18 Agosto 2021

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Su cui di cui non si può parlare occorre tacere, scrisse Ludwig Wittgenstein nel suo Tractatus logico-philosophicus( 7, pag 82. Einaudi), trattato scritto pare in trincea durante la prima guerra mondiale. Trattato che è una sorta di Talmud. Roba da muro del pianto. Benché abbia provato, non ci ho mai capito nulla o molto poco, tranne qualche detto senza contraddetto, tipo, La morte non non è evento della vita, la morte non si vive ( 6. 4311/80 ibidem) Ho l’acume infatti più che l’intelligenza di un gatto; e la zampetta: afferro ciò che capisco al volo; ovvero che mi passa come lampo o nube per la testa e se va. Sono incapace di sofia ed ecco perché non me la filo. E poi anche a capirlo ‘stu Wittgenstein, citarlo sembrerebbe sfoggio di erudizione… ma non è così. La frase è solo pertinente con questo blog che non sa che cosa dire visto che dire comporta quasi sempre un non sapere. Come dicono a Roma infatti, se si sa, Mmacche tte lo dico a ffa’.

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L’ElzeMìro di Martedì 20 Luglio

Favolette Brechtiane 12 – Supella LongipalpaSupella_longipalpa_cdc

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in  www.gliamantideilibri.it a cura di Barbara Bottazzi
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Ennio Flaiano

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Julio Larraz (1944) Conceptual 2020

Ennio Flaiano da Diario degli errori (1950-1972) – Adelphi 2002

L’italiano è mosso da un bisogno sfrenato di ingiustizia. pg 138
Ci sono molti modi di arrivare, il migliore è non partire. pg 139
La lingua italiana non è adatta alla protesta alla rivolta alla discussione dei valori e delle responsabilità, è una lingua buona a fare le domande in carta da bollo, ricordi d’infanzia, inchieste sul sesso degli angeli ( e degli altri, n.d.r.) e buona, questo sì, per leccare. Lecca, lecca, buona lingua italiana infaticabile fa’ il tuo per il partito e per i buoni sentimenti, ma lascia la rivolta e la protesta al massimo…pg 127
L’Italiano è una lingua parlata dai doppiatori . pg 140
Macchiaveli. Il Principe, libro satirico. Non dà consigli al Principe ma enuncia ciò che ogni Principe farà trovandosi a governare un’Italia. pg. 142

Il quotidiano spagnolo El Pais: Quentin Tarantino torna alla carta stampata con un racconto dal suo film C’era una volta Hollywood. Anteprima dell’incipit.

Il quotidiano inglese The Guardian: Haiti, la bolla di calore in America, i Covid naturalmente

Notiziario Ansa: Wimbledon, Raffaella Carrà, il papa sfebbrato.

La redazione de Ilmiolibro: Abbiamo intervistato Guido Paolo De Felice, poeta del web, autore self publisher di raccolte di poesie. Il suo verso libero, che scardina i dogmi della tradizione e si accompagna alla freschezza di illustrazioni ad hoc, ha conquistato il cuore di migliaia di lettori e ci racconta un modo tutto nuovo di parlare in versi
De Felice (nessuna parentela si immagina) : Dicono che “la poesia non vende”, che sia un genere ormai di nicchia, per pochi aficionados, puristi della tradizione e cultori della terzina dantesca. La mia poesia, visiva e social, così è cambiato il modo di leggere (e scrivere) in versi.

Il quotidiano italiano Il Fatto Quotidiano: il signor Cecchi Paone è maestro di 3° grado della Massoneria. L’avv.Conte e il sig.Grillo… Tale Alice Rohrwacher ( vince un premio a Trieste- forse come velista? n.d.r.) : Io cineasta ma totalmente ignorante del cinema. Il mio primo film? Senti chi parla

Il quotidiano il Post angolo sponsorizzato delle Cultura: Come esordire con un romanzo. La parola agli ex allievi della Scuola annuale di scrittura di Belleville. Da dove arrivano le idee?…

Un modismo francese modificato di poco suggerisce la risposta agli allievi, Elles sortent du cul (de la cuisse n.d.r.) de Jupiter

Conclusione anonima: Nessun atto di coraggio è pari a quello di continuare a essere italiani senza essere almeno ticinesi.

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L’ElzeMìro di Martedì 6 luglio

Reverie, c. 1918 by Edgard Maxence (1871-1954)

Favolette Brechtiane 11 – Barbariccia

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Per fortuna c’è Amazon

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The Return, 1950 – Stephen Greene (1918-1999)

Farla breve. Ricordo molto bene il mio primo e tutti i successivi sentimenti di noia e frustrazione di ritorno dalla Francia – di depressione, ma ancora la parola non mi era chiara – , e al varcare la frontiera con la Svizzera; la Svizzera costituiva solo una dilazione dei cento passi sul miglio verde che ci avrebbe riportati in Italia. Non eravamo emigranti o da emigranti di lusso capivamo poco ma immagino che un calabrese, dopo la Germania, il Belgio o icche è al paese non avesse che poca voglia di tornare. A far cosa?

