Candido

Caedite eos! Novit enim Dominus qui sunt eius. Uccideteli tutti, il signore riconoscerà i suoi. Rispose così prima del massacro di Béziers, 21 luglio 1209, Arnaud Amaury abate di Cîteaux a chi gli chiedeva come scremare i cattolici dai càtari. Rispose appunto che era il caso di cremarli tutti. E così si diede inizio ai fuochi di gioia.

Dato e assodato che il Candide di Voltaire rimane il testo guida per capire come gira il motore del mondo fuori da quel poco di garanzie per i vivi che oggi, nel grande cimitero d’Europa, hanno in qualche periclitante modo contribuito ad affermare grosso modo 500 anni di inquisizioni, 1000 di guerre, tutte sommate intendo, qualche rivolta, e un paio di rivoluzioni, leggo con grande interesse i resoconti delle malefatte quotidiane nelle plaghe  che non conosciamo e constato che, a fronte del piccolo artigianato della crudeltà, scomposto ancorché diffuso e credo proprio ininfluente sul bilancio nascite/morti, un contributo essenziale al tentativo di far quadrare questo bilancio a favore delle perdite con profitto è da attribuire ai governi, al potere insomma, comunque si manifesti, là con ghiglia lombrosiana, altrove con il doppiopetto da Eichmann, qui con sorrisi da pinocchie e piangìne gagliardette e inorgoglite.

Negli Stati Uniti non sono sistematici; anarchici individualisti e rozzi per natura si sparano gli amerindi in allegro disordine in patria, anche se la polizia mi pare prevalga per iniziative, deboli di fantasia ma sempre sull’attenti; il diritto di strage lo esercitano, amerendevoli essi, sornioni i russi, misteriosi i cinesi, quasi in esclusiva come contoterzisti ma in proprio e  inzigano tutti, anche l’ex stivaleria savoia a prender l’armi contro un mare di peni esteri. Leggi dovunque. Non cito Israele per i cui misfatti occorrerà istituire una speciale giornata della memoria. Ma non me ne preoccupo certo. Scoppia scoppia, io dico che scoppia si dicono Eduardo e Totò nell’incipit di Napoli Milionaria e come Totò spingo il mio scovolo lungo le rotaie, https://www.youtube.com/watch?v=v7LvoPFHes4. Ciò che rapisce la mia immaginazione è l’uso sistematico, esclusivo, oso l’ossimoro per moto contrario, violento della violenza da parte dei potenti, siano presidenti eletti o usurpatori, sergenti, agenti della pia cia, assassini generici o tiranni dichiarati. Si esercita questo diritto fattuale non metaforico quasi in esclusiva oggi nel grande mattatoio del medio oriente e d’africa. I fatti ci confortano però a constatare il brutale dilettantismo, benché sistemico nei metodi di isis ed osisis, dei feroci assadini, di questo parvenu sissi calzelunghe. Tutti, tuttavia tuttavai, non possano competere con il talento dei grandi loro maggiori, il piccolo padre e lo zietto pittore, entrambi con i baffi; not to mention il grande diabolus dell’antichità, la chiesa di roma. Alle dimentiche e stordite anime afflitte da candida conviene si ricordino le cifre: forse  3.000.000 forse i catari assassinati nei modi più vari e senza l’ausilio dei gas. I forni erano all’aperto e pubblici. Unico neo l’approssimazione che non tenne conto esatto dei morti e il tempo, 1209-1229. * Si ricordi così a caso che alla prima assoluta della battaglia  sulla Marna (5-12 settembre 1914) la somma delle casualties fu di 152.700, alla replica (25 luglio-5 agosto 1918= 10 giorni) la mattanza ordinata da gentili generali di cordata ne produsse 262.750. Totale 415.450. Il punto è che non capisco per quale ragione si continua a condannare la piccola delinquenza domestica, la piccola strage, i bricoleurs, la privativa dell’omicidio, quando mi sembra non sia pericoloso laisser passer. Conviene riascolatarsi Chaplin in Monsieur Verdoux  https://www.youtube.com/watch?v=bpwye2H9tBQ. Soprattuto non mi riesce di capire perché  si insiste a gingillarsi con il non uccidere e dall’altra si autorizzino alla pratica contraria, da sé o con la partecipazione attiva di masse plaudenti di elettori assatanati, degli happy few con niente talenti in campi diversi da quelli di sterminio e della sopraffazione. Non lo so proprio. Soprattutto non riesce a entrarmi in testa che un qualsiasi fannullone in fanfafelùca, entrato in parlamento, in tribunale e assisosi in scagno pistola in pugno, sia considerato e ammirato ipso iure l’unico custode e principe dell’arma fatale. Perché insomma, domani gli capitasse, una coppia di renzi & lucie potrebbe passare dai twitter per twits ai fatti, e farmi ammazzare per aumentare la propria percentuale di consenso al sicuro di sicuro mentre io, che pure sono felino di carattere, cioè sostanzialmente domestico, riservato nei comportamenti, vegetariano e sonnacchioso, mi venisse voglia di sparargli a quelli, ah no, non si può. Attentare è considerato dalla stampa e dalla tivì, più che dalla bibbia manuale di stragismo tra i migliori, un insano gesto se appena appena l’autore è uno sfigato senza ambizioni di potere. Sic stantibus rebus mi domando se il mondo andrebbe meglio o no, quando l’equilibrio tra le volontà di potenza fosse sostenuto con vigore dal diritto alla mitragliatrice e non da supposte bàlanomegalìe. Il terrore come conquista, ma di tutti. E senza piagnistei. È pericoloso naturalmente e scomodo. Si consideri per esempio che se morissimo tutti falcidiati con qualche metodo, noi 67 o quanti milioni di stivaliani siamo, il problema sarebbe lo smaltimento dei cadaveri. L’olimpo storcerebbe il naso per il fetore. Gea è generosa ma quante fosse occorrerebbero e chi le scaverebbe, gli svizzeri forse, non saprei dire; o quante pire contribuirebbero a un’impennata di CO2  se accese, sono  domande cui rispondere non è facile. Credo. https://www.youtube.com/watch?v=uYlDv5hJZWE

