Dèmoni

Eros_e_Psiche,_Ercolano-1

Fauno e Baccante, affresco di Ercolano – museo archeologico nazionale di Napoli

Parola di DSM 5 (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders)

La schizofrenia è caratterizzata da psicosi (perdita del contatto con la realtà), allucinazioni (false percezioni), deliri (falsi convincimenti), linguaggio e comportamento disorganizzati, appiattimento dell’affettività (manifestazioni emotive ridotte), deficit cognitivi (compromissione del ragionamento e della capacità di soluzione dei problemi) e malfunzionamento occupazionale e sociale. La causa è sconosciuta, ma vi è una forte evidenza di una componente genetica e ambientale. I sintomi di solito esordiscono nell’adolescenza o nella prima età adulta. Uno o più episodi sintomatici devono persistere ≥ 6 mesi prima che venga posta la diagnosi. Il trattamento consiste in terapia farmacologica, terapia cognitiva e riabilitazione psicosociale. La diagnosi precoce e il trattamento precoce migliorano il funzionamento a lungo termine – https://www.msdmanuals.com/it-it

Se andrà a leggere  il breve collegamento proposto qui sotto, il lettore vedrà con quanta sfacciata disinvoltura la classe degli occupatori del paese blatera di cultura;  grasso percolante se hanno letto e capito le istruzioni della loro lavatrice e c’è in proposito una lieta novella del Mark Twain, uh il titolo il titolo, che in sintesi racconta come l’idraulico, l’avvocato, il droghiere, il generale incapaci finiscano senatori a Washington; opinione di un grande. Dunque, non solo coloro parlano di cultura ma della Nostra; come se la mia, modesta lo so, fosse tale tuttavia da sentirsi a suo agio allo stesso tavolo con la loro; e come se quest’ultima, è quella delle istruzioni per la lavatrice, fosse quella di tutti; pretesa che, statistiche alla mano, pare non deviare purtroppo e tuttavia dalla realtà. Ciò detto ecco le sconce pirlate architettate da lor signori; da leggere prima o dopo, ma meglio prima per poi, alla fine, lavarsi la testa col professore Biuso che ha scatenato questo messaggio.  Cliccando cliccando si può vedere in foto il campionario di bipedi del Consiglio regionale del Piemonte che ha approvato una mozione, con primo firmatario Andrea Cane (Lega), per imporre il crocifisso nell’aula istituzionale: è stata approvata con 27 voti a favore e 8 contrari.

Orsù precisiamo che chi scrive ha qui sul banco di lavoro una copia avita, 1979, dei due biblia vecchi e nuovi a cura della società biblica britannica e forestiera, roba protestante. Letti tutti, saltando le insopportabili parti compilatorie, compresi i vangeli che Pasolini riteneva grande opera letteraria e intellettuale. Voilà, a me m’è sempre parso che certi intellettuali, come Pasolini appunto, si spruzzassero ogni mattina d’eau d’église ché, per ritenere tutto il malloppo valevole di qualunque giudizio letterario occorre o faccia tosta o una grande fede nella propria capacità di barare alle carte, o una sinfisi caudale mai decaduta e penzoloni nell’acquasanta; contaminante da cui pochi si sono affrancati, esclusi i non appartenenti o meglio i Nonsono, (Οὖτις ἐμοὶ γ᾿ ὄνομα. Odissea IX, 366) come chi scrive, o certi ebrei, Spinoza per esempio. In sintesi per riuscire a trovare nei Biblia anche poco della potestas di Shakespeare, vuol dire essere disponibili da quel momento a ritenere meraviglioso l’orario ferroviario su su fino a opere come Va dove ti porta il cuore con i suoi sequitur, dalla triestina con l’osso, alla napoletana col manico. Per non dar adito, forse solo i primi capitoli, del Genesi, si leggono come letteratura epica. Poi tutto un gran siamo il popolo eletto, dio ci ammazza i faronici e se abbattiamo le mura di Gerico adesso… poi verrà il momento di tirarle su a Gerusalemme, e l’ostia che li brusi a tuti ‘sti arabici ciò.

