è che la guerra” (Céline, Il Dottor Semmelweis, Adelphi, p. 71).
    Quanto all’Italia, spero che l’imbonitore a capo del governo venga sconfitto in occasione del referendum istituzionale. Da lì si potrà ripartire.

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