Già sotto il tunnel del Sempione mi sembrava che il treno si mutasse in tradotta. Una tradotta per poveri di spirito, uni, cattolici – loro –, provinciali, filistei, proni. Contrari all’aborto perchè inconsapevolmente consapevoli di esserlo. La stessa sensazione anni e anni dopo sulla vera tradotta che mi portava a Udine, al mio battaglione del Genio – no dico, è ovvio – 104° Torre di Remanzacco. Rispetto alla vita autoproclamata civile, con le sue ingordige, la sua microbiologia pullulante, il suo distacco dal resto del mondo la Francia in generale, e Parigi nello specifico, sapeva allora di libertà dal bisogno di mentire, di arrangiarsi, di infurbirsi. Sapeva di bagaglio leggero. Chi stava con me in compartimento non sembrava condividere il mio disagio a dover smettere di parlare il francese, in favore di quell’argot multidialettale, oggi multimediale, che costituiva l’italiano dei più. L’italiano pezzente senza pezze. L’italiano gratta e vinci. L’itagliano.

Ma non avevo letto Flaiano che nel 1950 al ritorno da una viaggio simile, con un unico nodo di stringhe scrive, Triste ritorno in Italia, che appare un paese di giocatori di totocalcio. Squallore. Da Ventimiglia a Genova grassa signora che chiede un passaggio. Forse vuol fare una marchetta. La lascio in un caffè di Genova, dopo aver preso un panino. Ennio Flaiano – Diario degli errori , 26, pag 19 – Adelphi.

Et voilà chères dames et messieurs l’Italia vintage del 1950, di oggi

https://blog.uaar.it/2021/06/22/pressing-del-vaticano-sul-parlamento-contro-il-ddl-zan-uaar-uninaudita-ingerenza/

Non credo che leverò la mascherina anche se me lo diranno. Non voglio respirare l’alito dei microbi. Unica fortuna, Amazon a permettere di andare lontano.

Si battone per l’Idea, non avendone – Ennio Flaiano – Diario degli errori , 29, pag 19 – Adelphi.

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L’ElzeMìro di Martedì 21 Giugno

Favolette brechtiane 10 – La disavventura di Pommesfrites Giardiniere

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Spiritati

Intelligenza senza poesia e senza humour, spirito di patate o almeno sarcasmo, me pare pistola carica in mano di un bambino. Nella migliore delle ipotesi. 

C’è chi se la  pensa e se la canta con Nietzsche, i Greci, prende partito per o contro Freud, si dibatte da  sé come una mosca contro il vetro sz tunc sz tunc sz tunc e non si avvede, preso com’è a eccitarsi di citazioni vetrificate dal tempo che la finestra è aperta. Filosofo, musicante, pittore o autonominato poeta di una provincia dell’anima, si convince che maronna Verità viaggi con lui in filobus ogni mattina e non sa che cara grazia se la ragazza col glitterante vero sul capino si azzarda a uscire di casa e con prudenza e a piedi e guardandosi bene dal metterli a casaccio, causa fondo dissestato. 

A motivo di ciò invece di pasticciare festival o sagre spirituali – titolo, Accadde a Torino – occorrerebbe organizzarne di spiritose. Sarebbero meno affollate di aspiranti ad essere spiritati da un qualche fulmine a ciel sereno e più di ispirati dalla contraddizione,  siccome iscrisse Rilke, sulla propria tomba a Raron(CH), della Rosa – o di sé chissà con qualche pregiudizio –: Rose oh reiner Widerspruch, Lust, Niemandes Schlaf zu sein unter soviel Lidern*. Non mi pare vi sia cabala che si dia il tesserino di sacrocuore che valga la battuta di Totò, Veda maresciallo per un ladro, morire da carabiniere è una grande  soddisfazione.