Capisco benissimo che la disperazione di chi non rinuncia a sperare, il buco interiore con tutti gli spifferi esiziali che vi svolano, il bisogno e la tensione ad adeguarsi per credersi eguali e tutti insieme appassionatamente e a cuccia, il risentimento, e il sentimento di un nemico alle porte del nulla, procurano la tentazione di credere in qualunque cosa, meglio se assoluto, indiscutibile e feroce che dia al soggetto la percezione anche vaga di esserci, nella sua cuccia in giardino con la catena al collo, bau bau are arf. Capisco benissimo che si dura fatica a essere Nonsono, ci vuole vocazione, natura e determinazione; a ben guardare basta uscire per far la spesa al supermercato per osservare che il mondo dei creduli, per limitarci a quello bianco, occidentale, ultraliberista e borghese, della specie, accezione o qualità già presa in esame qualche tempo fa, si divide un due macrogruppi, la maggioranza  di quelli  che vogliono trovare subito il parcheggio al primo piano, se possibile in assoluta prossimità degli ingressi, benché siano più di uno, tre, quattro e oltre a volte, e niente, l’auto qui e subito va depositata; ci si blocca in attesa del posto promesso da chi sta già sistemando la spesa nel furgone – il tipo di vettura oggi preferito da chi ha due bambini come carico – indifferenti al fatto che si formino colonne e intoppi di preciso come in qualunque arteria stradale che, si badi mai da sé s’intoppa; c’è un destino che guida l’automobilista nell’imbuto, a farsi attrarre per sempre dal buco nero dell’ingorgo, nella sua voluttà nervosa. Alla seconda categoria, ripeto è osservazione questa, appartengono coloro, pochissimi che pazientano un poco, passano oltre l’altrui  marasma, scendono o salgono, dal primo al secondo piano del parcheggio e se c’è al terzo, indifferenti al dove siano gli ingressi ai reparti di vendita, alla pioggia se i parcheggi sono scoperti; sono spinti costoro dall’intelligenza che di sicuro un posto si trova; eh sì quasi sempre un piano di parcheggio è del tutto vuoto e solitario; così igualmente se una strada è intasata tale novero di persone adopera l’intuito e la carta geografica per tirarsi fuori dagli impicci e dal consumo sconsiderato di carburante, e via campagna campagna o stradetta stradetta. 

Ciance in bando ecco un esame di realtà del mondo: cristiani circa 2,2 miliardi (fonte Il sole 24 ore) mussulmani circa 1,6 miliardi, e a ruota altri, alcune entità con cifre risibili sul piano percentuale. Questo dato a chi come me non appartiene, a chi è non èΟὖτις ἐμοὶ γ᾿ ὄνομα… racconta che vive in un manicomio globalizzato; per sopportare la vita nel quale, minimo dovrebbe avere in concessione una pistola, una pistolina nella tasca destra del camice da neuropsichiatra, reparto agitati. Mi vien da ridere perché siccome sono appassionato visore di serie, fox, sky netfix, ce n’è una Britannia che mi appassiona. I romani sono lì a prendersi la Britannia per prudenza, si sa mai cosa hanno in mente quei turlurù pitturati di nero che si lascino ingabolare da druidi folli. E il romano generale Aulo, guarda col sopracciglio questi svitati assetati di sangue e ignoranti della vasca da bagno, che si scannano e bruciano a vicenda in nome di dèi feroci non meno di quello appeso in Galilea. Lo dice Aulo, I Profeti sono la specie più pericolosa di maghi. 

Per la delizia dei lettori accorti, li invito adesso a una pausa tè/caffè coi biscottini di un libro importante, secondo me di un gigantesco Pensatore, di un epidemiologo dell’umano, inteso come peste, cioè di Cioran. Tra le mie righe è apparso tante volte in veste di convitato di pietra, cioè di fato. Così in quella raccolta di pensieri dal titolo, Précis de décomposition, Compendio di decomposizione, a pag 9 del volume edito da Gallimard-Tel , egli scrive Généalogie du fanatismo

I’ll join with black despair against my soul,

And to myself become an enemy (W. Shakespeare, Richard the III, 1°/2a)

En elle même toute idée est neutre, ou devrait l’être; mais l’homme l’anime, y projette ses flammes et ses démences, impure, transformée en croyance, elle s’insère dans le temps, prends figure d’événement: le passage de la logique à l’épilepsie est consommé…Ainsi naissent les idéologies, les doctrines et les farces sanglantes.

