L’ElzeMìro di Martedì 7 Maggio

In Gli amanti dei libri

a cura di Barbara Bottazzi

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Will Eisner 1917- 2005

Pasquale D’Ascola

L’ElzeMìro

da oggi 7 Maggio 2019

Temi e variazioni 9  

L’anàmnesi – 2ª puntata

da La metamorfosi di Franz Kafka

http://www.gliamantideilibri.it/?p=72228

la I puntata in

http://www.gliamantideilibri.it/?p=72185

BA 10

Desideria Guicciardini – L’omino-macchina per scrivere -coll.privata

Immagine guida e compagna di villeggiatura dell’Elzemìro
In Bambino Arturo et son voFabulaire hors de l’ordinaire, Booksrepublic Isbn 9788853440457 – 2012. Cfr. http://www.mondoscrittura.it/?p=4186

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Put your  garbage out 

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Paul Klee – Warnung der Schiffe – Avvertimento alle navi – 1917

Put my  garbage out – messa la pattumiera fuori – è in un verso sono quasi sicuro di T.S.Eliot ma non m’è riuscito di ritrovarlo. In rete per lo più riferimenti allo smaltimento controllato, isso, dei rifiuti. C’è una quantità di luridume che, come dagli spiragli degli infissi il vento carico di polvere e microbi, ogni giorno spira cheto e pallido tra le sinapsi della rete in virtù degli strumenti di propaganda e di manipolazione controllata, issa, e distruttiva che sono gazzettini,  pubicità, i sozial, altari elevati dalla demenza al cielo della demenza. Allora non solo è indispensabile alternare l’apnea allo spalanco delle finestre ma solo in certe giornate di minore stagnazione d’aria, meglio in assoluto quando piove; Manzoni ci insegna che una pluviata spazza, almeno per qualche po’ ogni peste, quella microbica dopo la macrobica dei morti viventi; e lo Renzo va; fosse stato il parroco che non era, Alessandro avrebbe concluso la vicenda lì a tarallucci e dio, invece tira dritto ad illustrare la miseria nei disegni dello stesso, una soluzione di compromesso per i promessi buoni, un tiremm innanz a Bergamo che è lontana, c’è una riga d’acqua tra la città Serenissima e il ducato di Malanno. Vabbè. Dedicare tempo al sapere le notizie sporca l’anima e mi permetto di dirlo opponendomi a qualsiasi dimostrazione favorevole o contraria; il notiziario è complice della notizia svalangata da ogni fogna, ammiscata con l’orrore che il riferirne senza filtri letterari comporta… come un camorrista che riferisca di un proprio delitto se dico nei particolari omessi o no di uno stupro di massa, cioè sempre ché nel singolo, anche quando fosse, agisce la genica degli spermatozoi, avanti arditi issi, ne faccio pornografia… ho visto miti macachi maschi dar la caccia a una singola femmina, vae antropoceffi. Mentre scrivo una formica viandante pellegrina vagola sul vetro illuminato di questo mio mac, che cosa si domandi chissà, la lascio fare evidentemente, ohiohi, mi auguro soltanto che non trovi qualche accesso all’interno della macchina dove andrebbe a friggersi… via sono riuscito a soffiarla sull’infinita volta di un muro, vedo che sull’intonaco ritrova una geografia non ostile… paiono cordiali le formiche, il loro interrogare il cammino, il loro risolversi nelle difficoltà; ricordo il loro sistematico rivolgersi alle particole non sfarinate di mio padre quando ne affidai le ceneri al vento; scosto i ragni dalla vasca prima di lavarmi e certi insetti della farina detti càmole li catturo con un bicchiere prima di lanciarli nell’aria libera; saluto nell’asino un mio più che probabile affine; so che ne fanno prosciutti e inorridisco, tutto al contrario di quanto un della tribù Gnamgnam dabbene e indubitato della sua potenza fa o farebbe. Le son superuome, es steigt über den Mensch – va oltre l’uomo – la Lonicera japonica, una pietra, il sasso, un ciottolo. L’ombra. Tutto ciò che si nutre di luce e d’acqua. Nos, impermeabilizzarsi alla si salvi chi ch’el pol e chi ch’el vol 

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L’Assedio a Torino

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Assedio ed Esilio sarà a Torino, Salone internazione del libro, dal 9 al 14 maggio. Casa editrice Aracne, H14/P2.