Poscritto. In un mercato persiano i popoli si scelgono con puntiglio i loro carnefici. O li accettano, atto che, gira e rigira biondina,  equivale a una scelta. Amano la farsa si capisce. La democrazia del patibolo. O come patibolo. https://torinospiritualita.org/

* Rosa,oh pura contraddizione, sotto tante palpebre di non appartenere al sogno di Nessuno, intenzione

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L’ElzeMìro di Martedì 8 Giugno

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John Singer Sargent -Studies for Gassed , 1918/19

Favolette brechtiane 9 – Il palombaro Olimpìno

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L’ElzeMìro di Martedì 25 maggio

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Favolette brechtiane 8 – Benno

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Prodotti Perfetti

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Paul Kirchner

 

Naturale che venderanno, vendere e venderemo ma, attenzion battaglion, frequento la musica da anni 65, mese più mese meno. E ci ho lavorato assai con e proprio dentro. Lirica e non soltanto lirica, anche Jannacci, sì è vero, ho imparato da principoni come Gavazzeni e da maestri sostituti che suonavano a prima vista dalla partitura di Barbablù certo certo certo, sono un signorino snob diranno le pie donne, benché ascolti di tutto da sempre, una volta per mestiere adesso anche per piacere, o per abitudine, dalla Sposa venduta di Smetana a NTS, l’emittente musicale dove si può ascoltare il jazz giapponese e le solite ossessioni rap benché di Scicago. Ma che siano di Schischicago o della Barona-Trans-tevere( Milano-Roma) la un c’è la differenza: da ga dìga, dìga dàga, dàga dàga, dìga dagadà. Dipende da come ci si vuole imbrogliare o da che fede abbracciare – sinonimi sì. Ebbene ho ascoltato i Måneskin – chiaro di luna in danese informa la Treccani, sono già lì i ragazzi – e osservo che la metrica è quella che ho cercato di riportare con digadaga: un ibrido tra rap, reggae, punk, funk, kukù klan.

Osservo con le orecchie, allenate assai per fortuna, che a dispetto dell’intonazione – ma se stai in maggiore e ti abbassi di una terza o sali di una quinta stonare sarebbe da acrobati do la do sol do re – la canzonetta presentata a SRemo e poi nel contesto europeo di cui la capo ufficio relazioni estere della Rai dice essere piena di energia, metafora sotto la quale si nasconde la polvere di casa, la canzonetta è costituita da un una linea di canto aspecifica e da un batti e leva leva e batti in 2/4 delle percussioni ovvero pum-cià pum-cià nello stile che di sicuro chiunque ha sentito rimbombare nelle carrozzerie delle Yaris hybrid zeppe di ragazzi in  Satursday’s night mission. Non mi pare che il drummer tenti mai una rullata o un colpo di piatti, pum-cià ma mmetto che la ripetizione senza a-variazioni mi distrae però… La chitarre butta giù gli accordi guida (ma è play back, direi) il basso boh, è della  femmina del gruppo, Victoria. Questo è l’arrangiamento. E garantisco, ho ascoltato tutti i loro pezzi disponibili in Youtube – mi documento né – quindi  provare per credere. Kate Bush è Fiona Apple sono al confronto Mahler e Schubert. Paolo Conte sentire cosa vuol dire arrangiamento, che è orchestrazione. Ma Paolo Conte non è un prodotto è un artista. Evito di spingere il recently defunto sulla scala di mi-mitolgico. Non voglio citare i soliti Queen e Pink Floyd. Per non dire di più.

Mia moglie mi dice che i MK sono però un ottimo prodotto. Vendere e venderemo. Reggono la botta dell’estero. E vero e poi ah ah belli belli sì tutti, italiani, taliani, ciao ciao dicono loro un giornalista polonese e un altro mi pare lituasco, ed entrambi  per un istante prendono un po’ di abbronzatura. Damiano soprattutto, il front man benché un po’ gobbo sotto le bretelle di Etro, è più figa di Victoria la bassista con nel sangue ha il passo del cammello colpito da un raffica di schegge da attentato; in scena ma non la ferma nessuno, verso i cinquanta soffrirà di mal di schiena, però a quell’epoca la neurochirurgia farà più miracoli di adesso. Mia moglie mi dice che i MK sono però un ottimo prodotto, vendere e venderemo. Ben truccati – poco Amneris tuttavia, allungarli quegl’occhi mica fare le signorine e lo smalto nero sulle unghie trovo deprima l’incarnato; secondo me un vero uomo deve osare il rosso in tutte le sue gradazioni, al limite i glitter – ben immaginati dall’art director di un preclaro gruppo di creativi ( Claudio Santuccci per la Giòforma, Milano ha l’immagine in mano) e, prenderne atto, molto comunicativi; sono persino simpatici a modo loro e parlano inglese. Domani si dovrà parlare cinese forse ma per ora i giovini parlano, anche bene, l’inglese. Fanno sotto sotto liceo classico e british council più che cafeteria di Aberdeen(Washington-US città capodanno di Kurt Cobain) e la musica… la musica domanderà qualche imprudente, bah la sintesi è a little something for the gents in the audience eh o o o alla Landini di oggi alla conferenza della CGIL. 

https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/05/23/landini-a-un-anno-dalla-pandemia-torniamo-al-lavoro-precario-e-alle-liberalizzazioni-e-una-presa-per-il-culo/6207569/

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