Idolâtres par instinct, nous convertissons en inconditionné les objects de nos songes et de nos intérêts.

L’histoire n’est qu’un défilé de faux Absolus, une successions de temples élevés à des prétextes,  un avilissement de l’esprit devant l’Improbable. Lors même qu’il s’eloigne de la religion , l’homme y demeure assujetti; s’épuisant à forger des simulacres de dieux, il  les adopte ensuite fiévreusement: son besoin de fiction, de mythologie triomphe de l’évidence et du ridicule. Sa puissance d’adorer est responsable des tous ses crimes: celui qui aime indûment un dieu, contraint les autres à l’aimer, en attendant de les exterminer s’ils se refusent…

… In sé un’idea qualsiasi è neutra, o dovrebbe esserlo; ma l’uomo, vi proietta le sue fiamme e le sue demenze, impura, trasformata in credo, essa s’innesta nel tempo, prende aspetto d’avvenimento: il passaggio della logica a l’epilessia è consumato ( o dalla logica a l’epilessia). È così che nascono le ideologie le dottrine e le farse di sangue. Idolatri di natura, convertiamo in incondizionato gli oggetti (i soggetti) dei nostri sogni e dei nostri interessi. La storia non è altro che un défilé di falsi Assoluti, una successione di templi eretti a dei pretesti, un avvilimento dello spirito fronte all’Improbabile. Anche quando si allontani dalla religione,  l’uomo vi rimane assoggettato ; sfinendosi(sfibrandosi) nel forgiare simulacri di dei, li adotta febbrilmente: il suo bisogno di inganno, di mitologia, trionfa sull’evidenza e sul ridicolo. La sua capacità di adorare, è la responsabile di tutti i suoi crimini: colui che si pone in debito d’amore con un dio, (alla lettera, che ma indebitamente un dio) costringe altri ad amarlo, in attesa di sterminarli se si rifiutano… 

Bon, pausa finita. 

Non sono buono né cattivo teologo, provo un fastidio che non nascondo troppo per le religioni, questa o quella per me pari sono tra quant’altre d’intorno mi vedo; ma taccio a tu per tu per evitare discussioni di cui non ho punta voglia, stante che sarebbero spuntate, la fede  è stilo che mai perde il suo filo; mi è capitato di trovarmi di fronte a uomini o donne, lucidi fino a un certo punto, oltre degli schizofrenici, frenare il delirio dei quali è impossibile. Aneddoto; ricordo molto bene una mia allieva che non partecipava con metodo alle esercitazioni di respirazione in classe; un bel giorno mi chiese un colloquio, cosa che volentieri le accordai. Con calma sospetta – quando ti parlano con ponderazione affettata controllare il caricatore, levare la sicura e armare il cane – mi chiese se gli esercizi di respirazione erano buddisti; sciocca che dici le risposi, non lo so, ma in genere sì molta della pratica di riscaldamento del respiro viene dall’India o dalla Cina, quindi sì può dirsi buddista o confuciana o yoga o quel che ti pare; allora scattò in tutta evidenza la molla della psicosi – il passaggio dalla logica all’epilessia – Sa, mi disse in un marasma impressionante, Io sono evangelica e credo molto, lei è bravo ma la mia religione non mi permette di fare quegli esercizi. (La follia ci coglie spesso impreparati, benché sia noto a noi che sappiamo che aleggia nei corridoi dei conservatori dove il delirio è materia curriculare, tanto che quest’anno in quello di Milano, la direzione ha pensato bene anche di formalizzare l’uso della messa natalizia. Fortuna vuole che io ne sia in pensione) Provai a scherzare, e a dire, che nessuno si sarebbe accorto lassù che/se faceva esercizi di respirazione, che non l’avrebbero marchiata in fronte, né spedita in Australia; le ricordai il secolo in cui viveva… niente, nello sforzo della propria possessione mancò poco che mi svenisse lì, ruttando bava e rospi verdi, nel corridoio del secondo piano. Dovetti mandarla a prendersi qualcosa al bar e la rassicurai, niente buddismo. La ragazza, coreana, comunicava tuttavia attraverso Facebook e quello che ho raccontato  mi pare possa compendiare le parole di Cioran con l’osservazione molto terra-terra, che a motivo di questo inarrestabile bisogno di sciocchezza dei popoli, Facebook è la chiesa di oggi. O, più di preciso, il suo braccio secolare. Ho molta compassione per chi crede che è all’un tempo, dentro e fuori di sé, e quel fuori adora. Può guidare, andare alla posta, prenotare un viaggio a Città del capo, e pochi istanti dopo chiudersi in una chiesa e buttarsi a terra di fronte a un morto simulato, o quello che è; ripeto poco importa dove e come ti prostri. Di mia madre il fratello balengo si prostrava davanti alla sua baionetta, quella con cui sgozzò ed evirò parecchi repubblicani nella guerra di Spagna; poi negli anni settanta si sbucciò le ginocchia per andare a Roma a farsi perdonare. Per fortuna è morto e io non l’ho conosciuto, né lui, né sua moglie, né sua figlia, né suo nipote. Baffo nero per terra.

