È ritornato Maggio, tra poco non c’è più, ma non il cucù

https://www.youtube.com/watch?v=ZWWEHAswpFI

Presto ho preso l’avvio dal giorno, mangiando il mio pane e marmellata sul terrazzo di casa che a me sembra, e con soddisfazione grande della mia immaginazione, se non un giardino, il pènsile di una babilonia pacifica e domestica, respiro delle piante che lo animano e che ammiro e amo, e folto anche di ogni sorta di animalini minimi. Il cucù che abita qui vicino, tra enormi cedri libanesi, si sveglia presto e ha lanciato a lungo il suo richiamo dall’aurora fino alle sette poi ha da fare, altro che cantare, si capisce; durante il giorno si rifarà sentire a suo bell’agio. Si vede fino dove il lago vuole arrivare da quassù, e il grosso sasso plumbeo del periclitante monte San Martino incombe con grazia sulle ultime case della città. Chissà se un giorno vorrà schiantarsi di sotto e mi domando quale mai effetto di contenzione potrebbe esercitare la doppia cortina di immense reti che qualcuno ha voluto piantargli intorno, tutto lungo il perimetro, più credo per confortare gli abitanti che per convincere il monte a insistere nella scalata di se stesso e non a sprofondare. Per non risparmiarmi ho preso visione, si badi senza rinunciare al tè, senza lasciare che le immagini che vi dedico qui di seguito, si impadronissero di quella che molti scambierebbero per sensiblerie e non per sensibilità. Nix, ho stomaco forte e reggo l’urto del reale che mi riguarda anche quando non lo guardo e dunque, non scontiamoci niente, il conoscere comporta un buon grado di fegato e poca coratella.

Molte anime belle si domanderanno come si fa ad essere così infami… mi riferisco al video, difusso da Avaaz, lo si guardi e si intenda ciò che voglio intendere… molti che non capiscono quanto e come e che invece si può; e che si può far di peggio, se peggio esiste, contro l’Altro e gli altri e animali e piante e maschi e femmine, non solo con la spada ma anche con le leggi, che possono essere solo peggiori, con le infamie dei parlamenti prescrittivi, delle banche mondiali. Tutto ciò sta, starebbe se fosse pubblicato, in un liber scriptus, da  me, dal titolo misterioso che non devo riferire e che vorrei tanto vedesse la luce per la buona ragione che avrebbe il pregio di sgombrare la tabula delle già citate anime belle da ogni barlume di illusione sul degenere umano. Tra violentare in trenta, più due, una ragazzina di sedici anni, la notizia è di ieri… non è l’utero a far male ma l’anima, pare abbia dichiarato non so se ai medici o a chi… e spellare un cane con la fiamma ossidrica già v’è poca differenza*. Né trovo sfaglio tra questi atti squisitamente crudeli, De Sade lo capì molto tempo addietro, e buttarsi senza senso in mezzo al mare su un barcone, topi già morti prima di affogare, per raggiungere l’immaginario di un benessere opaco, televisivo, delirante. E annunciato.

Allora occorre rispondersi che si può, si può perché, l’ho scritto di già e con questo post avvaloro una tesi ampiamente suggerita, si può perché l’uomo è devastatore, perché è un delinquente naturale, un tipo lombrosiano, mica fidarsi, nessuno si escluda, nessun dorma. Anche chi scrive, tutti assassini, tutti suicidi e magari fosse più diffusa questa  pratica. Il pazzo isolato non è né pazzo né isolato, anzi in ottima compagnia. Per questo esistevano ed esistono gli eserciti, le religioni e non ultima la scuola… non i carceri che sono metaforico sacco per l’umido di massa, il loculo, la geenna là dove si getta l’inutilizzabile… per incanalare una violenza sportiva verso mete di là dai confini del proprio campo da calci in bocca. L’aspetto deteriore, diseducativo, reazionario e conservatore insieme di queste istituzioni… perché monocole, prepotenti in pectore, avulse da sé da un reale che molto bene i Greci avevano invece così chiaro in mente da aver usato sempre una certa cautela nel permettersi di vivere… molto oltre le loro pietose buone intenzioni… si rifletta sugli eserciti di pace… e ben di là da altre collaterali come gli effetti e i danni, la televisione e la pubblicità, sta nella loro rinuncia programmatica a dare attenzione all’individuo, al soggetto, ancorché assassino, a dargli dei limiti, a calarlo in un reale educativo… non nell’educazione stessa che, massificata, è uno dei moti della prepotenza che si fa difesa quando va per le spicce, non sempre a torto… quando non sia esso in grado di trovarli e con fatica da sé, invece di operare sulle masse, i cui funzionamenti sono stati così bene sezionati da Elias Canetti, di cui in Biuso http://www.biuso.eu/2016/05/24/canetti/ e, come diversamente non poteva essere da Sigmund Freud, Psicologia delle masse e analisi dell’Io. 1921**. Ogni operazione su larga scala si illude di potere confinare l’odio criminale che la creatura ha per il creato, la sua avidità da sè appagata, la sua brama feroce di voler poter potere.