Per le cifre e  dettagli sugosi suggerisco alla breve qui:

http://www.uaar.it/ateismo/controinformazione/vittime_della_fede_cristiana/

* cfr. Michel Roquebert- L’épopée cathare – Perrin, 2001.

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About dascola

D'Ascola Pasquale fa l’insegnante in una autorevole istituzione dello Stato ed è un qui pro quo che, privato da un’anagrafe lombarda dell’apostrofo meridionale, di questa privazione ha fatto il suggello della propria forzata quanto desiderata eteronimìa; l’intuizione di questa possibilità si è andata configurando a seguito della scoperta di avere troppe origini per adattarsi a una sola che però, riassunta con termine francese, gli assomiglia, déraciné, sradicato, dolente aggettivo ma non tanto da impedirgli di ritrovarsi infine a suo bell’agio tra "monti sorgenti dall’acque ed elevate al cielo cime ineguali", là, tra i confini che meglio definiscono le possibilità di un carattere al limite; a motivo di ciò o, per dirla alla Cioran, con la tentazione di esistere, egli scrive; ciò è.
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8 Responses to Candido

  1. dascola says:

    Grazie Diego per la chiusa, scusa ma ho riaperto il mac ora dopo 24 ore di impegni scolastici furiosi. P.

  2. dascola says:

    “per la questione del refrain «non uccidere» io penso che è un po’ come il frequente consiglio di non ingrassare, è diffuso perchè in effetti ci sono molti ciccioni… Visto quanti (troppi) siamo”

    Grazie pe questa allegra conclusione ottimista Diego. Creperemo di obesità numerica. Qui i dati come dicono oggi in tempo reale, non si sa per distinguerlo come e da quale tempo irreale.
    Alle 18:17
    popolazione 7.382.364.611
    nati 270.524
    morti 111.320
    MI guardo bene da frignare, ripeto, per guerre, omicidi e amenità crudeli assortite. Anzi sono utili a scremare. Il punto non è questo: il punto, uno dei punti, è che non c’è equilibrio tra la piccola macelleria spiccia dei singoli, persino delle camorre e quella dei governi che è diritto. Infine e lo aggiungo qui a corollario, è vero che siamo pacifici in genere ma pacificamente dediti allo sterminio passivo. Tutelare la vita a tutti i costi nelle rianimazioni, tutelare vite perdute ab inizio per malformazioni o deficienze genetiche gravi, non senti piagnucolare il Vaticano contro gli aborti terapeutici, e lasciare crepare negli slums delle mille calcutte del mondo hmmm. Massacri senza guerra. Non dico che occorrono pentimenti ma serene disanime della catastrofe che ci siamo procurati da noi stessi sì.