Ricordo una pubblicità che costellava le pagine dei quotidiani nella mia infanzia, Poveretto come soffre, non ha mai usato il callifugo Ciccarelli.

Per concludere ecco in lettura l’articolo promesso del professor Biuso, articolo che chiude il cerchio del pensiero con una saldatura, a mio modo di vedere tale da reggere a lungo e intensamente

https://www.biuso.eu/2019/12/13/gli-astri-gli-dei/

Poscritto rescritto

Tutto questo sopra scritto non ha né mai potrebbe avere l’intenzione o la possibilità di cambiare il mondo che, a mio modo di vedere avrebbe bisogno di più di un elettrochoc, ché per ora funziona a droghe. Il numero vince sempre e precipiterà  secondo me la vita nello sfacelo e nella catastrofe. Ricordo un visita lontanissima nel tempo a un amico di familia ricoverato al reparto psichiatrico di Niguarda ( Milano, 20162); in cima alle scale del reparto, primo piano, seduta a fumare su una miserabile panchina del pianerottolo, al vedermi, una donna dall’aria esplosa mi mise in guardia, Non ti avvicinare a me o ti brucio, sono il sole. Mi mancò il verso e il cuore di ribattere, Nessun problema io sono l’acqua.

About dascola

Pasquale Edgardo Giuseppe D'Ascola, già insegnante al Conservatorio di Milàno della materia teatrale che in sé pare segnali l’impermanente, alla sorda anagrafe lombarda ei fu piccino privato come di stringhe e cravatta dell’apostrofo (e non di rado lo chiamano accento); col tempo di questa privazione egli ha fatto radice e desinenza della propria forzata quanto desiderata eteronimìa; avere troppe origini per adattarsi a una sola è un dato, un vezzo e forse un male, si assomiglia a chi alla fine, più che a Racine a un Déraciné, sradicato; l’aggettivo è dolente ma non abbastanza da impedire il ritrovarsi a Bell’agio proprio tra monti sorgenti dall’acque ed elevate al cielo cime ineguali, là dove non nacque Venere ma Ei fu Manzoni. Macari a motivo di ciò o, per dirla alla Cioran, con la tentazione di esistere, egli scrive; per dirla alla lombarda l’è chel lì.
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9 Responses to Dèmoni

  1. Biuso says:

    Caro Pasquale, quando la millenaria ubriacatura dei monoteismi si sarà esaurita, la naturale molteplicità del mondo tornerà a essere evidente anche alle menti meno pronte. E parole come le tue sembreranno ovvie. Ti ringrazio per aver ricordato le mia recente breve riflessione su cristianesimo e filosofia. Chi preferisce leggere il testo senza passare dal sito del manifesto, può trovare qui il pdf dell’articolo: https://www.biuso.eu/2019/12/13/gli-astri-gli-dei/

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  2. Celia says:

    Capisco benissimo che la disperazione di chi non rinuncia a sperare:
    può darsi, ma se comprendi solo quella, non hai compreso nulla.