Il cucciolo non sarebbe in grado di intendere ma la madre, nell’atto di sguinzagliarlo forse potrebbe pensare a tenere in bando ma sempre attivo il guinzaglio. Così sul muro delle sale parto di fronte al lettino gestatorio andrebbe scritto, Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate***. E incrociate le dita.

La massa ci appare come una reviviscenza dell’orda primordiale (…) Dobbiamo concludere che la psicologia della massa è la psicologia umana più antica (…) ciò che (…)  abbiamo isolato come psicologia individuale, si è venuto staccando dalla vecchia psicologia collettiva, in un secondo tempo, gradualmente e in un certo senso  in modo tuttora parziale. Sigmund Freud op.cit. pag.95

https://www.youtube.com/watch?v=MOXrajpi0YY&feature=youtu.be

* Gioacchino Rossini – Cesare Sterbini. Il barbiere Di Siviglia. a1/s2

** Bollati Boringhieri, 1975, 2007

*** Dante Alighieri – Commedia – Canto III, 9 .Garzanti, 1987

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About dascola

D'Ascola Pasquale fa l’insegnante in una autorevole istituzione dello Stato ed è un qui pro quo che, privato da un’anagrafe lombarda dell’apostrofo meridionale, di questa privazione ha fatto il suggello della propria forzata quanto desiderata eteronimìa; l’intuizione di questa possibilità si è andata configurando a seguito della scoperta di avere troppe origini per adattarsi a una sola che però, riassunta con termine francese, gli assomiglia, déraciné, sradicato, dolente aggettivo ma non tanto da impedirgli di ritrovarsi infine a suo bell’agio tra "monti sorgenti dall’acque ed elevate al cielo cime ineguali", là, tra i confini che meglio definiscono le possibilità di un carattere al limite; a motivo di ciò o, per dirla alla Cioran, con la tentazione di esistere, egli scrive; ciò è.
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2 Responses to È ritornato Maggio, tra poco non c’è più, ma non il cucù

  1. Biuso says:

    Caro amico, mi piace pensarti come un sovrano dei fiori e degli uccelli, i migliori ‘sudditi’ che ci si possa augurare.
    Auguro invece agli umani -ai delinquenti naturali che popolano il secondo video che hai segnalato- auguro loro ogni danno, una morte lenta, atroce, che li faccia impazzire, non prima però di aver compreso l’orrore che la loro presenza è stata nel mondo.

    • dascola says:

      Caro fratello greco,
      c’è l’Iliade in te e come potremmo farne a meno. Se penso all’orrore di quelle persone l’indice dello sniper che c’è in me scivola dolcemente sul grilletto. Trattengo il respiro e bamm. Come vedi non mi nego all’autonalisi.Quanto è lugubre tutto ciò. C’è da dire però che coloro sono i bruti, forse tra i più adatti al mondo; adatti a indossare una cravatta e dirigere una multinazionale dei fertilizzanti chimici. Questo a me vien fatto di pensarlo quando entrando al supermercato vengo fermato da tre quattro primati al volante che subito devono trovare il parcheggio, lì appena varcato il passo carraio, come non ci fossero tremila posti macchina su tre livelli a disposizione e alcuni nemmeno lontani giusto a trenta metri di distanza, ma costoro no, li immagino bestemmianti, Non c’è posto non c’è posto, e non lo vedono.Con il motto del nostro FN ti auguro ogni bene, Amen e arrivederci

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