Rammento inoltre ai lettori che si può ordinare il volume senza difficoltà alle librerie Feltrinelli.

Per chi preferisse la rete  rinnovo l’elenco delle librerie online più efficienti

 

Libreriauniversitaria

https://www.libreriauniversitaria.it/assedio-esilio-ascola-pasquale-aracne/libro/9788825520316

LibroCo

https://www.libroco.it/dl/Pasquale-D-Ascola/Aracne-Editrice/9788825520316/Assedio-ed-esilio/cw151073543578498.html

Unilibro

https://www.unilibro.it/libro/d-ascola-pasquale/assedio-ed-esilio/9788825520316

Webster

https://www.webster.it/ricerca/query/9788825520316/reparto/tutti

FILETTO alle 14.29.30

Assedio ed Esilio 

Vincitore del Premio Letterario Internazionale Indipendente 2016 

Aracne editrice – Roma
http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/pubblicazione.html?item=9788825520316&s=366555&e=774

illustrazione di copertina di Desideria Guicciardini

Sinossi 
Due momenti della biografia di un Innominato antifascista che, assediato da un metodico disincanto assurto a principio supremo di giudizio, vivrà la sua vita come una morte in contumacia. Viene da chiedersi se il quaderno nero che lascia sia ciò che sembra (il tentativo estremo e patetico di ricostruire a posteriori la Weltanschauung di cui la sua vita è stata coerente preambolo: quindi il fallimento clamoroso e definitivo del soggetto) o sia piuttosto ciò che sembrerebbe (il sintomo del rifiuto, lucido e radicale, dell’autoinganno che rappresenterebbe articolare un sistema per sconfiggere un altro: quindi il trionfo clamoroso e definitivo del soggetto) Alberto Asero – Orizzonte Atlantico

https://www.orizzonteatlantico.it/it-2016-pasquale-dascola

FILETTO alle 14.29.30

 

 

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Scrivere, e scriveremo?

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Quint Buchholz (1957) – Man, Reading (III),

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L’ElzeMìro di Martedì 30 Aprile

In Gli amanti dei libri

a cura di Barbara Bottazzi

Schermata 2019-04-29 alle 16.17.42

Will Eisner 1917- 2005

 

Pasquale D’Ascola

L’ElzeMìro

da oggi 30 Aprile 2019

Temi e variazioni 9.

L’anàmnesi

da La metamorfosi di Franz Kafka
   

http://www.gliamantideilibri.it/?p=72185

BA 10

Desideria Guicciardini – L’omino-macchina per scrivere -coll.privata

Immagine guida e compagna di villeggiatura dell’Elzemìro
In Bambino Arturo et son voFabulaire hors de l’ordinaire, Booksrepublic Isbn 9788853440457 – 2012. Cfr. http://www.mondoscrittura.it/?p=4186

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Assedio ed Esilio

2018-524 copertina 2

Vincitore del Premio Letterario Internazionale Indipendente 2016 

https://www.orizzonteatlantico.it/it-2016-pasquale-dascola

Se qualcuno del lettori qui del blog, provandone una nostalgia preventiva, avesse tentato di incontrare Assedio ed Esilio da un libraio scontrandosi tuttavia con l’eventuale malavoglia se non con il rifiuto di quest’ultimo a ordinarlo, segnalo che è possibile andar oltre questi impicci acquistandone presso questi tra i principali siti di vendita a disposizione

Libreriauniversitaria

 https://www.libreriauniversitaria.it/assedio-esilio-ascola-pasquale-aracne/libro/9788825520316

LibroCo

https://www.libroco.it/dl/Pasquale-D-Ascola/Aracne-Editrice/9788825520316/Assedio-ed-esilio/cw151073543578498.html

Unilibro

https://www.unilibro.it/libro/d-ascola-pasquale/assedio-ed-esilio/9788825520316

Webster

https://www.webster.it/ricerca/query/9788825520316/reparto/tutti

Aracne editrice – Roma

http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/pubblicazione.html?item=9788825520316&s=366555&e=774

illustrazione di copertina di Desideria Guicciardini

Sinossi 

Due momenti della biografia di un Innominato antifascista che, assediato da un metodico disincanto assurto a principio supremo di giudizio, vivrà la sua vita come una morte in contumacia. Viene da chiedersi se il quaderno nero che lascia sia ciò che sembra (il tentativo estremo e patetico di ricostruire a posteriori la Weltanschauung di cui la sua vita è stata coerente preambolo: quindi il fallimento clamoroso e definitivo del soggetto) o sia piuttosto ciò che sembrerebbe (il sintomo del rifiuto, lucido e radicale, dell’autoinganno che rappresenterebbe articolare un sistema per sconfiggere un altro: quindi il trionfo clamoroso e definitivo del soggetto) Alberto Asero – Orizzonte Atlantico