    • diegod56 says:

      mi pare che qui tu abbia spiegato ancora meglio il ragionamento che io trovo assai giusto: c’è sproporzione, hai totalmente ragione, fra i «pelosi» richiami alla vita da salvare e le innumerevoli vite «di serie B» che vengono tranquillamente lasciate al loro crudele destino

  3. diegod56 says:

    in effetti è vero, grande Pasquale, lo sterminio in gran copia ha caratterizzato le umane vicende; però io penso che, se guardiamo i numeri, ha pur ragione Desmond Morris nel mai abbastanza riletto «la scimmia nuda», laddove ricorda (non ricordo la pagina esatta e non ho il libro qui nel mio lab) che in fondo 6 miliardi e passa di bipedi umani vivono per lo più abbastanza pacificamente, se guardiamo i numeri, le proporzioni reali (e il testo di Morris è pur considerato un testo che acclara l’umana aggressività); come dire, sì, i potenti hanno fatto e faranno stragi orrende e spesso dimenticate, ma la specie nel suo complesso è relativamente pacifica, visto quanti (troppi) siamo; per la questione del refrain «non uccidere» io penso che è un po’ come il frequente consiglio di non ingrassare, è diffuso perchè in effetti ci sono molti ciccioni

  4. dascola says:

    “Non è difficile, tuttavia, riconoscere che la seconda alternativa, la barbarie, adesso come adesso appare assai più prossima”.

    Grazie per questa replica così felinamente sensata.
    Ribadisco però, da semigatto a gatto, che i bipedi hanno avvelenato troppo della loro presenza il pianeta per dare agio all’ipotesi che si arriverà ai prossimi mille anni…. hm tra mille anni si mangeranno anche i croccantini i sapiens, fatti non so di che, di resti umani forse come in quel film, Soylent green (Richard Fleischer-C.Heston-Edward G. Robinson), che nel 1973 situava nel 2022 la catastrofe ambientale da sovraffolamento e fine delle risorse: per pochi un comunismo di lusso chiuso in fortezze superaccessoriate e sostanzialmente consistente nella condivisione di femmine cadillac e aria condizionata. Per i molti, credo che un comunismo arriverà e sarà di guerra, cioè una forma della barbarie; oppure per affetto di una qualche imponente devastazione, un nuovo Santorini p.es. tale da sbarazzarci in un bouff anche dei cadaveri, la bilancia felini/umani penderà dalla parte dei primi e allora un comunismo di difesa da noi stessi inaugurerà una sorta di età di Pericle. La civiltà è stata possibile finché i senza coda erano, è il caso di dirlo,finchè erano quattro gatti. Nell’impero romano abitavano a dir tanto 150.000 milioni di individui. A dire tanto. Capisci quanti cuscini aveva a disposizione un soriano.

  5. gattomannaro says:

    Che rispondere, amico mio, se non “Filosofo, ragioni”? Il questo momento non ricordo chi fu a stabilire l’alternativa secca sul futuro dell’umanità: “Il comunismo o la barbarie”. Per il comunismo, chissà che non sia ancora morta ogni speranza… vorrei essere ottimista e fare assegnamento sui tempi della storia, che sono assai più lunghi di quelli della vita dell’uomo. Non computiamo forse, all’ingrosso, a mille anni la durata del Medio Evo? Mille anni in cui generazioni e generazioni si susseguirono (subendo e perpetrando massacri, s’intende), senza neppure lontanamente immaginare di stare vivendo in quella che i posteri avrebbero classificato come un’età di mezzo, una specie di limbo della civiltà (che ovviamente non fu). Chissà che fra un altro migliaio di anni un’umanità più felice (e/o più saggia) non guardi anche a noi come figure sbiadite di un’epoca di passaggio? Non è difficile, tuttavia, riconoscere che la seconda alternativa, la barbarie, adesso come adesso appare assai più prossima.

  6. dascola says:

    Che peccato però; per qualche miliardo di fetenti e per colpa di un pugno di malfattori perdere la traccia di Eraclito, de Las Meninas Velasquez, dei sonetti di Rilke, della Traviata e di Bohème e morire sapendo che non ci sarà un dopo. Mi auguro per nessuno, nemmeno per i più paleodotati. Credo che i miei figli, che so, vedono lungo, me ne vorranno. E me ne dispiaccio d’avantage. Ogni giorno mi desto sentendomi il primo degli ultimi. There would have been a time for such a word, To -morrow, and to-morrow and to-morrow, Creeps in this petty face from day to day, to the last syllable of recorded time; And all our yesterdays have lighted fools The way to dusty death. Out out brief candle.
    Grazie Alberto.

  7. Biuso says:

    “Non cito Israele per i cui misfatti occorrerà istituire una speciale giornata della memoria.
    […]
    Il terrore come conquista, ma di tutti. E senza piagnistei”.

    Amico mio, due affermazioni folgoranti, che condivido in toto.
    Credo sempre più che sia arrivato il tempo di farla finita con l’umanità, con questa putrida escrescenza della materia diventata arrogante. La specie sta provvedendo da sola, avvelenandosi la dimora. Tipica stoltezza da coglioni, quali siamo.
    Noi non vedremo la conclusione ma i nostri nipoti sì. E finalmente!

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