Coccodrilli gossìpari

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Il coccodrillo già lo sappiamo è un rettile loricato, ossia impermeabile alla vergogna, e gossìparo. E purtroppo Camilleri è morto. Certi personaggi, beato Salinger, quando tali diventano, farebbero bene a essere cauti nel macchiarsi della macchia di essere ricordati dai coglioni, quei che per bontà sono paragonati ai pendulari doppi, e in modo da evitare il plauso all’obitorio e i coccodrilli intesi a valutare l’Homo di cui nulla c’importa più del poeta di cui non si capisce niente, ma così bene da volerlo spiegare. Camilleri non si può spiegare, mica lui solo, e quelli che adesso ne fanno blablaìsmo, che se ne appropriano come gagliardetto ostentativo, manca che dicano, achtung insulto più che constatazione di fallacia umana, che fu sincero democratico l’Andrea,  tra le lodi di intellettuale contro corrente, non direi, se mai siciliano e dunque in mezzo al mare, e sposo fedele, ma chénne sanno, di una moglie di cui anche di idda a noi che ce n’importa, gossìpari malnati. Costoro si asciughino i lacrimali e parlino di qualche premio Cuppiello e/o Strja, in vita, così da dimenticarlo in modo rapido e indolore per la letteratura di futura memoria; poca d’altrone ché il pianeta finirà per far soccombere tutto in un polverone di peccatìglie disseccate e sabbia. Costoro se l’hanno letto, quello vero nella sua lingua inventata, qui sta il bello del geniaccio Camilleri, è impossibile che l’abbiano colto tutto ché il Camilleri fu difficile e dunque letterato, complesso, ancorché accondiscente e furbo nel ripetere un cliché. Lasciatelo in pace, si lodi l’editore per averlo favorito dapprima e poi distrutto con la fabbrica intensiva, adatta alla divulgazione tra Cucciago e Ortisei. Ne godano gli eredi i frutti, i fritti ed i rifritti. Finis.

About dascola

Pasquale Edgardo Giuseppe D'Ascola, già insegnante al Conservatorio di Milàno della materia teatrale che in sé pare segnali l’impermanente, alla sorda anagrafe lombarda ei fu piccino privato come di stringhe e cravatta dell’apostrofo (e non di rado lo chiamano accento); col tempo di questa privazione egli ha fatto radice e desinenza della propria forzata quanto desiderata eteronimìa; avere troppe origini per adattarsi a una sola è un dato, un vezzo e forse un male, si assomiglia a chi alla fine, più che a Racine a un Déraciné, sradicato; l’aggettivo è dolente ma non abbastanza da impedire il ritrovarsi a Bell’agio proprio tra monti sorgenti dall’acque ed elevate al cielo cime ineguali, là dove non nacque Venere ma Ei fu Manzoni. Macari a motivo di ciò o, per dirla alla Cioran, con la tentazione di esistere, egli scrive; per dirla alla lombarda l’è chel lì.
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2 Responses to Coccodrilli gossìpari

  1. Biuso says:

    Quanto di più rispettoso ed esatto su Camilleri si possa dire.

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