FILETTO alle 14.29.30

 

 

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L’ElzeMìro di Martedì 23 Aprile

In Gli amanti dei libri

a cura di Barbara Bottazzi

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Mu Pan (Taiwan,1976) Il giardino delle delizie in terra- Coll. Sólo(?)

L’ElzeMìro

da oggi 23 Aprile 2019

Temi e variazioni 8.

Le meraviglie del futuro

da William Shakespeare – La tempesta – A I/S2 

   http://www.gliamantideilibri.it/?p=72122

BA 10

Desideria Guicciardini – L’omino-macchina per scrivere -coll.privata

Immagine guida e compagna di villeggiatura dell’Elzemìro
In Bambino Arturo et son voFabulaire hors de l’ordinaire, Booksrepublic Isbn 9788853440457 – 2012. Cfr. http://www.mondoscrittura.it/?p=4186

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L’ElzeMìro di Martedì 16 Aprile

In Gli amanti dei libri

a cura di Barbara Bottazzi

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Patrick William Adam(1854-1929) – War – Dundee art galleries

Pasquale D’Ascola

L’ElzeMìro

dal 16 Aprile 2019

Temi e variazioni 7.

Le rovine di Atene: baracca e burattini 

da W. Shakespeare – La tempesta – atto I/2

                  http://www.gliamantideilibri.it/?p=72079

BA 10

Desideria Guicciardini – L’omino-macchina per scrivere -coll.privata

Immagine guida e compagna di villeggiatura dell’Elzemìro
In Bambino Arturo et son voFabulaire hors de l’ordinaire, Booksrepublic Isbn 9788853440457 – 2012. Cfr. http://www.mondoscrittura.it/?p=4186

 

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Qualcosa mi lega a Cuarón

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Altare di Pèrgamo – part. Berlino

A vedere questo film Roma occore andare come si andava una volta al cinema, parlo di molto una volta quando l’andiamo al cinema aveva sostituito senza eliminarlo il rito del teatro, sempre rito però e di quartiere – intorno a casa mia c’erano quattro, forse cinque sale, la cena poi l’uscita, qualche volta il contrario ma di rado – si andava al cine senza propaganda preventiva, attratti dal titolo, dai nomi, ah gli attori, dal genere, western, guerra, giallo, dalla curiosità; Roma appartiene a un genere che è raro al cinema, o non esiste non mi pare, l’epica; esiste bensì in poesia, dunque per questo Roma è poesia; perciò occorre non averne letto niente prima, ma niente proprio, è necessaria la scoperta. Allora Roma accade. Dunque chi vuole qui si fermi, e vada a capo con se stesso. Scriverne è puro piacer dell’intelletto.

Ci sono film di cui c’è da dire poco, per non dir tacere; occorre ascoltare Roma, appunto come la poesia e la musica, che non si spiegano, che non si devono spiegare, bon come l’arte in genere, salvo esser suore, capesse scout, professoresse di natura più che di professione. È un film Roma per il quale ha dunque senso parlare di struttura, di forma, di tecnica persino, per questo motivo appunto, così come si analizza la struttura di un sonetto di una sonata, di una sinfonia, di un melologo, di una ballata, di uno Shakespeare; ma di più è necessario farsi capire dalla narrazione intelligente, dalla macchina da presa che si muove dentro un lento gorgo, il cui orizonte degli eventi – termine in voga in questi giorni – è di parole e suoni filtrati da una garza temporale, di visto, ma non già, che tutto attira e inghiotte. La forma coincide con sé stessa, col contenuto, benché a certuni piaccia che vi sia una schisi tra due, la frattura in cui personalmente proprio non credo, la stessa che s’immaginano tra corpo e mente. La forma canta sè stessa, senz’altro scopo. Distante, proiezione all’occhio di un architetto. O di un pittore che della prospettiva abbia fatto sua rètina.

