Scrivere, e scriveremo?

5ee93cc53ecf525917e9035bd1fe303a

Quint Buchholz (1957) – Man, Reading (III),

FILETTO alle 14.29.30

About dascola

P.E.G. D’Ascola ha insegnato per 35 anni recitazione al Conservatorio di Milano. Ha scritto e adattato moltissimi lavori per la scena e per la radio e opere con musica allestite al Conservatorio di Milano: "Le rovine di Violetta", "Idillio d’amore tra pastori", riscrittura di "Beggar’s opera"di John Gay, "Auto sacramental" e "Il Circo delle fanciulle". Sue due raccolte di racconti, "Bambino Arturo e il suo vofabulario immaginario"" e "I 25 racconti della signorina Conti", i romanzi "Cecchelin e Cyrano" e "Assedio ed Esilio", tradotto questo anche in spagnolo da "Orizzonte atlantico". Nella rivista "Gli amanti dei libri" occupa da molti anni lo spazio quindicinale di racconti essenziali, "L’ElzeMìro".
This entry was posted in Al-Taqwīm and tagged , , , , , , , , , . Bookmark the permalink.

2 Responses to Scrivere, e scriveremo?

  1. Biuso says:

    Scrivere per dire a se stessi non sé ma il mondo. E allora la scrittura diventa semplicemente necessaria, come il respiro. È questo che in te vedo, Pasquale.

    Like

    • dascola says:

      Caro amico ti ringrazio e ti dico, mi viene in mente il nostro FN, quello che abbiamo immaginato a Sils, avventurarsi, lui sventurato, nell’intrico di passi e ripassi tra acque, laghi e sassi; dubito che avesse a disposizione Wanderkarten di un qualche istituto geografico; la possibile e forse unica guida erano per certo le indicazioni del pastore, anche inteso d’anime, del contadino, del maestro elementare o del medico condotto… links am Ecke gibt es eine Riesenstein Herr Doktor… e poi si sa, chiunque abbia scrutato i segni lasciati da generazioni di valligiani invece che i tracciati autostradali dei club alpini, conosce gli intrichi, le giravolte umane e caprine dei sentieri; spesso condurrebbero alla morte, a non fare attenzione, vanno interpretati e oggidì lasciati con prudenza in pace. Condannarsi alle indicazioni topografiche. Perchè ti ho risposto così non saprei dire… ma ho ritenuto indispensabile appunto lasciarti queste parole. A qualcuno apparterranno. Con indeterminabile gratitudine.

      Like

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s