L’odìssea dello Spacey

1-6

Non ho motivi personali per annotare che il signor Kevin Spacey è stato scagionato da un regolare tribunale americano… domandarsi quanto sia regolare qualchesia tribunale ma ne dirò ne dirò delle belle alla fine… dall’accusa di molestie sessuali. L’accusatore, minorenne all’epoca dei fatti inventati o ricostruiti da una madre accorta a probabile scopo di lucro, è possibile non distinguesse tra un’avance piuttosto spinta (sic) e una spinta tout court. Secoli fa chi scrive ricorda tuttavia che fu sorpreso perplesso e nolente dal signor Indovina Indovinello, allora pimpante cinquantenne, e da lui sbasciato con linguale protrusione sub oculis di una truppa numerosa assai di cantanti e tènnici alquanti nella fabbrica d’un film, inoltre, e in differenti occasioni, fue domandato me, per così dire in sharing, da allupati maschi e da un talaltro ancora sin in isposa… con  fimminina a di ancóra; mai però che lo che scrive, nemmen nei più tormentati sogni si sia sognato di sentirsi violentato, fatto quest’ultimo che sì, è davvero spiacevole evento specie se si riflette sull’eventuale inadeguatezza d’un orifizio per solito adattato all’escrezione di grammi alquanti di coprolìti. Come ognuno sa all’accusa lo Spacey non riuscì a sottrarsi ma, qui sta la questione, prima che dalla dubitosa legge, fu condannato egli da congrega d’assortite streghe e stregoni… inversione dei ruoli, un tempo coloro veniveno abbrusciati, oggi avvelenano lor vittime col diritto… sì ché lo Spacey fu spedito agli óstraka e interdetto, e non solo, da una serie miracolosa per politico interesse, House of Cards, in dove l’attore… e che attore uno dei migliori sulla piazza internazionale, e didatta di non poca stima degno… giocò per anni il ruolo del perfido, chi non lo sarebbe ohibò, presidente delli Stati Uniti, Mr Frank Underwood, signor Sottobosco insomma. Òstrega, però dello Spacey gli a parte in camera rimarranno secondo me nella storia della recitazione se mai qualcuno ne scriverà. Non credo adesso che il signor Spacey abbia avuto ed abbia difficoltà finanziarie, ossia i piccioli per arrivare alla fine del mese li deve avere da qui a molto in là nel tempo. Il punto per un attore tanto non è questo, il punto è il danno e di immagine, per un attore è pur qualcosa, e di lavoro che è l’unica cosa per cui un attore esiste, e di onore, che per qualcuno ancora conta. Il punto è dunque che in questa malato mondo di malnata congerie di angeli cretini, dove chi che ammazzi una moglie, magari la propria… ne conobbi uno, un mio professore,  morto per natura, che la fece franca, delitto perfetto… è femminicida, a dir che la vittima vulvarica vale di più di un qualsiasi bipede amminchiato; che in questa società cosmopopolata ma che di cosmopolitismo non conosce nemmeno l’ombra, oh Diaghilev oh Ionesco oh Poniatovskj, basta che un esaltato, un fesso o una carogna, riuniti non di rado in santa trinità, ti puntino addosso il dito, a l’è inscì cara el mè Manzoni, e subito dagli all’untore. Prove un accidente ma tutta una carogneria intorno di giornaliste in strascico di bave  e giornalisti che pesano distinguo su  argentei bilancini; e il mondo dello spettacolo è costituito non si creda da carogne spesso assai, scatenate a levar lor diti d’ogni orifizio proprio e altrui per additare appunto il reprobo, a fregargli il posto nell’olimpo e sfilargli magari il portafoglio. Ora conterò la porcheria e concludo. Chi scrive, in tutt’altra situazione fu accusato di avere portato offesa grave e danno a un nuddu ammiscato cu’ nnenti  (un nessuno mescolato a niente) chiamandolo, a tutt’oggi mi pare riconoscimento bastevole a diventare perlomeno deputato, c(omissis)ne; non prude mai abbastanza la prudenza dove ha pungiuto. Chi scrive si trovò a processo… penale eh mica un giorno in pretura con Alberto Sordi… additato da uno scalmanato in toga, osservato tal malabestia da una bionda strega d’accusa pubblica in funzione e giudicato da un Onnignorante in tocco e raffreddore che più e più volte ebbe bisogno della spiega del che caso si trattasse, ché l’una volta e un’altra e un’altra ancora non capì ma alla fine giudicò, oh se giudicò. In sintesi, grazie a dita, strega e ignoranza, per un c(omissis)ne fue condannato a un’infame ammenda e ad iscrizione all’album dei pregiudicati. L’Appello lavò quest’onta e dimezzò la pena. Andare in Cassazione a dimostrare l’inconsistenza, soprattutto della vittima supposta, nel senso di presentazione medicale no, pagare però pagare, sì. Tutto che gira, gira intorno al soldo. Come diceva la mia povera, nel senso di indigente, professora Lupi di greco e di latino in tempi malandati.

About dascola

Pasquale Edgardo Giuseppe D'Ascola, già insegnante al Conservatorio di Milàno della materia teatrale che in sé pare segnali l’impermanente, alla sorda anagrafe lombarda ei fu piccino privato come di stringhe e cravatta dell’apostrofo (e non di rado lo chiamano accento); col tempo di questa privazione egli ha fatto radice e desinenza della propria forzata quanto desiderata eteronimìa; avere troppe origini per adattarsi a una sola è un dato, un vezzo e forse un male, si assomiglia a chi alla fine, più che a Racine a un Déraciné, sradicato; l’aggettivo è dolente ma non abbastanza da impedire il ritrovarsi a Bell’agio proprio tra monti sorgenti dall’acque ed elevate al cielo cime ineguali, là dove non nacque Venere ma Ei fu Manzoni. Macari a motivo di ciò o, per dirla alla Cioran, con la tentazione di esistere, egli scrive; per dirla alla lombarda l’è chel lì.
This entry was posted in Osservazioni and tagged , , , , , , , , , , . Bookmark the permalink.

2 Responses to L’odìssea dello Spacey

  1. Biuso says:

    Adeguata e dolente, caro Pasquale, la tua rabelesiana descrizione della genealogia finanziaria del politicamente corretto e dei suoi effetti inevitabili e perversi Dove la perversione è dei moralisti, come sempre.

    • dascola says:

      Ah rabelesiana è un commento che mi tocca sul vivo. Occorre dunque aggiungere che piccino ebbi in dono, ricordarsi da chi, forse dai miei o forse dal loro amico Pietrino, ebbi in dono dicevo una versione ad usum delphini e in italiano del Gargantua. Oh come mi piacque l’eccesso linguistico – c’è un destino ne’ regali e che risate di schianto, se mi sforzo sento il fracasso delle mie risate di allora. Curioso, ho scaricato da Gutenberg la versione originale tradotta in francese d’oggi con testo a fronte. Ma non ne ho mai intrapreso la lettura. Forse per non compromettere la memoria di quelle risatacce di allora. Molti di noi siamo Madeleines inzuppate. Gnam. DIlettatti con questa, io sono un fan

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s