Roma è un capolavoro, ahi che noia dirlo,  di poesia, forse anche di cinema. Poesia épica, immagini musicali prive di musica. Finale sulla spiaggia che evoca in chiaro e scuro, che è molto più di bianco e nero, le figure dell’altare di Pergamo. A voler vedere. Naufraghi e isole tutti i personaggi si abbarbicano l’un l’altro, Yo no querìa naciesse, mi bebé, singhiozza la serva Cleo, non volevo che nascesse il mio bambino; lacrime di Briseide, ma ha più robusta voce l’Oceano. Non c’è nessun sentimentalismo, allo spettatore il ruolo di scuotersi dal torpore ed osservare il cielo immenso degli dèi sempre intersecato da una linea, un aereo un filo, e il cielo semplice dei poveri; un terrazzo per stendere la biancheria. 

Fa d’uopo ricordare la più piccola delle figurine di questo nobile poema per immagini; fulmina chi ha orecchie per intendere, con i suoi, Quando ero grande ero… Dunque, Ero un pilota da guerra ma ora sono morto non posso parlare; e la serva Cleo, di rimando, Sai cosa penso che non è così male essere essere morti. Bon, ho detto troppo ma mi perdono.

Nota: Qui ho tradotto quattro parole per pudore, ma per fortuna qualcuno ha impedito che il film venisse doppiato, amputando così la bellezza dello spagnolo e messicano. Così la forma ne sarebbe uscita più che compromessa; insultata. Lassù qualcuno ascolta i film.

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Nimm doch das Lächeln aus dem Maul, du Hund*.

childe_hassam_-_april_-_the_green_gown_-_google_art_projectChilde Hassam (1868-1935) April -The green gown

“L’on ne saurait infliger offense plus grave que d’appeler quelqu’un heureux, ni le flatter davantage  qu’en lui attribuant un fond de tristesse… c’est que la gaîté n’est liée à aucun acte important et, qu’en dehors des fous, personne ne rit quand il est seul. La vie intérieure est l’apanage des délicats, sujets à une épilepsie sans chute ni bave.” Emile Cioran-Précis de décomposition– Gallimard pag 140.

Nessuna  offesa è più grave dell’infliggere a qualcuno la patente di felice, né maggiore complimento l’attribuirgli un fondo di tristezza… gli’è che la gaiezza non è legata ad alcun atto importante e, con l’eccezione dei pazzi, nessuno ride quand’è solo. La vita interiore è appannaggio dei delicati, soggetti a un’epilessia senza capitomboli né bave. E.C. Compendi di decomposizione

Oggi. Come fucilata sul giubbotto antiproietto mi coglie un sorriso esemplare e nello specifico d’una scrivéndola überalles, ah ah, mauve il giacchino di pelle e la t-shirt che le canta… felicità/ è tenersi per mano/andare lontanoa lala lalà l’estasi forse… ma non della D’Avila. Altro qui si titìlla. È un vàlzer bordo piscina l’oggi dei risi e dei bisi e de’ capelli al sol ch’a da vvenire, ovvero denti, ma tanti di pescecani in crociera. Un demènte non c’è a non ostentare una dementiera, un tarabiscottaio a non infornare dolcetti al fenòlo, ché  sempre allegri bisogna stareb che che checché checché. E scrittoresse appunto, oh quelle… mazzi… poi menestrulli, attoronzoli, presentartrosici, poltrocoglioni ignoti a tutti tranne agli omonomìni loro, il serraglio animalier dei social a full, falansterio aterosclerotico che conglomera tutte le classi senza gorgoglio né oróre de classe, né hopoperaia né a-ristocratica, né borgognona, né rava né fava; tutto socializzato dal sorriso, giocóndato da dosi massicce del cococòcktail egemonizzante, il Bischeróni; e dai, conveniamo di lanciarci tra noi un cioccolatino al sorriso soffiato come la pallina di carta con dentro il còpiami còpiami pell’ultimo banco. L’udienza ah ah àah clap clap clàap.

