Un russo di tutto dispetto

licensed-image

Maxin Osipov

L’opzione di lasciare un paese, inteso patria tradita e/o traditora mi è ben presente. Dovesse l’anno prossimo cambiare in peggio l’attuale governo balengo finchè si vuole ma tuttavia liberal democratico – e retto con qualche abilità e tenuta di nervi da un liberal democratico – per precipitare nel modello ungherese o polonese o turchesco, in sostanza capitalfascista, quella dell’esilio sarebbe l’opzione civile, dovuta alla dea dignità e un certo gusto personale per l’aria fresca, non offuscata dal fumo di incenso più di quello che già è, ma tuttavia etc. etc.
Di sinistra non mi sono sentito che in rare occasioni, libertario fatto in casa ( alla lettera), democratico con prudenza ma convinto dell’ineluttabilità di un sistema e con sentimenti liberali li che soli garantiscono non tanto la pace, che è il meno dei traguardi, ma di essere lasciati in pace e di lasciare possibilmente in pace. Già l’ho scritto. Con una sinistra putinputaniera, come è oggi quanto un tempo di più e peggio no, nessuna compromissione; vediamo che cos’è diventato in Francia l’ircocervo della sinistra sconfitta da sé stessa, con quel Melanchonico che difende non più le classi subalterne o un’idea moderna di diritto al vivere, ma di nuovo le masse, ay il bel mostro mitologico, temerarie nell’ammazzare coniglie e risentite sempre, quindi sempre pronte a credere, qui in Occidente, che l’Europa non meno del Covid è il nemico, che bisogna litigarci, richiamare dalla tomba tutti i lazzaroni nazionalisti: la fa Malnasciòn il sinistro non meno dell’assassino sbandierato Putin. Cerco di spiegami tra Melanchon e la signora Le Pen dove sta la differenza, cioè ecco sì una l’ho scoperta: la seconda non veste male, è meglio della nostra nanerottola pechinese che strilla e balla alle sue adunate oceaniche, in pantajazz chiari, che non snelliscono, e scarpe ginniche che fanno bassezza mezza bruttezza. Del resto la classe non è acqua, anzi oggi sì lo è, ma sporca.

Nel lungo pezzo dal neo esule scrittore russo Maxim Ósipov che vi propongo, delfinetti gentili, se avrete la grazia di leggervelo troverete la frase, In momenti come il presente le persone comuni (ammesso e non concesso che si tratti di persone, n.d.r.), aiuto e fondamento della civilizzazione, si tramutano in una massa di mostri, di esseri maligni, (forse un motivo per dar fede alle persone non-comuni n.d.r.). Qui lascio al lettore paziente di farsi tradurre da Google tutto il resto del non breve articolo sul Paìs di oggi, testata davvero internazionale, dello scrittore e medico Ósipov, come Cechov con alcune lunghezza di differenza, dico io e non vale. Ósipov racconta come e perché ha lasciato la Russia. Facile da capire, perché non gli andava più (e non la manda a dire), come non andò la Germania a Brecht e Mann e l’Italia a Toscanini, uno che invece dei nessuno eccentomila non chiese la tessera del P.N.F. a Mussolini in persona, non richiesto. Fa la differenza lo stare, sostare, permanere, dall’andarsene, dal non aggregarsi. Questo è segno di carattere e di dissenso, nel modo che un letterato può manifestare con orgoglio, mollare tutto e farsi profugo tra i profughi, per quanto privilegiato. Tra un anno o due, qualcuno per favore mi rinfacci questa lettera se mai dovessimo trovarci nelle condizioni di esiliati in patria, che mal ne incolga al titolo.

Ósipov non è tradotto in Italia, sto leggendo una sua raccolta di racconti El grito del ave doméstica (Il grido del passero domestico- Club Editore 2011) nella versione spagnola e qui stanno tutti così occupati a dar fiato a indegni filorussi per occuparsi di uno scrittore; gli indegni e i loro ascoltatori mica si sa se sono del tutto o solo in parte analfabeti: Ósipovperò è un scrittore, ha il polso grave e la pressione dello scrittore, differenza fondamentale tra lui e gli scrivani nazionali: tutti ortopedici, fisici, astrologhi, geriatri, curanderas, professoresse in pensione, talktowels; è uno scrittore simile a Cechov per via del lavoro di medico atto a dargli il pane cui ora Ósipov ha rinunziato per rifugiarsi da Taruza( Neo-Urss) in Spagna. Il motivo è il dissenso tra lui e l’assassino di tutte le Russie. L’assassino resterà, lo scrittore non credo. Ma leggerlo vale. E in tutti i casi, Chapeau. A lui e a tutti i dissidenti, fuggiaschi e fuggitivi. Non si escludano i fuggevoli.
Me lo si rinfacci anche questo tra un anno quando, fossi ancora qui sul ramo del lago di como a dar del fascista a salvini – non fusse che venga preso per complimento – o della cagnetta nera alla Melona.
Magari si continuerà a non rischiare niente e nessuno capirà perché andarsene. Maxim Ósipov in El País di oggi 7 maggio 2022:

https://elpais.com/babelia/2022-05-07/frio-verguenza-y-liberacion-maxim-osipov-escribe-la-cronica-del-viaje-que-ha-truncado-su-vida.html