    Certo, questo post dove condensi concetti altrove solo accennati ma già evidenti al lettore mi fa schifo (non è grettezza incontrollata la mia, è rara pulizia del dire che trova il termine l’unico davvero adeguato), e tuttavia sapendolo ti seguo perché non sei solo questo.
    Lungi da me definirti un bocciòlo di rosa nascosto sotto mentite spoglie: non credo, sotto questo profilo somigli più ad un cane con la rogna, malattia che non scorgo invece nelle poche parole del Cane leghista.
    Ad ogni modo: toccherà pregare per te, perché mi incombe, per il resto come tu non ti provi a convincere nessuno neppure io son così fessa da provare a convertire te. Si fa quel che si può. E poi si riprende a tacere.
    A rileggerti, in giornate più solari di questa.

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    • dascola says:

      Cane con la rogna, preferirei gatto. È curioso Celia, appartieni in apparenza ai i 2,2 milardi che dominano il mondo, e perdi tempo a definire me cane con la rogna, a confermare cioè ciò che dice Cioran. Io faccio letteratura con occhio filosofico, di strada come tutta la filosofia, tu ti imbufalsici, in tutta evidenza, e insulti, ma è il cane che mi fastidia. Ma poichè Nonsono ovvero sia sono un uomo libero, qualità che forse ti manca, ecco che il dissenso e l’insulto vanno pur bene. Abbassano un po’ il tono del dibattito ma fa lo stesso. Io non ti cancello, se mai considera di non seguirmi più; lo dico nell’interesse del tuo sistema nervoso. Amen.

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      • Celia says:

        E gatto sia.
        Cristiani che dominano il mondo… io che confermerei, chissà come e quali, le parole di Cioran… e che mi “imbufalisco”. Insulto e sono, sarei, una persona non libera. Niente di più falso e di più affascinante al contempo: un bel film di fantascienza, un blockbuster.
        Curioso, pensavo fossi tu quello che sa scrivere (e leggere) con disinvoltura.
        O forse dovrei dire addirittura che sa “indagare l’umano”? In teoria la filosofia è anche questo.
        Eppure no.
        Chiaro, non mi aspettavo una risposta di tale tenore (e avrei davvero potuto imbufalirmi, dacché gli insulti se mai vi sono stanno nel post). Me ne stupisco di te, ma poi rammento che questo cancro nascosto, in apparenza mera escrescenza benigna, l’avete in tanti.
        Pazienza.
        Benigna non era.

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  3. Paolo Prato says:

    Si continui pure a lasciar fare alla Grande Omessa, la paura della morte, così che ci prenda per mano e ci conduca lietamente alla paura della vita, all’abbraccio pitonesco de La Religione, una qualunque. Però Maiuscola perché è La Nostra. E magari si pretende laica. Certa contemplazione auto-ombelicale pro-levitativa trova nella stanza da bagno, leggasi cesso, ambiente tanto ideale quanto sublime. Se post-arieggiabile. Addio.

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    • dascola says:

      Più che dire che mi sto scompisciando non riesco. La grande Omessa è dfinizione da rubare. Ma te la lascio Paolin Diabolicus, doctot mirabilis. Grazie assaie. Psq.

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  4. lauracatrani says:

    meraviglioso

    L

    >

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    • dascola says:

      Oh là Laureta ( portoghese) un’altra visita e un altro successo. Sono proprio contento perchè so che sai leggere. Ti abbraccio ringraziandoti o ringraziandoti ti abbraccio, vedi come dare priorità a questo o a quello, a tuo gusto. Pq

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