Considerazioni inattuali – Da un castello all’altro

acrobata

Desideria Guicciardini – L’Acrobata – ill.ne per Il Circo delle fanciulle di P.D’Ascola
È proprio vero che nel linguaggio il sole sorge ancora – Ernst Jünger – Oltre la linea

In seguito alla lettura di Da un castello all’altro. L.F.Céline – Einaudi

Ovvio, occorre dirlo, che Cèline fu un maledetto genio o un genio maledetto o più in succinto un maledetto, ancora più o meno che genio, non poté esserci che come fu, Inadatto; e pure adattato del tutto, plasmato dai tempi e dai costumi, in breve dal tempo di sempre, una variante dell’eternità detta impermanenza, l’autore che sancì l’impossibilità di essere letti. Scrivere per scrivere,  evìnto che per scrivere ed essere letto non potresti che forgiarti un’altra figurina, un golem o un leviatano, o puro e semplice nom-de-plume che scriva per fanciulle. Il pubblico, senza distinzioni, è stato tutto forgiato ed è costituito oggi da fanciulle o non sarebbe pubblico. Bensì privato. Céline ebbe un subito successo e subito dopo dalla catastrofe fu scelto, e la scelse fino alla bassura. Uno stile di provvidenza bizzarra, ma stile, assoluto.

La sua noce senza voluttà senza desiderio, si vota all’estinzione nel linguaggio. Solo sparire in una bruma. Fu santo al cui confronto gli altri sono piccole pippe. Risulterebbe sottrattivo ridirlo fascista, non  insultante. Io non credo però fascista, ché fascista è un adeguarsi al potere per il potere, bada lì. È l’estremismo del piccolo borghese, e il quietismo della borghesia bella e buona, oh Pasolini. Céline mai. Non mi risulta. Volle vedere fino a che punto, non sottrarsi, gioco pericoloso, ovvio che  ti inquadrino in un mirino, uno qualunque, altrimenti non si dà. Del resto lo hanno detto anche a me, per molto meno, fascista anzi nazista, compagno che sbaglia, ma mi non son compagno a nisùna. Lo dissero a mio padre per molto di più, dopo la guerra, perseguitato dal fascismo fin dai tredici anni, due condanne a morte, fughe, inseguimenti, spina dorsale rovinata saltando dalle finestre,  ufficiale GAP, collegamento con l’OSS – che non era una sezione delle SS – eroe della Resistenza eppure, Compagno che sbaglia, trotzkista, fascista. Aveva un taccuino sul comodino, da vedere i successi dell’eroe della Resistenza, casa popolare per tutta la vita, voleva scrivere, aveva da dire, tacque, e se ne andò. C’è un disegno nella propria morte. Metodo. Il sistema, qualunque sistema, costituendosi proclama i suoi avversari, definisce le minacce che desidera evocare di là dalla sua linea di tolleranza del vero, tutto carino o tutto fascista. O Non-ti-capisco, ateo, difficile, artista, reietti. Ogni epoca che si costituisca sistema ne fabbrica. Volere o volare. Ogni sistema, ogni (S)tato dunque è Leviatano, volere o volare. Non so quanti ve ne accorgete, oh incliti duecentocinuantatre lettori, – mica conto sedici milioni di torridi clictoridi – che il Leviatano è furba bestia, adattativa, ha cambiato modi, oggi sono moìne. Oh, è una macchina infernale, pubblicità, marketing, giornalismo, persino libere elezioni sono, Das Zeichen einer Welt, die nicht klar sieht – Gottfried Benn, Poesie statiche segno di un mondo che non ci vede bene. Il nichilismo oggi ha assunto il volto del proprio contrario per incantare – badate ben i 253 che significa pietrificare – l’europeo medio. E questo farlo medio è il segno del suo nichilismo. L’arte infatti è scomparsa. Mica credere, tutto è altro, è anestesia. Letteratura, puah, si tratta di portare buone novelle mica di scrivere. Essere letti è impossibile, come fai a farti leggere. Dovrebbero saperlo fare. Ma, dice Cèline, nessuno legge, saltano, dice, mirano alle conclusioni. E allora. Lettura è stare sul pezzo, sul metodo della parola, letteratura. Mica clic e déclic e salam-a-like. Scritture creative. Dunque tacere. Cèline lo dice, alla fine stare zitti. Il silenzio è una grande tentazione. Ma è roba da Santa Teresa. Santa Tersa. Angeli.

Cèline è angelo, lettura da artisti, reietti, il resto è, Carla disse qualcosa, Gianni si voltò, il suo golfino verde di angora aveva il profumo della sua pelle, glielo levò. Poi capezzoli, fighe, condivisioni, sentimenti di rigorosa bontà, in corpo cattolico… Tartuferie. Conigli, canaglie, coglionerie, vigliacchi. Ci vuole coraggio, ma un sacco per accettare non la morte a credito, ma a rate. Arrancare tra mille frecce e ostacoli, di sistema mica da ridere, pensioni che non arrivano a farti mangiare, recriminazioni per darti una lezione, bandirti, ucciderti. Oppure vivere. Consumarsi, Esplodere, barnum stellare. E danzare. Come i sufi. Per poi cadere.

Dopotutto, dopotutto.

IMG_0577

Pablo Picasso – Portrait de famille II – Lugano MASI

 

a. triestino per, non sono uguale a nessuno

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About dascola

D'Ascola Pasquale fa l’insegnante in una autorevole istituzione dello Stato ed è un qui pro quo che, privato da un’anagrafe lombarda dell’apostrofo meridionale, di questa privazione ha fatto il suggello della propria forzata quanto desiderata eteronimìa; l’intuizione di questa possibilità si è andata configurando a seguito della scoperta di avere troppe origini per adattarsi a una sola che però, riassunta con termine francese, gli assomiglia, déraciné, sradicato, dolente aggettivo ma non tanto da impedirgli di ritrovarsi infine a suo bell’agio tra "monti sorgenti dall’acque ed elevate al cielo cime ineguali", là, tra i confini che meglio definiscono le possibilità di un carattere al limite; a motivo di ciò o, per dirla alla Cioran, con la tentazione di esistere, egli scrive; ciò è.
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4 Responses to Considerazioni inattuali – Da un castello all’altro

  1. Biuso says:

    Il sole sorge ancora e sempre sorgerà sino a quando uno scrittore comprende in questo modo un altro scrittore, sino alle profondità della schiuma umana, dentro al sabba quotidiano del dolore e del coraggio, nella scrittura ditirambica e sincopata, dolente e gloriosa. È una delle pagine più belle e più reali che abbia letto su Céline, su questo genio che benedice le nostre vite, che ci dona la danza dello stile. Come te, Pasquale, come te.

    • dascola says:

      Grazie commovente Alberto, sì c’è qualche somiglianza tra me e lui, infatti entrambi amiamo gli animali, i gatti. Le creature. Grazie ancora Alberto.

  2. engleberth@libero.it says:

    Caro pasquale è bellissimo qs pezzo su Celine la tua lucidità ma chi se ne frega se ti leggono o no esistono cuori che battono in sintonia e qs tam tam segreto non potrà mai essere controllato!  Vivi e gioisci in secreto pia

    • dascola says:

      Grazie Pia, ogni volta riesci a commuovermi, l’età o la capacità di toccare la corda che si sa accordata. Da tanto tempo rifletto sul tema e sì chi se ne frega e tam-tam segreto. Un carissimo carissimo abbraccio. Mi hai toccato. ‘azz. Pqs.

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