Ecco. Osservo invece o cerco di tornare con l’occhio interpretativo della memoria a ricapitolare fotografie di padri e parenti, suoceri, madri apparenti, madonne fiorentine, triestine babasse, signori e signore, goddamn e mesdames, signorine in questo o nell’ordine inverso e a me visibili solo attraverso la lente della loro remota estinzione; un re, per quanto nano, e un imperatore  insieme a un pranzo, una tavolata di contadini furlani in un giorno di nozze, un ritratto di Totò in quanto Antonio De Curtis di Bisanzio, istantanee di Doisneau o di ignoto che mai certificò lo scatto col proprio nome. Ebbene mi pare che nessuna foto abbia colto di costoro il sorridere, non dico la risata che giustificherebbe bensì Macbeth o Dandin, persino Arlecchino nel loro precipitare sans rachat-senza riscatto (É. Cioran op.cit.). Mi pare una parata quella delle mie foto, di barbe accurate, capelli e cappelli in posa o altrove, corpi spettinati ma da un qual faticare, di visi raccolti in un pensiero sommesso che non mostrare è educazione, Siamo seri, morti al nostro passato, morti in effige, il futuro è questa fissazione della defunzione. Insomma tutti a scendere dalla soglia di uno di quegli usci, aspettando la carretta, quella.cVedo, sia chiaro  si tratta d’immaginazione, un che di vergogna nell’essere vivi ma, Ci immortaliamo. A capirla, l’innominata parigina, quella là la Gioconda, affatto non è sorridente... il sorriso quanto la smorfia sono cosa privata e/o del comico… fa la cortesia dell’enigma la signora. È civiltà che mostra la signora. La civiltà, quella separa… come fa il tempo; e il teatro diceva Brecht. 

Oggi. Domina l’ebetumènica sguaiataggine del mostrarsi; attrici e attruci in gara tra lor poppe d’oro e duchesse non differiscono nell’aprir le boccacce e sfoderare le gambe con quello che ne consegue per gl’inguini. Non c’è batteria di untorelli della lettièratura… tranne quelli che sanno ch’al sorriso manca il movente… non uno di coloro che non cincischi i labretti sì belli… ammesso che qualcosa sia davvero percepito o non sia acquisito o appreso per imitazione come ai concerti… cliché dell’applauso al povero divo, degli zampini per aria in battere e levare ma gli accendini… è tutt’una messa in piega, uno scambiatevi un segno di carapàce… Pare così che l’assenza di sottofondo, la differenza silenziosa siano percepiti ostili, atti ostili, l’in sé dell’ostilità, come indossare la cravatta e un viso consono al lutto. Voglio ridere così col sole in fronted… Ecco. Le fauci del gatto che soffia sono una liberazione. Finalmente qualcuno che accoglie nisba, anzi fastidio e sgrinfie. Il cane e il servo faticano sempre di più a non mostrare la coda che sorridonzola. Cani.

– Ballata dolorosa –

Una pallida faccia e un velo nero

Spesso mi fa pensoso de la morte;

Ma non in frotta io cerco le tue porte,

Quando piange il novembre, o cimitero.

 

Cimitero m’è il mondo allor che il sole

Ne la serenità di maggio splende

E l’aura fresca move l’acque e i rami,

E un desio dolce spiran le vïole

E ne le rose un dolce ardor s’accende

E gli uccelli tra ’l verde fan richiami:

Quando piú par che tutto il mondo s’ami

E le fanciulle in danza apron le braccia,

Veggo tra ’l sole e me sola una faccia,

Pallida faccia velata di nero.in 

in Rime Nuove – Giosuè Carducci(1906) Libro III, LV – Ed. Nazionale 1940

* E levati quel sorriso dalla boccaccia, cane. Parafrasi da Brecht – Surabaja Johnny- Nimm doch die Pfeife aus dem Maul, du Hund. E levati la pipa da quella boccaccia cane. Nota assai, per chi l’ha nota, la versione ritmica italiana, E levati la pipa di bocca porco.

cfr. A. Carrisi(1982) Felicità  https://www.youtube.com/watch?v=fs8r-8EJ4c8

b cfr. E. Jannacci Ho visto un re (1968)- https://www.youtube.com/watch?v=SyJ2Jxf0fjk

c. cfr. A. Manzoni  I promessi sposi  cap. XXXIV, 158

d. cfr. https://www.youtube.com/watch?v=5jt4_SAkdls nell’originale voglio vivere così  etc. è il refrain della nota canzone di Giovanni D’Anzi e TIto Manlio dal film Voglio vivere così di Mario Mattoli (1942)

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