About dascola

P.E.G.D'Ascola, alla sorda anagrafe lombarda privato dell’apostrofo, è eteronimo o pseudonimo di sé medesimo; tende all'anonimo: avere troppe origini per adattarsi a una sola è un dato, un vezzo e forse un male, si assomiglia alla fine più che a Racine a un Déraciné, sradicato. Ma come Cioran, "con la tentazione di esistere", egli scrive.
This entry was posted in Al-Taqwīm and tagged , , , , , , , . Bookmark the permalink.

5 Responses to Un russo di tutto dispetto

  1. azsumusic says:

    L’indice di sviluppo umano di quei bravi dalle nazioni unite, ho letto. Han fatto la media dei vari indicatori: quanto si campa, se si studia, quanto se magna. Poi han preso la mappa di Colombo, quella aggiornata col GIS, e si son visti dove stanno i conflitti, qua e la. Stanno tutti la dove c’è povertà, con ignoranza e fame a condimento. Ora, poichè le guerre moderne sono state sempre un processo fisiologico da cui alcune civiltà si son evolute (Giappone, ti buttano l’atomica e diventi er Re de Roma), si spera che lo stesso avvenga in quei territori surgelati. O infornati. O meglio, che evolvano pur loro. E’ ora di crescere. Smettetela con le scaramuccie, sciocchini. – Io voglio la baaambola! – Io la macchina, così la investo!…Bah, che mocciosi! Crescessero. Per crescere serve una buona alimentazione, altro che giocattoli. Voto la dieta mediterranea, ritoccata. Lasagne e brioche. Ho detto proprio questo, altro che i fiori della pace di Sanremo. Sanremo è violenta, una volta ci fu una sparatoria. Ho da svelarvi un segreto, qualcosa che ancora nessuno sa: i grandi scienziati, mi han parlato, han detto che il quoziente intellettivo è limitato per genetica e malnutrizione. Che le speranze rimangono speranze, se non le alimenti. Allora, in verità vi dico: se la malnutrizione è causa di limitato sviluppo del cervello, dategli cibo ed acqua, a quella gente. Vero che anche i metalli fanno parte della dieta ma qui non abbiam bisogno di una dieta ferrea. E di gusto son amari, son cattivi, i metalli. Qui, invece, bisogna metter su grasso. Quanto è buono il lardo? E servon più carboidrati che ferro e carbonio, che le bici già ce le hanno. Guardasi alle Grandi Guerre, GG, Good Guy: si davano asini e i cavalli che, al bisogno, servon a lungo raggio, se altri villaggi da depredar non più vi saranno. Insomma, non possiamo farci di una granata un panino, anche se, indubbiamente, dal gusto esplosivo. Nelle guerre moderne non danno più la ciccolata, i biscotti e la mucca in scatola. Nelle guerre odierne si fa neocolonialismo, tanto i cattivi quanto i cattivi. Mentre i buoni se li sono già pappati facendo la spesa all’ S lunga. Nome ambiguo, la S, come la Z, onomatopee di quei sibili che fanno i thermos volanti. Sublimate, per capire. Eppoi, non danno più nemmeno la coca cola, per non lasciar traccia. Se possono, danno l’altra, la Pepsi concorrenza che all’occorrenza da sepsi. La coca versione così da non sentir dolore anche alla fine. Così da esser più produttivi. E fan la guerra pure i civili. – Ciao! – Hey! – Kamikaze Banzaiiiiiii. Boooooooom. TEOU. The End Of Umanity.

    Like

    • dascola says:

      Fischia Azsmusic scatenato

      Liked by 1 person

    • azsumusic says:

      Finale – seconda versione: Eppoi, non danno più nemmeno la coca cola. Se possono, danno l’altra, la Pepsi concorrenza che all’occorrenza da sepsi. La coca che cola (dal naso) così da non sentir dolore fino alla fine. Così da esser più produttivi, nei quantitativi. E fan la guerra pure i civili. – Ciao! – Hey! – Sayonara, baby. Kamikaze Banzaiiiiiii!!!! BOOOOOOOOOMMMMM. TEOU. The End Of Umanity.

      Like

  2. amelchi says:

    lo leggerei volentieri ma è per abbonati…

    Like

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s