In-hoc-signo-rino

È impossibile, è un‘illusione, non si può pensare approdando a, partendo da, usando un sistema di riferimento chiuso, uno schema dialettico finché si vuole, e aderendovi.
Cristianesimo, con i suoi antecedenti e conseguenti, o uno qualsiasi dei sistemi filosofici laici in sostanza non differiscono. Il soggetto, vi incespica, non ragiona si confonde si riduce ad impazzar come in una fucina di Rossini. Se il soggetto non è per scelta o per natura accorto, non coltiva con faticosa determinazione il coraggio del con mis soledades voy/de mis soledades vengo/ porque para andar conmigo/ me bastan mis pensamientos (1), si confonde si riduce ad adottare qualunque preconcetto o pregiudizio, qualunque doxa, pur di mettersi in pace e gioia gioia e pace e ordine tra le tensioni del pensare. Si scinde in corpo e mente. Meglio schizofrenici, finisce per ammettere, che soli senza una bibbia qual sia sia. Finisce invischiato in concettismi per far collimare ciò che penserebbe, se osasse, con ciò che il sistema prevede si pensi. Per non andare distanti il bibbiede in questione si comporta come quei tizi che, in pittura, hanno adottato Raffaello come sistema di riferimento estetico, e almeno non gli è stato imposto, e cercano di trovare Raffaello in Bacon, o non gli piace ma gli piace e lo temono; così Bacon finisce per diventare Raffaello ai loro occhietti; lo chiamano tolleranza ed ecumenismo. C’è gente che trova Mozart in tutto, anche in David Bowie o non riescono, non devono tollerare quest’ultimo, e come sono contenti quando sguazzano e non san più cosa son cosa faccio. Così si trova il cristianesimo in Tolstoj e alla stessa maniera in Cioran o persino in Freud o Nietzsche, il tolemaico nel copernicano. I migliori aspirano a qualche sorso di indipendenza e da prigionieri anelano all’ora d’aria, fingendosi à l’aise a cena con Monsieur de Charlus ma sono dei bas bleus e sotto il pantalone si vede. Il tempo massimo che riescono a sopportare di iperventilazione è un’ora. Dopo è coattivo il richiamo dei loro sette passi per lungo e tre per largo, branda esclusa. Tornano alla cellula delle loro devozioni, possono pregare anche San Friedrich se riescono a trafiggerlo di sufficienti frecce per farlo frollare tanto da digerirlo. Au contraire, come un Maigret che scorra con lo sguardo sulla scena di un crimine e se la dimentichi, ciò che Fritz Nietszch ha illustrato per bene è a lasciarsi scorrere su molteplici oggetti, afferrarli, lasciarli, riprenderli forse, frase dopo frase, frammento per frammento. Nel dopo cristo pochi altri prima di lui, Leopardi per esempio, uscirono più di lui ripuliti dalla placenta non solo religiosa che è il massimo della vinctio e del convicium(2), poi molti. Da ciò per lui l’illuminazione dell’impossibilità di un sistema, o sarebbe caduto anch’egli in un terribile monoteismo, e allora altro che nazismo, tutti gli ismi sono cisti fantasiose sullo stesso ovario. Nietzsche segna la fine dei sistemi e la rinascita del pensare con tutte le conseguenze anche nefaste che comporta; un ritorno alla Grecia antica. All’aria fresca, lucida e parfois dolente del paganesimo. Ha prodotto pensieri Fritz e figli mai uguali a se stessi, nemmeno al fiume di Eraclito. Paradossali disen ‘i alter philister, conflittuali, e alura… Πόλεμος μὲν… Anche l’acqua calda è in conflitto con l’acqua fredda. La monoculòsi invece, come l’herpes, è tanto endemica dans ce monde péniblement idiot et vilain, à sa sale mort dévoué, par ses désirs dévoré, petit bourgeois comme un suicidé galant (3) che la vita quotidiana, che dovrebbe essere filosofia, ne è scossa; fronte al polisèmico, al polittico, le acque si agitano, monta la marea dell’ansia e della violenza fine al se stesso del conservarsi sé per accopparsi altro. Gli ésìmi ismi hanno introdotto il virus del mòno, Mònòstatos. Il cattivo demiurgo. Ed ora che le cose vanno a rotoli, si rincorre per cura la malattia, lo stregone in bianco per guaritore. Trascura il metodo Pasteur ma c’è del metodo pervicace nella fede… la si è inventata dove non disponibile. La si inventa. Il behhpedàme, il budellame standard è convinto di pensare quando crede. Osservare le pur orrende, talvolta, dittature dei Cesari; sono passate e trapassate intatte nella storia senza creare uno straccio di ideologia, di sistema; non esiste il cesarismo, ma Cesari che talvolta sbroccavano in gesti cruenti o erano ab initio tanto sbroccati che dopo un tot provvedevano i centurioni. Nessuno di coloro tuttavia ha mai creato credenze avverse a qualcun altro. Intuirono il pericolo politico della nuova ossessione paolina, procedente da quell’altra belante e bagnata dalla pioggia(4), ma non capirono che la medesima ossessione li avrebbe da politici elevati al rango di martiri. L’antichità non conosce il martire. Erano quel che erano le cesarìe, efferate, blande, inefficienti, marcaurelie, adriane, fasciste mai. Il resto era efficiente amministrazione. Non si maledirà mai abbastanza costantino-in-hoc-signo-rino. Il cristianesimo ha reso possibile e legale la pubblicità.

  1. Lope de Vega(1562-1635) –La Dorotea-1632
  2. vinctio, l’azione del legare insieme-convicium, schiamazzo confusione
  3. traduca ciascuno come meglio crede.
  4. Ho parlato a una capra / Era sola sul prato, era legata / Sazia d’erba, bagnata/dalla pioggia, belava. Umberto Saba (1883-1957)
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About dascola

D'Ascola Pasquale fa l’insegnante in una autorevole istituzione dello Stato ed è un qui pro quo che, privato da un’anagrafe lombarda dell’apostrofo meridionale, di questa privazione ha fatto il suggello della propria forzata quanto desiderata eteronimìa; l’intuizione di questa possibilità si è andata configurando a seguito della scoperta di avere troppe origini per adattarsi a una sola che però, riassunta con termine francese, gli assomiglia, déraciné, sradicato, dolente aggettivo ma non tanto da impedirgli di ritrovarsi infine a suo bell’agio tra "monti sorgenti dall’acque ed elevate al cielo cime ineguali", là, tra i confini che meglio definiscono le possibilità di un carattere al limite; a motivo di ciò o, per dirla alla Cioran, con la tentazione di esistere, egli scrive; ciò è.
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